Schiavi di Dio

 

Negli anni 70 del diciannovesimo secolo nella regione del delta in Nigeria la maggioranza della popolazione erano schiavi. Quando il Cristianesimo cominciò a spandersi in quella regione, i capi dei villaggi fecero tutto quello che era in loro potere per impedire ai loro schiavi di seguire la nuova religione. Se gli schiavi diventavano dei Cristiani, i capi cercavano di forzarli ad andare contro il loro credo. Essi li facevano perfino lavorare di Domenica o mangiare la carne sacrificata ad altri dèi.

Uno di quei capi, che si chiamava ‘il Capitano Hart’, era particolarmente crudele. Sua moglie odiava i Cristiani. Egli ordinò a Joshua, uno dei suoi schiavi che era Cristiano, di mangiare la carne di un sacrificio pagano. Quando Joshua si rifiutò di mangiarla, il Capitano Hart lo punì per la sua disobbedienza. Gli uomini del capo lo gettarono in alto nell’aria e lo fecero cadere a terra. Fecero questo più volte fino a che il suo corpo si ammaccò e ruppe. Il suo spirito però non si ruppe.

Essi discussero con lui, lo implorarono, e lo minacciarono. Joshua disse: ‘Se il mio padrone richiede da me che io lavori per lui, io farò del mio meglio non importa quanto duro sia il lavoro. Ma se lui richiede da me che io mangi delle cose sacrificate agli dèi, io non farò mai questo’.

Così Joshua fu condannato a morte. Essi lo legarono mani e piedi, lo misero dentro una canoa, e remarono dentro il fiume per annegarlo. Mentre andavano, Joshua pregò: ‘Perdonali, perché non sanno quello che fanno’.

Il Capitano Hart gridò a Joshua: ‘Ancora preghi?’ Allora lo afferrò e lo gettò nell’acqua. Quando Joshua venne alla superficie, gli uomini del capo lo tirarono dentro la canoa. Il Capitano Hart diede a Joshua un'altra possibilità per rinunciare alla sua fede e avere salva la sua vita.

Joshua scelse di rimanere aggrappato alla sua fede, cosicché gli uomini del capo lo gettarono di nuovo dentro l’acqua. Quando il suo corpo venne su, essi lo colpirono sulla testa con le loro pagaie e trafissero il suo corpo con un’asta appuntita fino a che non morì.

Nel 1876 cinque schiavi si rifiutarono di prendere parte a dei sacrifici pagani perché essi erano dei Cristiani. A motivo di ciò il loro capo li incatenò e li costrinse a vivere nella foresta per mesi.

Uno di loro disse: ‘Io non posso ritornare alle vecchie vie del paganesimo. Gesù ha messo un lucchetto sul mio cuore e tiene Lui la chiave!’

Due anni dopo un altro schiavo morì di fame perché egli non volle mangiare della carne che era stata offerta in sacrificio. Altri furono legati a dei pali sul terreno e fatti mangiare dalle formiche.

Alla fine i capi decisero di disperdere gli schiavi Cristiani, separandoli l’un dall’altro e allontanandoli dal loro luogo di culto. Questo servì solo a diffondere il Cristianesimo!

Dopo che la moglie del Capitano Hart morì, egli cambiò. Egli permise ai suoi schiavi di adorare come essi desideravano. Prima della sua morte, egli gettò nel fiume i suoi feticci e fu battezzato.

Attorno a quel tempo altre cose stavano accadendo nell’altra parte dell’Africa, in Kenia. La chiesa di David Koi lo mandò a insegnare la Bibbia presso un centro della Chiesa vicino Kilifi. Un gruppo di ex schiavi che si erano stabiliti a Fulodoyo domandarono a David di andare al loro villaggio per ammaestrarli. David aveva appena cominciato la sua opera a Kilifi, cosicché egli chiese alla sua Chiesa di poter andare da quegli uomini. Essi furono d’accordo che lui lasciasse quel luogo per recarsi presso quella colonia di ex schiavi.

Nel 1883 diversi padroni di schiavi vennero a casa di David. David aveva il sospetto che essi non erano venuti da lui per compiere qualcosa di buono, ma lui li trattò con la cortesia Cristiana. Quando essi entrarono in casa sua David disse: ‘Preghiamo assieme’. Egli si inginocchiò e pregò Dio di benedire quei visitatori e di guidarli nella loro conversazione.

I proprietari di schiavi cominciarono a fargli delle domande sugli ex schiavi che vivevano là a Fulodoyo. David Koi spiegò loro: ‘Io non incoraggio gli schiavi a cercare di scappare dai loro padroni. Quelli che vengono qua sono liberi di svolgere il loro lavoro e prendersi cura dei loro giardini’.

Quegli uomini dettero degli sguardi truci in maniera sospettosa mentre David continuò: ‘Il mio unico lavoro qua è insegnare la Bibbia. La chiesa mi ha mandato, e queste persone non mi pagano. Io sono qui solo per aiutarli’.

Ora quegli uomini stavano diventando furiosi. Essi si dissero l’un l’altro: ‘Noi non possiamo credere che un uomo che ha una tale cultura e capacità sia qua solo per aiutare questi ex schiavi. Egli sta cercando di ingannarci’.

Uno di loro gli domandò: ‘Che cosa insegni a queste persone?’

‘Io insegno alle persone il vangelo di Gesù Cristo, come esso ci è raccontato nella Bibbia’. David cominciò a raccontare a quegli uomini come lui stesso conosceva Gesù e aveva fede in lui.

Questo fu troppo per quegli uomini. Se le persone avessero cominciato a credere simili cose, la schiavitù sarebbe stata presto distrutta, pensarono loro. Essi decisero di fare qualcosa per spaventare i loro schiavi così fortemente che essi non sarebbero mai scappati.

Alcuni dei proprietari di schiavi corsero fuori e scavarono una fossa che fosse in grado di contenere un uomo in piedi. Essi misero David dentro quella fossa, così solo la sua testa e le sue spalle erano visibili sopra il terreno. Poi gli tagliarono la testa.

 

Testimonianza tratta da: Marian Hostetler, They loved their enemies [Amarono I loro nemici], 1988, Herald Press, Scottdale, Pa, USA, pag. 33-36,

 

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