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3. Come giudicate i 'matrimoni' tra omosessuali? |
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DUE ARTICOLI DI GIORNALE |
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Qui di seguito sono trascritti due articoli, uno dell'anno 1994 e l'altro del 1995, tratti da due differenti giornali italiani che si riferiscono in una maniera o nell'altra alla posizione favorevole di alcune chiese evangeliche alle unioni omosessuali. |
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Gli Evangelici benedicono le unioni gay |
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"No a condanne preconcette" |
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Contro l'anatema del pontefice, un appello di 65 pastori protestanti. |
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Roma…invitano i cristiani a non emettere "condanne preconcette" in nome di un'etica che ha sempre posto il rispetto dell'uomo al centro del proprio agire. |
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…Basta con gli steccati dicono i protestanti. Anche con quelli che la Chiesa ha sempre innalzato nei confronti degli omosessuali. Le convivenze stabili tra omosessuali devono quindi essere accettate dai singoli parlamenti nazionali, che devono equipararle a quelle eterosessuali "al fine di assicurare alle une e alle altre parità di doveri e di diritti. "Invitiamo la nostra società - è scritto dal documento firmato, tra gli altri, anche dal presidente della federazione delle chiese evangeliche GIORGIO BOUCHARD e dal decano dei luterani HANS GERCH PHILIPPI - a confrontarsi con tale proposta con serenità e spirito d'equità" prendendo atto dell'evoluzione di costumi che negli ultimi anni si è avuta nei paesi occidentali e "salvaguardando il rispetto delle persone coinvolte nella loro specificità umana e nelle loro scelte di vita". |
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Nessuna intenzione polemica, come spiega GIORGIO GIRARDET, docente alla Facoltà Valdese di Teologia. "La nostra è anche un'apertura di dialogo all'interno del mondo cristiano. Poniamo un problema etico ai fedeli, i quali sono invitati a regolarsi secondo coscienza senza però emettere giudizi sugli altri. Allo stato invece chiediamo di non lasciarsi orientare da presupposti ideologici o religiosi, ma di fare il suo mestiere che è quello di eliminare tutte le forme di emarginazione esistenti". |
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Tra le voci più autorevoli degli evangelici, c'è sicuramente anche quella di PAOLO RICCA, 58 anni decano della Facoltà Valdese di Teologia noto Ecumenista (Per anni ha fatto parte della commissione ecumenica mondiale "fede e costituzione") spiega: "Abbiamo pensato che le parole del pontefice romano rischiavano di essere percepite dall'opinione pubblica come l'unica voce cristiana e che i cristiani su un tema così delicato non avessero altro da dire. Ecco, abbiamo voluto far sentire con questo appello un'altra voce, che, anche con un tono diverso da quello di Wojtyla, esprime una posizione di fondo diversa…" Credo, aggiunge RICCA "che le coscienze individuali vadano lasciate libere di compiere scelte che riguardano loro e loro soltanto. |
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E' una posizione diametralmente opposta a quella del Papa e del cattolicesimo istituzionale che, lo dico senza polemica, non sembrano fornire su questo tema una grande testimonianza di Cristianesimo vissuto". …..Sono veramente felice per questo documento, ammette al telefono FRANCO GRILLINI Presidente dell'Arci-Gay. Felice ma non sorpreso. Da tempo, infatti, Gay e Protestanti collaborano proficuamente, tanto che la comunità Valdese ospita ogni anno a Plati, in Piemonte, il Convegno degli omosessuali credenti, ..…L'apertura dei Valdesi induce GRILLINI a invitare anche GIORGIO BOUCHARD al convegno nazionale dell'Arci-Gay in programma per Sabato a Bologna. |
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Il Manifesto, 25 Febbraio 1994, pag. 6 |
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I gay cristiani "Non vogliamo più essere clandestini" |
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ROMA (o.l.r.) - Gli omosessuali cristiani escono dalle catacombe e chiedono alle Chiese, prima fra tutte quella cattolica, di avere libera cittadinanza come tutti i battezzati. Dopo secoli di emarginazioni e sofferenze, gli omosessuali credenti non vogliono essere più considerati fedeli di serie "b", tollerati, o quasi ignorati dalle istituzioni, costretti a pregare Dio in clandestinità. È il messaggio lanciato dal Coordinamento dei gruppi omosessuali al loro primo convegno nazionale iniziato ieri alla facoltà Valdese di Roma. I lavori si concluderanno oggi con una relazione del leader del coordinamento, il torinese Toni Gallo, che parlerà sul tema "Gli omosessuali cristiani, una sfida profetica?". |
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Partecipano all'incontro oltre un centinaio di delegati in rappresentanza dei dodici gruppi organizzati di omosessuali cristiani sorti a Udine, Torino, Milano, Napoli, Catanzaro, Cremona, Vicenza, Reggio Emilia, Verona e Roma. "Esistiamo da anni, ma è la prima volta che ci riuniamo in un convegno", spiega Toni Gallo, "e in questo senso forse è giusto parlare di uscita dalle catacombe come i primi cristiani". "Siamo qui - aggiunge - disponibili al dialogo e al confronto con la società civile e con le Chiese". Il meeting ha avuto una forte connotazione ecumenica, in quanto nella austera sala della facoltà valdese romana hanno preso posto fedeli di quasi tutte le confessioni cristiane. Adelaide Rinaldi, pastore valdese di Foggia, nella preghiera introduttiva, nell'invocare "la benedizione di Dio sui lavori", ha ricordato i secoli di "discriminazione subita". Maria Bonafede, del gruppo "Nuova Proposta" di Roma, ha sottolineato, tra l'altro, come gli omosessuali all'interno della Chiesa debbano essere considerati a tutti gli effetti "fratelli e sorelle in Cristo" e come il convegno rappresenti "un punto di partenza" per arrivare a una piena legittimazione socio-ecclesiale. Le altre relazioni sono state tenute dalla pastora valdese Teodora Tosatti, che ha teorizzato la fedeltà a Cristo degli omosessuali attraverso una sua personalissima analisi biblica, e dal sacerdote cattolico (ma con posizioni fortemente critiche verso il Vaticano) Franco Barbero, animatore delle comunità di base del Pinerolo. L'americano John McNeill, ex gesuita, ha invece parlato della nuova teologia della liberazione omosessuale. |
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La Repubblica, 13 maggio 1995 |