La santificazione

 

Non volere castigare i propri figli

 

Ci sono molti credenti che ingannati dai discorsi di uomini savi secondo la carne ma non savi secondo Dio rifiutano di riprendere severamente o di percuotere i propri figli (a seconda della necessità naturalmente) quando questi disubbidiscono loro. Si sentono loro dire infatti questi discorsi: ‘Ma devono fare anche loro le loro esperienze’, ‘Ma poi ci penserà il Signore a farglielo capire’, ‘Ma come faccio a picchiare il sangue del mio sangue?’ ecc. Vi esorto fratelli a non farvi sedurre da questi ragionamenti ma ad opporvi strenuamente ad essi distruggendoli perché essi contrastano nettamente la parola di Dio che dice: "Chi risparmia la verga odia il suo figliuolo, ma chi l’ama, lo corregge per tempo" (Prov. 13:24), e: "Non risparmiare la correzione al fanciullo; se lo batti con la verga, non ne morrà; lo batterai con la verga, ma libererai l’anima sua dal soggiorno de’ morti" (Prov. 23:13-14), ed anche: "Castiga il tuo figliuolo, mentre c’è ancora speranza, ma non ti lasciar andare sino a farlo morire" (Prov. 19:18). Ma perché la correzione, e non solo quella verbale ma anche quella con la verga, è indispensabile? Perché dice sempre la sapienza: "La follia è legata al cuore del fanciullo, ma la verga della correzione l’allontanerà da lui" (Prov. 22:15). Quindi c’è solo una maniera per fare crescere bene i propri figli; correggendoli. Non illudetevi perché se li lascerete fare tutto quello che vogliono cresceranno come le bestie senza senno e saranno il vostro cordoglio e la vostra vergogna.

 

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