3. Quando alcuni fratelli in Cristo sono riuniti insieme per adorare il Signore possono mangiare il pane e bere il vino insieme come comandato da Gesù per ricordare la sua morte la sua resurrezione e il suo ritorno anche se non c'e' presente nessun pastore o diacono?

 

Io ritengo di sì, ma soltanto quando il pastore o magari uno degli anziani della Chiesa non possono proprio essere in nessuna maniera presenti con loro. Per esempio, nel caso dei fratelli sono in carcere, o in qualche altra situazione del genere per cui è impossibile che con loro sia presente il pastore della chiesa o uno degli anziani.

Se invece i fratelli che vogliono celebrare la cena del Signore vogliono deliberatamente farlo senza che la loro riunione sia presenziata dal pastore o da uno dei collaboratori stretti del pastore, allora non lo ritengo giusto, perché non si capisce proprio perché la cena del Signore non debba essere presieduta dai conduttori della Chiesa. Perché si chiamano conduttori altrimenti? Non è forse perché essi devono condurre le pecore del Signore e presenziare alle riunioni dei santi? La Scrittura dice: "Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime, come chi ha da renderne conto; affinché facciano questo con allegrezza e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe d’alcun utile" (Ebr. 13:17). Quindi, i credenti faranno bene a seguire le direttive date loro dai loro conduttori ed a sottomettersi ad esse.

Quando negli Atti, Luca dice che a Troas essi erano raunati per rompere il pane, occorre tenere a mente che con loro c’era Paolo che era un apostolo e un dottore (e quindi era un uomo autorevole), e che fu lui in quella notte, notte in cui avvenne che il giovinetto Eutico era caduto dal terzo piano e levato morto ma ricondotto vivo nel mezzo dei fratelli, che ruppe il pane. Ecco quanto dice Luca: "E nel primo giorno della settimana, mentre eravamo radunati per rompere il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, si mise a ragionar con loro, e prolungò il suo discorso fino a mezzanotte. Or nella sala di sopra, dove eravamo radunati, c’erano molte lampade; e un certo giovinetto, chiamato Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra, fu preso da profondo sonno; e come Paolo tirava in lungo il suo dire, sopraffatto dal sonno, cadde giù dal terzo piano, e fu levato morto. Ma Paolo, sceso a basso, si buttò su di lui, e abbracciatolo, disse: Non fate tanto strepito, perché l’anima sua è in lui. Ed essendo risalito, ruppe il pane e prese cibo; e dopo aver ragionato lungamente sino all’alba, senz’altro si partì. Il ragazzo poi fu ricondotto vivo, ed essi ne furono oltre modo consolati" (Atti 20:7:12)

 

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