2. Che cosa significa mangiare il pane e bere del calice del Signore indegnamente?

 

Per capire il significato di questa espressione di Paolo occorre leggere accuratamente il brano in cui lui parla ai santi di Corinto della Cena del Signore. Ecco le sue parole: "Quando poi vi radunate assieme, quel che fate, non è mangiar la Cena del Signore; poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre l’uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete voi delle case per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa di Dio e fate vergogna a quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò io? In questo io non vi lodo. Poiché ho ricevuto dal Signore quello che anche v’ho trasmesso; cioè, che il Signor Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane; e dopo aver rese grazie, lo ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Parimente, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga. Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore. Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siam corretti dal Signore, affinché non siam condannati col mondo. Quando dunque, fratelli miei, v’adunate per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. Se qualcuno ha fame, mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio. Le altre cose regolerò quando verrò" (1 Cor. 11:20-34).

Come puoi vedere, Paolo dice molto chiaramente che i santi di Corinto quello che facevano quando si radunavano assieme non era "mangiare la cena del Signore" perché molti credenti di Corinto si accostavano alla cena del Signore quasi fosse un normale pranzo tanto è vero che Paolo dice: "Se qualcuno ha fame, mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio". Non solo, ma vi erano anche coloro che si accostavano alla cena del Signore in stato di ubriachezza (cfr. 1 Cor. 11:21) e quindi non in grado di discernere il corpo del Signore. Ma la Cena del Signore non è una normale cena, ma una cena commemorativa cioè una cena tramite la quale mangiando il pane e bevendo il calice si annuncia la morte del Signore finch’egli venga. Non si può quindi partecipare ad essa quasi fosse una cena come tante altre, e tanto meno in stato di ubriachezza o ubriacandosi con il vino che c’è nel calice del Signore.

Se qualcuno si comporta in questa maniera mangerà il pane e berrà del calice in maniera indegna rendendosi colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore, rappresentati dal pane e dal frutto della vigna.

E’ necessario quindi provare se stessi ed esaminare se stessi prima di mangiare il pane e bere il calice, al fine di non attirarsi su di sé un giudizio di Dio, sì perché Paolo fa chiaramente capire che coloro che mangiano il pane e bevono il calice indegnamente vengono puniti da Dio con la malattia e anche con la morte.

Accostiamoci dunque alla cena del Signore non per sfamarci come facciamo a casa, e neppure per ubriacarci, ma per annunciare la morte del Signore e avere comunione con il suo corpo e il suo sangue.

 

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