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Beatrice Palmisano racconta la sua conversione |
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"Sono Beatrice Palmisano, di anni 38, casalinga e convertita alla fine del 1948" |
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Vivevo con una nonna, per farle compagnia, mentre i miei familiari erano in Calabria. Vicino casa è venuta ad abitare una famiglia evangelica. Io ascoltavo molto spesso le loro preghiere ma poi, avendo udito che era peccato trattare loro, ebbi ordine di non avvicinarli, perché, come dicevano i preti, erano degli indemoniati. |
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Una sera vennero dei "fratelli" da Castellaneta e si unirono per pregare in casa di quei pentecostali, miei vicini. |
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Parecchie mie amiche mi convinsero di nuovo ad accostarli, ma, giunte dietro la porta, cominciammo a ridere e a beffarli. |
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Uscì una donna, che, con parole calme, ci parlò di Gesù e ci invitò ad entrare; entrammo, ma, mentre loro cantavano e il "pastore" leggeva un capitolo del Vangelo, noi ci guardavamo e ridevamo. Io in ginocchio giravo gli occhi per trovare un quadro di un santo, ma non ce n’erano. Ritornata a casa, non potei dormire, perché sentivo come se qualcuno mi chiamasse e mi parlasse. La notte in sogno parlai del capitolo 23 di Matteo e ne spiegavo il significato (in verità non avevo mai letto quei versi). La mattina chiesi agli evangelici di vicino casa il loro libro della Bibbia e con grande sorpresa lessi le stesse parole, che avevo proferito nel sonno. Allora chiesi al Signore: "se sei veramente Tu, o Dio, che mi parli, dichiarami ancora una volta la verità". |
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La notte sognai ancora sui cibi proibiti dai preti. |
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Da quel momento cominciai a dare il mio cuore a Dio, chiedendo di essere provata. Infatti, dopo il 1949, anno in cui fui battezzata con la potenza dello Spirito Santo, cominciarono le prove. Siccome vivevo con la nonna a Palagianello, i miei genitori, che erano in Calabria, mi scrivevano disapprovando la mia scelta. Parlarono con i preti e perfino col vescovo di Cosenza, i quali per spaventare i miei parenti dissero loro: "La maledizione e la scomunica sono in casa vostra perché avete la figlia evangelica". Tutti quelli di famiglia mi allontanarono ed anche la nonna, che prima non se ne curava. |
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Ma Gesù aveva preso possesso in me e non temevo più nulla che mi potesse separare da lui. |
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Mi arrivarono lettere dai miei in cui si diceva che se non li ascoltavo mi disconoscevano da figlia; io rispondevo con passi della parola di Dio. Allora mia madre si decise a venire di persona; quando giunse io le andai incontro ma lei si rifiutò di abbracciarmi e mi disse: "Allontanati perché hai disonorato la nostra famiglia". |
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Io rincasai e da allora non ebbi più rapporti con i miei genitori, anche perché poco dopo mi sposai. |
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Oggi vivo contenta e Dio benedice la mia famiglia. |
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Palmisano Beatrice |
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Tratto da: Zucchi Sergio, Espansione Pentecostale, Taranto 1994, pag. 305 |