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Quando il campanello della porta d’ingresso risuonò, la mia padrona di casa, che mi nascondeva, aprì, non sospettando che era la Gestapo venuta per arrestarmi. Tre uomini si precipitarono all’interno, con le pistole in pugno. Vedendomi, gridarono: "Mani in alto!" Poi mi misero le manette. |
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Verso la tortura |
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Era il primo settembre 1944. Tutti gli Olandesi dai 17 ai 40 anni venivano costretti a lavorare nelle fabbriche di munizioni tedesche. Avevo a quel tempo 25 anni. Era dunque una buona ragione per arrestarmi. Guardandomi attentamente, uno degli uomini mi chiese: "Sei Ebreo?" Poi aggiunse: "La polizia lo saprà presto! Avanti." Subito dopo il mio arresto, la famiglia che mi nascondeva scomparve. Meno male, poiché la polizia ritornò quasi immediatamente. Quegli amici rischiavano la deportazione o la morte. Ho saputo questo più tardi, con mia grande gioia. Quando arrivai al posto di polizia, cominciò l’interrogatorio: Sei tu il figlio dell’orologiaio Katz? – No, risposi. Mi chiamo Ernest Cassuto. Sono figlio del professor Cassuto." Sapendo che i miei genitori erano ben nascosti da qualche parte nel paese, potei rivelare la mia vera identità. |
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I Nazisti vollero anche conoscere il nome delle persone che mi avevano aiutato a procurarmi delle false carte d’identità e di razionamento. Rifiutai ostinatamente di tradire i miei benefattori non Ebrei. Se avessi menzionato un solo nome, almeno duecento persone della Resistenza olandese sarebbero perite per mano dei Nazisti. "Molto bene, dissero. Passerai questa notte in prigione e, domani, sarai spedito al quartier generale nazista di Rotterdam e nella camera di tortura che c’è là essi otterranno da te tutto ciò che vogliono sapere. Fui gettato in una cella, un posto buio la cui porta si richiuse. L’indomani fui svegliato da tre uomini armati di fucili. Mi portarono con il treno a Rotterdam. Quando arrivammo mi misero faccia al muro fino al momento in cui fui introdotto davanti agli interrogatori. Vollero avere i nomi degli amici che mi avevano aiutato. Ancora una volta, rifiutai. Allora, diedero l’ordine di portarmi nella camera di tortura. Per strada, pregai l’Iddio dei miei padri, Dio d’Abrahamo, d’Isacco e di Giacobbe, che custodì Daniele nella fossa dei leoni e i suoi tre compagni nella fornace ardente. Le mie preghiere furono esaudite. |
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Il nazista che doveva farmi subire la tortura aveva appena cominciato il suo orribile lavoro quando gli dissi: "Perché si dà tanta pena e perde il suo tempo? Mi uccida piuttosto. Non ho paura di morire. Credo in Dio. Sono riscattato dal Messia che è morto per espiare i peccati di tutti gli uomini, anche i suoi, se lei si pente". Dicevo la verità, poiché mentre ero stato nascosto, avevo letto la Bibbia che i miei benefattori, credenti non Ebrei, mi avevano dato. Leggendola, i miei occhi si erano aperti per riconoscere in Gesù Colui del quale i profeti hanno parlato. Non potei fare a meno di credere, di cadere sulla mia faccia davanti a Lui e di riconoscere che i miei peccati erano stati espiati da Lui, come dice Isaia al capitolo 53: "Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione". Mi ero sentito più bianco della neve, lavato nel sangue di Gesù, l’Agnello di Dio. Oh! Momento indimenticabile! |
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Il Tedesco fu talmente colpito di sentire un Ebreo parlare così che al posto di continuare il suo lavoro, si mise a conversare con me su Hitler ch’egli ammirava. Dal canto mio, cercavo di rivolgere la sua attenzione verso Dio e il suo Unto. |
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Durante la discussione le lancette dell’orologio avevano girato. La campana suonò, indicando che il tempo della tortura era finito. Scendemmo. Là Dio fece ancora un altro miracolo velando gli occhi degli interrogatori. Essi non notarono che io non portavo alcun segno di tortura. Mi mandarono in prigione a Rotterdam, aspettando di deportarmi ad Auschwitz. |
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Ispezionando le mie tasche trovarono la foto della mia fidanzata, un’affascinante ragazza. Anche lei aveva trovato in Gesù il Messia d’Israele. Eravamo stati nascosti nello stesso posto per tre mesi. Ma per ragioni di sicurezza eravamo stati obbligati a rifugiarci ognuno dal canto nostro. Alcuni mesi dopo un traditore la segnalò alla Gestapo. Quando mi giunse la notizia del suo arresto, poco mancò che perdessi la fede in Dio! Il mio avvenire mi sembrò oscuro come un abisso. |
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Ma Dio mi consolò mediante la Sua Parola, nella Bibbia, al punto che potei dire, come Giobbe: "L’Eterno ha dato; l’Eterno ha tolto, sia benedetto il nome dell’Eterno!" (Capitolo 1 verso 21) |
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Mi ricordo che guardando la foto della mia fidanzata, il nazista disse: "Mi ricordo molto bene di questa ragazza. È quella che ha letto la Bibbia fino all’ultimo minuto". Quelle parole furono per me come un messaggio di Dio e una certezza ch’Egli sarebbe stato con me come era stato con lei. |
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Aspettavo dunque senza spavento la mia deportazione e la fine della mia vita in una camera a gas. La presenza del Signore non mi lasciava. La Sua pace regnava nel mio cuore. Non temevo la morte. Passavo il tempo pregando e meditando la Parola di Dio. Tutta la Bibbia infondeva in me una vita forte e pura. Siccome Gesù aveva detto una volta: "Investigate le Scritture… esse son quelle che rendon testimonianza di me", leggendo, Lo trovavo dappertutto: nei Salmi, nei Profeti, nella Legge. Egli è proprio la chiave che apre questi tesori divini e la lampada che illumina i ricercatori. |
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Hitler mi poteva prendere tutto, ma non poteva chiudere la finestra del cielo, aperta su di me, da dove la luce scaturiva fin nella mia buia cella! |
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Liberazione |
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Alcune settimane dopo il mio arresto, doveva partire per Auschwitz l’ultimo convoglio. Ma quella notte una mano misteriosa tolse la stella gialla da sopra la mia porta. Essa serviva per indicare i partenti verso i campi di sterminio. Mediante quel miracolo, fui salvato. Fui l’unico Ebreo rimasto in prigione. I Tedeschi mi soprannominarono "Der letzte Jude von Rotterdam" (l’ultimo Ebreo di Rotterdam). |
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Le truppe alleate, dopo aver sfondato il fronte ed essere penetrate in Germania, persero la battaglia d’Arnhem, il che impedì loro di liberare l’Olanda che rimase ancora sotto la crudele oppressione militare nazista. Ma essi non poterono più continuare la deportazione degli Ebrei verso la morte. Restava tuttavia la possibilità di fucilarmi. Ma l’Eterno vegliava su di me. "L’Angelo dell’Eterno s’accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera" (Salmo 34:7). |
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I giorni, le settimane passarono in condizioni talvolta insopportabili. I cattivi pensieri mi assalivano ad intervalli. Questo veniva da Satana che mi spingeva alla rivolta contro Dio: "Tu fai parte della razza eletta. Bell’affare! Eletta per quale scopo? Per essere maledetta! Perché tanto soffrire unicamente perché sei Ebreo? E che vuol dire essere Ebreo?" |
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Allora mi ricordavo di ciò che mi aveva detto un Cristiano: "Che felicità provo nel sapere d’essere Ebreo, di appartenere alla razza eletta di Dio da dove è uscito il Salvatore del mondo!" Mi ricordavo ugualmente l’amore dei non Ebrei che rischiavano la loro vita per salvare noi Ebrei, inventando ogni sorta di nascondiglio a casa loro, dividendo con noi le loro ultime provviste di cibo. Qual’era il movente di tanta dedizione, se non il fatto ch’eravamo Ebrei, il popolo eletto dal quale è uscito il Salvatore che li aveva portati alla fede nell’Iddio d’Israele? Sono anche loro che mettevano la Bibbia nelle nostre mani mentre eravamo nascosti in dei buchi, braccati dai nazisti. |
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Alcuni giorni prima della liberazione, i nazisti pensarono ch’era meglio sterminare i prigionieri piuttosto che restituirci vivi agli Alleati. Ma un vero Cristiano, poliziotto olandese, appartenente alla Resistenza, ne fu informato e col pretesto di condurci ai bagni comunali ci aiutò ad evadere. |
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Poco tempo dopo, l’Olanda fu liberata. Ritrovai presto i miei genitori e mio fratello più giovane. Dei Cristiani li avevano nascosti e come me avevano trovato la fede nel Messia mediante la lettura della Bibbia. |
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A Dio sia la Gloria! |
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Testimonianza tratta da: www.voxdei.org |
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Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro |