La santificazione

 

Bestemmiare

 

Nella legge è scritto: "Non bestemmierai contro Dio…" (Es. 22:28), quindi nessuno di noi deve bestemmiare il nome santo di Dio. Sotto la legge chi bestemmiava Dio era reo di morte e doveva essere lapidato. Il seguente episodio lo attesta chiaramente: "Or il figliuolo di una donna israelita e di un Egiziano uscì tra i figliuoli d’Israele; e fra questo figliuolo della donna israelita e un Israelita nacque una lite. Il figliuolo della Israelita bestemmiò il nome dell’Eterno, e lo maledisse; onde fu condotto a Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomith, figliuola di Dibri, della tribù di Dan. Lo misero in prigione, finché fosse deciso che cosa fare per ordine dell’Eterno. E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Mena quel bestemmiatore fuori del campo; e tutti quelli che l’hanno udito posino le mani sul suo capo, e tutta la raunanza lo lapidi. E parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Chiunque maledirà il suo Dio porterà la pena del suo peccato. E chi bestemmia il nome dell’Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la raunanza lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmi il nome dell’Eterno, sarà messo a morte" (Lev. 24:10-16). Paolo diede Imeneo ed Alessandro in man di Satana affinché imparassero a non bestemmiare (cfr. 1 Tim. 1:20). I bestemmiatori non erediteranno il regno di Dio ma saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo.

 

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