Capitolo 5

La dottrina sull'uomo e sulla salvezza

 

Che cosa è l’uomo, che cosa deve scoprire per ‘salvarsi’ e diventare felice, come può fare questa scoperta, e che cosa lo aspetta dopo morto per il New Age

Per il New Age l’uomo possiede all’interno una scintilla divina che è il ‘cristo interiore’, l’energia cosmica universale, e se vuole sperimentare questo cristo interiore deve mettersi in contatto con questa energia che è nascosta al suo interno. In altre parole egli si deve fondere con essa; allora e solo allora diventerà cristo e scoprirà di essere Dio. E potrà così mettersi a dire come fa di già Shirley MacLaine - l’attrice americana che da anni diffonde il New Age mediante film, libri e programmi televisivi -: ‘Io sono Dio’. Alla fin fine dunque quello che si propone di fare il New Age è di fare scoprire all’uomo la sua natura divina e le sue illimitate potenzialità! Ma nella pratica come può avvenire che l’uomo scopra ciò? Tramite una trasformazione (o ampliamento) della coscienza ottenibile facendo ricorso alle tante e svariate tecniche - naturalmente ogni gruppo del New Age proporrà la sua o le sue tecniche - che esso offre al suo interno. Ed il peccato? E’ un concetto rifiutato perché fa parte dell’era dei Pesci, ed è stato sostituito con la nozione di malattia; quindi l’uomo non è più un peccatore ma uno che ha limitazioni psichiche, insomma una sorta di malato mentale, che però può guarire appunto tramite la trasformazione della sua coscienza. Ecco alcune dichiarazioni sul peccato fatte da alcuni esponenti del New Age: ‘L’idea del ‘peccato originale’ è completamente falsa (...) L’Alta Religione non ha niente a che fare con il peccato, ma solo con lo sviluppo spirituale dell’uomo’ (John Randolph Price, Superbeings [Superesseri]: citato da Texe Marrs in Dark Secrets of the New Age, pag. 196) ha detto J. R. Price. ‘Non si deve parlare del peccato. Questo è pensiero negativo, e il pensiero negativo è l’elemento che blocca la nostra strada verso la trasformazione spirituale’, ha affermato Barbara Marx Hubbard. Ma allora l’uomo è innocente per il New Age? Sì, proprio così; ‘Nessuno è colpevole. Siamo tutti innocenti’ (Leo Buscaglia, Personhood; citato da Texe Marrs in Dark Secrets of the New Age, pag. 197), ha detto Leo Buscaglia. Il suo unico peccato - se di peccato si può parlare per il New Age - consisterebbe nell’ignorare di essere Dio. E questa ignoranza costituisce una grande tragedia: Shirley MacLaine ha detto infatti: ‘Che la tragedia della specie umana consistesse nell’aver dimenticato che ognuno è divino? E se tornavamo a rendercene conto, ecco che avremmo scacciato la paura dalle nostre esistenze e scacciare la paura avrebbe significato togliere di mezzo l’odio. E molto altro ancora’ (Shirley MacLaine, Là fuori su un ramo, Milano 1985, pag. 364). Quindi per caduta dell’uomo il New Age non intende la ribellione dell’uomo contro Dio, ma bensì l’essere caduto nell’errore - e quindi egli è vittima di un inganno - di credere di essere distinto da Dio. Questa è la causa di tutti i problemi dell’uomo!

E la dottrina della salvezza per mezzo della fede in Gesù Cristo? E’ stata annullata e sostituita con un’altra dottrina; ha detto infatti una scrittrice del New Age che ‘il mito del Salvatore là fuori è stato sostituito dal mito dell’eroe qui dentro’. Ed un’altra donna seguace del New Age, Gina Cerminara, è stata ancora più esplicita affermando che la salvezza per fede nel sacrificio di Gesù ‘è un crimine psicologico perché pone la responsabilità della redenzione su qualcosa che è al di fuori di noi: rende la salvezza una realtà che poggia sulla credenza nella divinità di un’altra persona, piuttosto che nella trasformazione che avviene quando crediamo nella divinità insita in noi stessi’ (citato da F. LaGard Smith in Out on a Broken Limb [Là fuori su un Ramo Rotto], Eugene, Oregon 1986, pag. 179). L’uomo del New Age dunque per salvarsi e diventare felice deve solo acquisire un nuovo paradigma, una nuova consapevolezza del sè; in altre parole deve giungere a rendersi conto di essere Dio, di avere dentro di sè sconfinate potenzialità in grado di supplire a tutti i suoi bisogni.

Vediamo adesso quali sono alcune di queste tecniche che si propongono di produrre l’ampliamento e la trasformazione della coscienza dell’uomo (mettendolo in contatto con l’energia cosmica e facendogli conoscere-scoprire il suo vero sè, che è il Divino in lui), e di provocare così in lui il cambiamento di paradigma indispensabile alla sua ‘salvezza’.

La meditazione.

Lo yoga.

Le arti marziali.

L’agopuntura.

La macrobiotica.

Il biofeedback.

Il training autogeno.

Il rebirthing.

La cristalloterapia.

La cromoterapia.

L’omeopatia.

La musicoterapia.

Le droghe allucinogene.

L’ipnosi e l’autoipnosi.

Il Silva Mind Control.

Le tecniche sciamaniche.

Le tecniche magiche.

L’astrologia.

Il channeling.

Tra tutte queste tecniche sopra citate va detto che alcune (e precisamente il biofeedback, il training autogeno, l’ipnosi e l’autoipnosi, il rebirthing, lo yoga, l’agopuntura, la macrobiotica, la meditazione, la musicoterapia, la cromoterapia, la cristalloterapia e l’omeopatia) fanno parte della medicina alternativa o olistica che il New Age ritiene essere uno dei suoi più forti alleati. Questa medicina si chiama olistica - dal greco olon, ‘intero’ - perché si accosta al paziente malato considerandolo nella sua totalità, cioè tenendo presente delle interrelazioni esistenti tra il corpo, la mente e lo spirito, e non invece come fa la medicina tradizionale che si preoccupa solo del corpo - considerandolo come una macchina - intervenendo su di esso con farmaci e interventi chirurgici. Nella pratica, per quasi tutte le terapie alternative presenti nel New Age la malattia è dovuta alla presenza di uno squilibrio energetico, per cui per guarire occorre ristabilire l’equilibrio energetico nel corpo. Questo perché viene detto che all’interno e tutto intorno all’organismo vivente esiste un flusso continuo di energia sottile; se questo flusso viene disturbato l’organismo si ammala, se invece viene riequilibrato e torna a scorrere liberamente l’organismo torna sano. E le terapie alternative hanno come scopo proprio quello di ristabilire il flusso dell’energia vitale (che assume un nome diverso a secondo della pratica) nell’ammalato; alcune cercano di ristabilirlo con il contatto con la pelle come l’agopuntura (ed anche l’agopressione, la riflessiologia, e la digitopressione, il Reiki, il Rolfing ed altre); la macrobiotica con l’ingerimento di particolari cibi, e altre mediante il potere della concentrazione e quindi della mente (lo yoga, lo zen, la meditazione trascendentale, la visualizzazione creativa, l’ipnosi, l’autoipnosi, il biofeedback ecc..), il che implica il riconoscimento che la malattia è di fatto collegata alla mente dell’uomo per cui basta dirigere il pensiero della mente in una determinata direzione che il corpo malato guarirà. Quindi in questo caso viene esaltato il potere che possiede la mente sul corpo umano. Una cosa deve essere ben chiara, il malato secondo il New Age ha al suo interno le risorse necessarie per guarire, in altre parole egli ha il potere di autoguarire. Naturalmente la medicina olistica è vista dal New Age come un mezzo tramite cui la persona malata può ‘convertirsi’ al sistema di pensiero del New Age (in cui troviamo l’olismo, il monismo, il panteismo, la reincarnazione e così via) ed acquisire così il nuovo paradigma. Non pochi ‘cospiratori dell’Acquario’ affermano di avere cominciato a vedere le cose in una maniera totalmente diversa dopo avere praticato alcune di queste terapie; o che in seguito al risultato positivo ottenuto tramite una di esse hanno cominciato ad interessarsi di altre terapie alternative (e delle idee su cui esse si fondano); esse, in altre parole, per molti hanno costituito una specie di trampolino di lancio verso la trasformazione della propria coscienza, un qualcosa che li ha catapultati nel New Age.

Come si può bene vedere il New Age offre diverse tecniche che hanno come fine quello di fare uscire l’uomo dall’ignoranza nella quale si trova (il non sapere di essere Dio) e di liberarlo dall’illusione (la convinzione di non essere uno con il Tutto). Sta all’adepto scegliere quella o quelle che ritiene meglio per lui; la via più sicura però - così viene detto da molti in quegli ambienti - è quella della meditazione di matrice orientale.

Ecco dunque il rimedio proposto dal New Age per la soluzione dei problemi dell’uomo, sia essi fisici che spirituali, esso consiste in una vasta gamma di pratiche tese ad alterare la consapevolezza dell’uomo e fargli perdere il contatto con la realtà materiale e immergerlo in un’altra dimensione; quella in cui lui realizzerà di essere Dio e uno con il Tutto. Quando questa realizzazione avverrà si verificherà in lui una sorta di risveglio da un lungo sonno; e da lui cominceranno a fuoriuscire energie mai utilizzate prima che erano nascoste in lui che risolveranno i suoi bisogni spirituali, fisici e materiali; esse infatti gli apporteranno, pace, gioia, amore, salute e successo nella vita! E cambierà interamente il suo modo di vedere la realtà; tutto è Dio, e Dio è tutto; l’uomo è divino e buono; la risposta ai problemi dell’uomo è nell’uomo stesso; ognuno possiede la sua verità e così via. Che gli rimane di fare a questo punto? Questo, comunicare agli altri la sua scoperta affinché anche altri come lui siano indotti a intraprendere la stessa ricerca ed essere risvegliati come lui, e la società sia trasformata; questa è la cospirazione. Il piano dunque è strutturato in questa maniera; il New Age promette all’uomo un’esperienza (che può avvenire anche tramite una terapia intesa a curare una malattia corporale) in grado di metterlo in contatto con una Realtà ultima chiamata Dio al suo interno; questa esperienza gli farà trovare finalmente la risposta ai suoi problemi, e rivoluzionerà la sua vita perché il suo modo di pensare e di vedere le cose cambierà interamente, egli non sarà mai più lo stesso. E dopo che l’adepto ha fatto questa esperienza il New Age lo fa sentire partecipe di una missione planetaria, di una cospirazione, che ha come obbiettivo la trasformazione della società in vista della Nuova Era. Non è allettante tutto ciò? Certo che lo è; per questo molti ci hanno creduto.

Ma il New Age offre all’uomo anche un rimedio per liberarsi dalla paura della morte, e questo rimedio è la fiducia nella reincarnazione e nella ‘legge’ del karma (la stessa fiducia che avevano anche due precursori del New Age, ossia i medium Allan Kardec e Helena P. Blavatsky). Difatti - essi dicono - che paura si deve avere della morte se dopo morti ci si va ad reincarnare in un altro essere vivente e si torna a vivere sulla terra? L’uomo quindi non deve preoccuparsi; quello che avrà seminato in questa vita lo raccoglierà nell’altra (sia per quel che concerne il bene che per il male); il bene che non ha avuto occasione di fare o non ha voluto fare in questa vita lo potrà sempre fare nelle sue vite future e potrà acquistare una maggiore consapevolezza, potrà progredire spiritualmente fino a che non si ricongiungerà con Brahman. Va detto che la credenza nella reincarnazione con la relativa legge del karma oltre che a dare una risposta sul dopo la morte e a ‘tranquillizzare’ chi è angosciato dal pensiero di essa, serve ai New Agers a queste cose: a spiegare la sofferenza sulla terra perché secondo la ‘legge’ del karma chi sulla terra soffre molto è perché deve scontare un grosso debito contratto in una vita precedente; a combattere il razzismo perché se nella vita precedente uno è sicuro di essere stato cinese o ebreo o negro, o nella vita seguente egli potrà essere cinese o ebreo o negro questo lo porta a rispettare tutte le razze; a fargli domandare chi erano prima di venire in questo mondo, e chi saranno in quella futura, e perciò stimola la loro immaginazione. Per quanto riguarda il volere sapere chi erano nelle vite precedenti porta molti a consultare i medium del New Age che in virtù del fatto che hanno accesso ai ‘registri akascici’ possono rivelare pure questo. O anche gli ipnotisti che li sottoporranno a sedute di regressione ipnotica e gli faranno rivivere eventi delle loro vite passate.

Come si può ben vedere il quadro che emerge da tutto ciò è che l’uomo del New Age non ha bisogno affatto di pentirsi dai suoi peccati e credere in Gesù Cristo per essere salvato dai suoi peccati e per ottenere pace, e non ha neppure bisogno di credere in Gesù Cristo per essere guarito dalle sue malattie, in altre parole egli non ha per nulla bisogno né della grazia e né della potenza di Dio potendo egli autoredimersi, autoguarire, e procurarsi la pace e la serenità attingendole da quell’inesauribile ma nascosto potenziale che è al suo interno che è costituito dal suo vero sè, dal divino. Quello dunque che egli deve fare è mettersi alla ricerca del suo sè e non del Signore del cielo e della terra. Non c’è dunque da meravigliarsi se l’uomo del New Age pensa di potere fare benissimo a meno della salvezza fornita da Cristo con la sua morte sulla croce e risurrezione, anzi la disprezza apertamente; come anche della guarigione per mezzo della sola fede in Cristo Gesù; perché lui e solo lui è il salvatore di se stesso e non un altro all’infuori di lui: d’altronde, è comprensibile questo loro perverso ragionamento perché se egli avesse bisogno di un salvatore esterno allora non sarebbe più Dio e non dovrebbe più porre la propria fiducia in se stesso, come afferma il New Age, ma bensì in un Dio fuori di lui; e di conseguenza sarebbe inutile per lui mettersi a ricercare la divinità nascosta in lui, perché dovrebbe mettersi a cercare colui nel quale abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità, cioè Gesù Cristo, Dio benedetto in eterno. Anche per il dopo la morte poi l’uomo del New Age non ha bisogno di credere in Cristo per scampare all’inferno prima, e poi dalla futura resurrezione di giudizio perché c’è la reincarnazione ed il karma; in altre parole egli non deve cercare il perdono di Dio per i suoi misfatti e scampare alle fiamme dell’Ades prima e poi a quelle dello stagno ardente di fuoco e di zolfo, perché di esso non ce n’è bisogno dato che il karma dice che l’uomo dovrà nelle vite seguenti sulla terra pagare tutti i suoi debiti; egli non deve rendere conto a nessuno dei suoi atti all’infuori di lui stesso. La credenza nella reincarnazione annulla pure il paradiso perché la beatitudine il reincarnazionista la sperimenterebbe quando si ricongiunge con Brahman, a differenza del cristiano che la sperimenterà sia quando morirà fisicamente perché andrà in cielo a riposarsi delle sue opere sia quando risusciterà o quando sarà mutato alla venuta di Cristo perché otterrà un corpo incorruttibile con il quale erediterà il regno.

Che cosa è l’uomo, che cosa deve riconoscere per essere salvato e diventare felice, e che cosa lo aspetta dopo la morte secondo la sacra Scrittura

Adesso confuteremo queste dottrine di demoni del New Age contrapponendo al suddetto schema di pensiero del New Age quello che dice la Scrittura sull’uomo e sulla salvezza.

L’uomo è un peccatore secondo che è scritto: "Tutti hanno peccato..." (Rom. 3:23), uno schiavo del peccato perché come disse Gesù "chi commette il peccato è schiavo del peccato" (Giov. 8:34); egli dunque non è un malato ma un ribelle, non è innocente ma è colpevole. Ed il peccato (peccato che è entrato nel mondo tramite il primo uomo Adamo [cfr. Rom. 5:12]) che egli serve con i suoi pensieri e con i suoi atti (cfr. Ef. 2:3 e Tito 3:3) lo retribuisce con l’infelicità e con la paura perché il suo salario è la morte (cfr. Rom. 6:23 e Giac. 1:15). La ragione quindi per cui egli è infelice e senza pace, ed ha paura di morire è perché egli è un ribelle che prende piacere in ciò che dispiace a Dio e non perché è vittima di un falso senso di identità che gli impedisce di vedere in se stesso la sua divinità. Egli è pieno di guai perché ignora l’Iddio che è fuori di lui e non perché ignora l’Iddio che è dentro di lui! Dobbiamo e vogliamo quindi parlare del peccato, perché se c’è qualcosa che impedisce all’uomo di essere trasformato spiritualmente è proprio il peccato - e non il pensiero negativo del peccato - che lo tiene legato. Non si può non parlarne dato che nell’uomo la vera trasformazione spirituale, ossia la nuova nascita, avviene proprio quando l’uomo riconosce di avere peccato contro Dio. Ma quantunque l’uomo sia un peccatore, ribelle e traviato, pure egli pensa di essere giusto e innocente (cfr. Prov. 30:12 e Ger. 2:23,35) - come nel caso dei seguaci del New Age - ed ha bisogno perciò di cambiare modo di pensare ed acquisire la consapevolezza di essere un peccatore che ha bisogno di essere salvato. Ma come può acquisirla? Con l’aiuto e solo con l’aiuto dello Spirito Santo mandato nel mondo da Dio per convincere il mondo quanto al peccato (cfr. Giov. 16:8). E’ infatti solo per opera dello Spirito Santo che l’uomo peccatore può rientrare in se stesso e riconoscere di avere peccato contro Dio. Altro dunque che acquisire la consapevolezza di essere divino nel proprio intimo, di avere all’interno un’illimitato potenziale; qui si tratta del contrario, perché egli deve acquisire la consapevolezza di essere uno schiavo del peccato, un miserabile, un cieco, un uomo nudo, uno che non possiede nulla al suo interno che possa trasformarlo! Altro dunque che scoprire di essere divino, egli deve ‘scoprire’ di essere un peccatore sulla via della perdizione! Quando lo Spirito Santo convince l’uomo di peccato allora egli si deve pentire del suo peccato ed invocare il nome del Signore Gesù Cristo perché "non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati" (Atti 4:12); in lui solo c’è salvezza perché lui è morto per i nostri peccati sul legno della croce ed il terzo giorno risuscitò dai morti per la nostra giustificazione (cfr. Rom. 4:25). Questi due eventi della sua vita, vale a dire la sua morte e la sua risurrezione, stanno alla base del Vangelo e sono potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede (cfr. 1 Cor. 15:1-11 e Rom. 1:16). Quindi la salvezza viene dall’esterno dell’uomo e non dal suo interno; essa viene da Gesù Cristo il Salvatore, e non da un presunto proprio eroe che si troverebbe nascosto in ciascun uomo. Che cosa avverrà a questo punto a chi invocherà Gesù Cristo per essere da lui salvato? Avverrà che egli verrà perdonato, lavato, e purificato da tutti i suoi peccati, ed affrancato dalla schiavitù del peccato (cfr. Rom. 10:9,10,13 e Luca 18:13,14); e si sentirà rinascere spiritualmente. Questa rinascita, che è una esperienza spirituale profonda e radicale (che non ha nulla a che fare con la rinascita spirituale di cui parla il New Age), indispensabile per entrare nel regno di Dio (cfr. Giov. 3:5), lo metterà in comunione con Dio, il Creatore di tutte le cose, mediante il suo Figliuolo Gesù Cristo, cioè gli permetterà di accostarsi con piena fiducia a Dio come ad un Padre amorevole pronto ad ascoltarlo ed esaudirlo (cfr. Ef. 3:12 e Ebr. 10:19-22), e questo perché egli sarà diventato un figliuolo di Dio, un membro della famiglia di Dio (cfr. Giov. 1:12,13 e Ef. 2:19). Quindi egli si metterà in contatto (usiamo questo termine usato nel New Age) non con una energia cosmica che pervade l’universo e che si trova anche in lui, ma con un Essere spirituale, il solo vero Dio, il Padre di Gesù Cristo, pieno di compassione, misericordioso, clemente e pronto a perdonare, che vive nei cieli; e con lui potrà mettersi a dialogare sapendo di essere ascoltato. E tutto ciò soltanto mediante la fede in Gesù Cristo; non c’è proprio bisogno di nessuna terapia del New Age, di nessuna droga psichedelica, per entrare in comunione con il vero Dio che vive nei cieli, ma solo la fede nel suo Figliuolo che è il dono di Dio e non qualcosa che viene da noi stessi.

Questa rinascita lo porterà anche a vedere le cose in una maniera totalmente diversa da come le vedeva prima quando era morto nei suoi falli, e questo perché egli sarà stato rinnovato da Dio nello spirito della sua mente. Succederà quindi che se prima considerava l’uomo come divino o sede della divinità che lui doveva scoprire o parte di Dio adesso comincerà a considerarlo in una maniera completamene diversa, cioè per quello che è, una creatura miserabile che vive nel peccato (una creatura però sempre superiore alla terra e agli animali e alle piante), nemica del suo Creatore che si deve riconciliare con Lui per mezzo di Cristo Gesù, il Figlio di Dio. Se egli prima pensava che poteva creare lui la realtà con il potere della sua mente perché si considerava ‘l’architetto’ della sua vita, adesso comprenderà che egli non può aggiungere alla misura della sua vita un solo cubito (cfr. Matt. 6:27; Luca 12:25), perché è Dio che ha nella sua mano il suo spirito e da Lui dipendono tutte le sue vie (cfr. Dan. 5:23). Se prima riponeva la sua fiducia in se stesso o negli uomini adesso per ogni suo bisogno rimetterà tutta la sua fiducia nell’Iddio Creatore dell’universo che ha conosciuto perché avrà compreso che l’uomo non può fare un solo capello bianco o nero (cfr. Matt. 5:36) e che il suo aiuto non è che vanità, un soffio che passa (cfr. Is. 2:22 e 30:7). Se prima pensava che ognuno ha la sua verità adesso penserà che siccome la verità è Cristo Gesù chi lo ha accettato ha la verità ma chi lo rigetta non la possiede ma giace nella menzogna, nelle tenebre. Se prima pensava che ognuno era libero di comportarsi come meglio credeva, adesso crederà che bisogna vivere solo come ha comandato di fare Gesù Cristo cioè osservando i suoi comandamenti, perché quello è il modo di vivere giusto agli occhi di Dio.

Il suo modo di vedere le cose cambierà anche per quanto riguarda la malattia; perché per lui essa non sarà più una mancanza di armonia tra corpo e mente e spirito come vuole fare credere il New Age o uno squilibrio della energia universale (per fargli credere che lui può guarire se stesso con il solo potere della mente o con qualche tecnica psicofisica) ma in molti casi per lui sarà una disfunzione corporale inflitta direttamente dal diavolo (come nel caso di Giobbe), e da spiriti maligni di infermità come nel caso di alcuni muti, sordi, e ciechi, e paralitici; altre volte sarà la conseguenza del peccato, cioè quello che uno riceve come mercede dal proprio traviamento (malattie veneree, l’AIDS, ecc.) perché secondo la Scrittura coloro che seminano secondo la carne mietono dalla carne corruzione (cfr. Gal. 6:8) (questo significa anche che l’ansietà, l’invidia, e l’arrabbiarsi facilmente influiscono negativamente sulla salute, perché questi stati d’animo corrodono il debole fisico umano e lo fanno ammalare, e difatti egli si studierà di mantenersi puro, calmo e fiducioso nel Signore per non fare deperire il proprio corpo [cfr. Prov. 3:1-8; 4:20-22]); altre volte sarà dovuta ad una trascuratezza come può essere nel caso di raffreddori ecc.; e altre volte sarà un flagello direttamente inflitto da Dio sull’uomo ribelle a lui (cfr. Sal. 107:17-22; Giob. 33:19-30; 2 Cron. 21:18,19; 1 Cor. 11:28-30).

Ed anche per la guarigione dalla malattia l’uomo rinnovato dallo Spirito Santo non la penserà più come prima; perché se prima si affidava a queste pratiche di medicina alternativa viste sopra (o anche alla medicina tradizionale), egli adesso si affiderà completamente al Signore pregandolo di guarirlo da tutte le sue infermità (cfr. Ger. 17:14). Perché la parola di Dio dice che Gesù Cristo stesso "ha preso le nostre infermità ed ha portato le nostre malattie" (Matt. 8:17) oltre che i nostri peccati; e quindi come mediante la fede in lui si ottiene la remissione dei peccati così mediante la stessa fede si ottiene la guarigione dalla malattia (cfr. Matt. 9:22 e Atti 3:16). Lui avrà la ferma convinzione che il Signore Gesù Cristo che è risorto dai morti è presente in mezzo alla sua chiesa anche per guarire (cfr. Ebr. 13:8).

Anche per ciò che concerne il dopo la morte egli vedrà le cose in maniera completamente diversa dato che sarà uscito dalle tenebre ed entrato nella luce (cfr. Giov. 8:12). Egli crederà infatti che esiste il paradiso (un luogo meraviglioso in cielo) dove vanno i salvati, e l’Ades (un luogo di tormento posto nel cuore della terra) dove vanno i perduti; i salvati vanno in paradiso ad attendervi la risurrezione di vita, i perduti vanno nell’Ades (cfr. Sal. 9:17 e Luca 16:22,23) ad attendervi la risurrezione di giudizio. E per ciò che lo concerne egli, essendo divenuto un figlio di Dio, sarà sicuro di possedere la vita eterna perché Gesù ha detto che chi crede in lui anche se muoia vivrà (cfr. Giov. 11:25); e perciò egli non avrà più paura della morte sapendo che quando morirà andrà ad abitare in paradiso con il Signore (cfr. 2 Cor. 5:1,8) scampando alle fiamme dell’Ades nel cuore della terra. Se dunque prima credeva nella reincarnazione questa credenza vana svanirà e subentrerà in lui la certezza di andare in paradiso in attesa della risurrezione (cfr. Atti 24:15).

Che avverrà dunque quando l’uomo sperimenta per la grazia di Dio questo profondo e radicale cambiamento nella sua vita? Egli si sentirà spinto a parlare agli altri di Cristo Gesù, Colui che ha trasformato la sua vita; l’apostolo Paolo dice infatti che "l’amore di Cristo ci costringe" (2 Cor. 5:14). Tutto questo nella speranza che coloro che lo udiranno parlare invochino il Signore Gesù come ha fatto lui, trovando così la salvezza della loro anima, la pace con Dio e la gioia vera.

Se dunque dobbiamo parlare di un cambiamento di paradigma (ancora una volta usiamo un’espressione del New Age), parliamo di quello vero che è potente a produrre Dio nell’uomo che si volge verso il Signore o meglio verso cui si volge il Signore. Noi lo abbiamo sperimentato e sappiamo che una volta sperimentato non siamo stati più quelli di prima secondo che è scritto: "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove" (2 Cor. 5:17); spiritualmente siamo diventati totalmente nuovi, ed ora possediamo una mente nuova. Siamo dunque in obbligo di rendere grazie a Dio in Cristo Gesù per essersi compiaciuto di darci il ravvedimento che ha dato l’inizio a questa radicale e profonda trasformazione i cui benefici godiamo continuamente. Una cosa è evidente; il cambiamento di paradigma (ricordiamo che per paradigma il New Age intende un modo di vedere le cose, uno schema di pensiero) che produce la grazia di Dio nell’uomo, è l’esatto opposto di quello che produce il New Age con tutte le sue pratiche; difatti mettendoli a confronto si nota che mentre il vero paradigma (il retto modo di pensare) porta l’uomo innanzi tutto a riconciliarsi con Dio per mezzo di Cristo Gesù e poi a vivere una vita santa, giusta e temperata in attesa del ritorno dal cielo di Gesù Cristo, il falso paradigma che sbandiera il New Age (cioè lo schema di pensiero sbagliato) porta l’uomo a innalzarsi contro Dio e non a umiliarsi nel suo cospetto e quindi a non sentire il bisogno di riconciliarsi con Lui; a fargli trovare un falso dio e a rimanere così nell’ignoranza del vero Dio; a confidare maggiormente in se stesso e a non riporre per nulla la fiducia in Dio, e quindi a rimanere lontano da Dio e dalla sua grazia salutare. In realtà dunque, alla luce delle sacre Scritture dietro questi proclami di pace, serenità, salute e allegrezza che il New Age fa servendosi anche del simbolo dell’arcobaleno, non si nasconde nient’altro che il Seduttore di tutto il mondo, il nemico di Dio, che cominciò a sedurre l’umanità nel giardino dell’Eden e che si sforza di mantenere sotto la sua potestà gli uomini promettendogli la soluzione dei loro problemi spirituali e fisici a condizione che essi ricorrano alle vie da lui prescritte che sono in aperta opposizione alle vie sante e giuste di Dio. Che poi, i problemi il diavolo non li risolve ma li aumenta perché Gesù disse che "il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere" (Giov. 10:10). Dobbiamo riconoscere quindi per l’ennesima volta che il diavolo si traveste da angelo di luce e si usa di una falsa luce per fare rimanere le persone nelle tenebre, lontane da Dio.

 

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