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38. Salve, ho letto la vostra pagina faq dove rispondete alla domanda sugli apocrifi. Menzionate il prologo a Graziano di Girolamo dove Girolamo dice "'La Chiesa legge il libro di Tobia, di Giuditta, dei Maccabei, di Baruc, di Susanna, della Sapienza, dell'Ecclesiastico, l'inno dei tre giovani e le favole di Belo e del Dragone; ma essa non li riceve affatto nel novero delle Scritture autentiche' ... potete darmi una referenza bibliografica per segnalare questa citazione? |
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Nel libro di G. L. Archer dal titolo La Parola del Signore. Introduzione all’Antico Testamento (Edizioni ‘Voce della Bibbia’, Modena, 1972) si legge quanto segue: ‘La citazione del Prologo Galeato così suona: ‘Questo prologo è come un elmo che difende (principium) le Sacre Scritture e può riferirsi a tutti i libri che sono stati tradotti dall’ebraico in latino, cosicché tutto ciò che ne è al di fuori va riconosciuto come appartenente agli apocrifi. Perciò la Sapienza detta comunemente di Salomone, il libro di Gesù figlio di Sirach, Giuditta, Tobia e il Pastore (probabilmente quello di Erma) non sono nel canone. Io scoprii il primo libro dei Maccabei in ebraico; il secondo è greco come può essere dimostrato dalla sua costruzione verbale’. Nella Prefazione ai libri di Salomone preparata dallo stesso Girolamo, egli afferma di avere trovato l’Ecclesiastico in ebraico, ma mostra la sua convinzione che la Sapienza di Salomone sia stata composta in greco anziché in ebraico, dal momento che mostra un tipo di eloquenza greco. ‘E così – egli continua – è vero che la chiesa legge Giuditta, Tobia e i Maccabei (nel culto pubblico), ma non li riceve come libri canonici delle Scritture; perciò leggiamo pure questi due scritti per edificazione ma non usiamone per stabilire autoritativamente le dottrine della chiesa’ (pag. 78). |
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Nell’Enciclopedia Cattolica alla voce ‘apocrifi’ leggiamo: ‘Fra i Padri solo s. Girolamo (Prologus galeatus, PL 28, 601) applica il termine apocrifi anche a quel piccolo gruppo di libri, sulla cui canonicità non tutti convenivano, …. Denominati oggi ‘deuterocanonici’. …. I Protestanti, seguendo in questo caso l’opinione di Girolamo del Prologus galeatus, usano la parola apocrifi per designare i deuterocanonici’ (vol. I, 1628). |
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Nota: PL sta per Patrologia Latina |