La santificazione
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La vanagloria, come dice la parola stessa, è una gloria vana. Vanagloriarsi dunque significa gloriarsi vanamente, come per esempio gloriarsi delle proprie ricchezze (per esempio di avere molti soldi, tante case), della propria forza fisica (essere in grado di alzare tanti chili di peso per esempio), della propria sapienza umana (per esempio di avere anni di studio di particolari materie scientifiche, possedere lauree, riconoscimenti accademici), ecc. Dio ordina di non gloriarci di queste cose infatti dice in Geremia: "Così parla l’Eterno: Il savio non si glorî della sua saviezza, il forte non si glorî della sua forza, il ricco non si glorî della sua ricchezza" (Ger. 9:23). Anche gloriarsi di essere ebreo di nascita o magari di una particolare tribù d’Israele è vanagloria infatti Paolo ai Filippesi dice: "Se qualcun altro pensa aver di che confidarsi nella carne, io posso farlo molto di più; io, circonciso l’ottavo giorno, della razza d’Israele, della tribù di Beniamino, ebreo d’ebrei; quanto alla legge, Fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile. Ma le cose che m’eran guadagni, io le ho reputate danno a cagion di Cristo. Anzi, a dir vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, e d’esser trovato in lui avendo non una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che vien da Dio, basata sulla fede" (Fil. 3:4-9). Come però esiste un gloriarsi inutile e vietato da Dio, esiste anche un gloriarsi utile e lecito infatti Dio dice in Geremia: "Ma chi si gloria si glorî di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono l’Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; perché di queste cose mi compiaccio, dice l’Eterno" (Ger. 9:24), in altre parole è giusto gloriarsi nel Signore di avere ottenuto da Dio l’intelligenza e di avere conosciuto Dio o meglio di essere stati conosciuti da Lui. E’ giusto inoltre gloriarci di avere ottenuto pace con Dio mediante la fede in Cristo secondo che è scritto: "Ci gloriamo in Dio per mezzo del nostro Signor Gesù Cristo, per il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione" (Rom. 5:11); di essere stati chiamati da Dio alla sua eterna gloria secondo che è scritto: "Gloriamoci nella speranza della gloria di Dio" (Rom. 5:2). E non solo, è giusto anche gloriarci nelle afflizioni: "Ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e la esperienza speranza. Or la speranza non rende confusi, perché l’amor di Dio è stato sparso nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci è stato dato" (Rom. 5:3-5), dice l’apostolo Paolo. |