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12. Gradiremmo ricevere informazioni alla luce della Parola di Dio in merito a queste due domande, grazie. 1) L'Ecumenismo è scritturale oppure no? 2) La facoltà delle organizzazioni religiose di raccogliere soldi attraverso la dichiarazione dei redditi, vedi l'8 x 1000, è scritturale oppure no? |
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No, non sono scritturali né l’ecumenismo e neppure la facoltà di ricevere dallo Stato l’8 per mille. |
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L’ecumenismo non è scritturale perché il suo scopo è una falsa unità a livello mondiale fra tutti coloro che si dichiarano Cristiani (quindi sia Cattolici Romani, che Protestanti, che Ortodossi e altro) e perno di questa unità dovrebbe essere il Capo della Chiesa Cattolica Romana, ossia il papa, perché lui si ritiene il Capo visibile della Chiesa di Cristo sulla terra. Attorno a lui e sotto di lui dovrebbero riunirsi tutti i Cristiani. Definisco questa unità falsa perché essa non si fonda sulla verità ma su un miscuglio di verità e menzogne che vengono intrecciate abilmente (le cose vere sono per citarne alcune, la Trinità, la divinità di Cristo, la sua morte e la sua resurrezione e la sua seconda venuta, mentre le cose false sono per esempio la salvezza per opere, il primato del vescovo di Roma, il culto alle cosiddette immagini e statue sacre, la confessione al prete, il pedobattesimo, la dottrina della rigenerazione battesimale, la messa, l’imposizione del celibato, il purgatorio, e moltissime altre). Per cui essere a favore dell’ecumenismo significa dovere essere a favore di varie menzogne (o comunque dover tollerare varie menzogne) di cui il padre è il diavolo. In altre parole, se uno si vuole schierare a favore dell’ecumenismo deve schierarsi contro la Parola di Dio, e deve di conseguenza cambiare parecchi suoi atteggiamenti: da intollerante verso i seduttori deve diventare tollerante, deve diventare insomma come l’angelo della chiesa di Tiatiri che tollerava Jezabel che insegnava e seduceva i servitori di Gesù perché commettessero fornicazione e mangiassero cose sacrificate agli idoli (cfr. Apoc. 2:20), comportamento che ti ricordo fece indignare il Signore che riprese quell’angelo. Ti faccio un esempio pratico con me stesso: se io mi schierassi a favore dell’ecumenismo dovrei mettermi a chiamare fratelli persone che non sono ancora affatto salvate, ma ancora morte nei loro peccati e cercano di guadagnarsi la vita eterna e il perdono dei loro peccati tramite opere buone, mortificazioni ecc., il che equivale a chiamare fratelli coloro che ancora sono dei figli del diavolo, nemici della croce perché ritengono che la salvezza si possa ottenere con le opere buone. Questo naturalmente significherebbe che a costoro non dovrei più predicare il ravvedimento e la remissione dei peccati mediante la fede in Gesù, e questo perché essi anche se non sono sicuri della loro salvezza (i Cattolici Romani infatti non possiedono questa sicurezza) non vanno turbati con discorsi quali; ‘Se non siete sicuri di essere salvati e perdonati, vuol dire che ancora non siete nati di nuovo, ancora non siete dei figli di Dio’. No, essi devono essere lasciati in pace, per amore di unità!! Come si può fare una simile cosa se si ama la verità? Non si può. Ma ti faccio un altro esempio; se io mi schierassi a favore dell’ecumenismo dovrei anche mettermi a chiamare fratelli tanti che adorano degli idoli, tanti che adorano e pregano Maria, i santi in cielo e pure gli angeli (mi riferisco ai Cattolici Romani dediti all’idolatria e a varie superstizioni), e questo sarebbe sbagliato perché gli idolatri non sono dei figli di Dio ma dei nemici di Dio la cui fine è il fuoco eterno, la perdizione. E non solo dovrei mettermi a chiamarli fratelli ma anche a stare con loro, a frequentarli, a pregare con loro, a evangelizzare con loro, ecc. cose queste espressamente vietate dalla Scrittura che dice di non mischiarsi con alcuno che chiamandosi fratello sia un idolatra (cfr. 1 Cor. 5:11). E quel comportamento io dovrei tenerlo sempre per amore di unità!!! E poi che dire del fatto che dovrei smettere di chiamare il culto a Maria, ai santi e agli angeli, IDOLATRIA, e mettermi a chiamarlo invece una usanza? E che dire poi che non dovrei definire la dottrina del purgatorio UNA ERESIA perché secondo i teologi romani non fa per niente a pugni con la dottrina della salvezza per grazia mediante la fede in Gesù? E che dire poi del fatto che dovrei in una maniera o nell’altra riconoscere il primato del vescovo di Roma, il cosiddetto ministerio petrino perché viene detto che viene ministrato da colui che è il successore di Pietro? E che dire poi del fatto che dovrei tacere contro quell’abominazione papista chiamata messa che è considerata la ripetizione del sacrificio di Cristo e una offerta propiziatoria per i peccati dei vivi e dei morti (che sarebbero in purgatorio)? Non sono anche questi tutti comportamenti che dovrei tenere per amore dell’unità sbandierata dagli ecumenici? Come si può dunque chiamare vera unità un’unione che tende a fare chiudere gli occhi ai credenti e a far loro trasgredire la Parola di Dio? Non si può, si deve quindi chiamare questa unità falsa unità o meglio ancora confusione. Ho parlato molto contro l’ecumenismo nel mio libro confutatorio sulla Chiesa Cattolica Romana; io lo giudico una macchinazione di Satana, una trappola per i credenti, e questo perché so che cosa realmente si prefigge cioè il ritorno dei Protestanti nel grembo della Chiesa Cattolica Romana, il ritorno degli Evangelici alle eresie e alle superstizioni della Chiesa romana, in una sola parola lo sviamento dei Cristiani, di tutti coloro che hanno conosciuto la verità. E’ una trappola perché apparentemente sembra, e ripeto sembra, che si prefigga di procacciare l’unità dei Cristiani, ma nella realtà si prefigge di intrappolare i credenti in un sistema religioso perverso che ha alla sua testa un anticristo, sì un anticristo, e non si può chiamare in altra maniera un uomo che si proclama il vicario di Cristo in terra, che oltre a non vivere come Cristo, cosa questa che uno che ha gli occhi aperti può benissimo vedere, incita i Cristiani all’idolatria perché li invita a pregare e adorare Maria, a raccomandarsi a lei ecc. Un simile invito equivale a volere che essi si sviino e vadano in perdizione perché là vanno gli idolatri. Dunque, massima attenzione, e si continui a riprovare questa macchinazione di Satana che è l’ecumenismo papista. |
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Ricevere l’8 per mille dallo Stato non è scritturale perché equivale a ricevere dallo Stato un finanziamento (o un aiuto finanziario che dir si voglia) per portare avanti attività che si devono compiere solo con le offerte date direttamente ai conduttori. Inoltre perché sia il pagamento dei salari dei pastori, che il pagamento dell’affitto di locali di culto, che l’acquisto di materiale utile al culto o all’evangelizzazione, va fatto solo con denaro raccolto nell’ambito della Chiesa. Anche le offerte agli orfani, ai malati, alle vedove, ai poveri in generale, vanno fatte con denaro raccolto in ambito della fratellanza in maniera diretta. E’ vero che in alcuni casi l’8 per mille che si riceve dallo Stato serve solo a scopi sociali ed umanitari, come nel caso delle ADI (l’articolo 23, comma 1, dell’intesa Stato-ADI del 22 novembre 1988 dice infatti: ‘A decorrere dall’anno finanziario 1990 le ADI concorrono alla ripartizione della quota, pari all’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, destinando le somme devolute a tale titolo dallo Stato ad interventi sociali ed umanitari anche a favore di Paesi del terzo mondo’), ma non importa proprio nulla, è lo stesso sbagliato. Ma d’altronde quando la Chiesa si allea con lo Stato, o si rifugia all’ombra dello Stato - lo so che chi riceve l’8 per mille detesta queste espressioni ma esse corrispondono perfettamente a verità - essa finisce con il ricevere dei privilegi da parte dello Stato, delle agevolazioni di svariato genere, tutte cose che la Chiesa non deve ricercare. Nel caso specifico, l’8 per mille costituisce un finanziamento indiretto dello Stato alla Chiesa, e si badi che questo lo riconoscono persino eminenti giuristi e politici che di leggi dello Stato se ne intendono. E proprio perché si tratta di un finanziamento che lo Stato fa verso certe organizzazioni religiose ci sono in Italia delle forze politiche che sono fortemente contrarie a questo finanziamento (vedi per esempio il Partito Radicale) le quali vorrebbero che l’8 per mille fosse abolito e che le varie Chiese che lo ricevono si autofinanziassero in tutto e per tutto direttamente solo con i soldi dei loro membri. Naturalmente questo finanziamento dello Stato (cioè l’8 per mille) non è facile da ottenere perché per ottenerlo bisogna avere molti requisiti e presentare agli organi competenti tutti i documenti necessari; ma una volta che lo Stato vede che hai le carte in regola te lo concede. Tutto ciò naturalmente per la gioia di quegli uomini corrotti e arroganti che si trovano a capo e non solo a capo in queste organizzazioni religiose, i quali vedono riempirsi le loro casse di ulteriori soldi, vedono la loro organizzazione religiosa raggiungere un elevato grado di notorietà, e possono fregiarsi di avere anche l’8 per mille assieme allo Stato e alla Chiesa Cattolica Romana! |
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A chi deve dunque dare un credente l’8 per mille? Allo Stato, sono soldi che appartengono allo Stato, si devono quindi dare ad esso: ‘Date a Cesare quello che è di Cesare’ (cfr. Luca 20:25). Esso poi provvederà ad usare il denaro per scopi umanitari quando si presenteranno le occasioni. |
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Fratelli, destinate il vostro 8 per mille allo Stato. Opponetevi strenuamente a questa intensa pubblicità fatta in seno alle chiese che ricevono l’8 per mille anche tramite radio e volantini periodicamente con l’avvicinarsi di certe date. |