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Sì, l’imposizione delle mani è una pratica biblica. |
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La praticò Mosè quando dovette costituire Giosuè, figlio di Nun, quale suo successore. E’ scritto infatti: "E l’Eterno disse a Mosè: ‘Prenditi Giosuè, figliuolo di Nun, uomo in cui è lo spirito; poserai la tua mano su lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la raunanza, gli darai i tuoi ordini in loro presenza, e lo farai partecipe della tua autorità, affinché tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazar, che consulterà per lui il giudizio dell’Urim davanti all’Eterno; egli e tutti i figliuoli d’Israele con lui e tutta la raunanza usciranno all’ordine di Eleazar ed entreranno all’ordine suo’. E Mosè fece come l’Eterno gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la raunanza; posò su lui le sue mani e gli diede i suoi ordini, come l’Eterno aveva comandato per mezzo di Mosè" (Num. 27:18-23). La Scrittura dice a tale riguardo anche che "Giosuè, figliuolo di Nun, fu riempito dello spirito di sapienza, perché Mosè gli aveva imposto le mani; e i figliuoli d’Israele gli ubbidirono e fecero quello che l’Eterno avea comandato a Mosè" (Deut. 34:9). |
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La praticò Gesù Cristo nel guarire gli ammalati infatti è scritto: "E sul tramontar del sole, tutti quelli che aveano degli infermi di varie malattie, li menavano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno" (Luca 4:40). In quella circostanza dunque Gesù guarì gli ammalati imponendogli le mani, ma non sempre impose le mani sugli infermi per guarirli, alcune volte guarì gli ammalati senza imporgli le mani (come per esempio nel caso del servitore del centurione, o nel caso del paralitico che giaceva presso la vasca detta Betesda). Altri casi in cui Gesù guarì imponendo le mani furono quello della donna tutta curva da diciotto anni, secondo che è scritto che "pose le mani su lei, ed ella in quell’istante fu raddrizzata e glorificava Iddio" (Luca 13:13); quello del cieco di Betsaida a cui sputò negli occhi e gli impose le mani per due volte (cfr. Marco 8:22-26). A proposito dell’imposizione delle mani sugli infermi, Gesù prima di essere assunto in cielo disse ai suoi discepoli che uno dei segni che accompagneranno coloro che credono è che "imporranno le mani agli infermi ed essi guariranno" (Mar. 16:18). |
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I dodici apostoli praticarono l’imposizione delle mani quando gli furono presentati i sette che furono scelti dalla moltitudine per servire alle mense infatti è scritto: "E questo ragionamento piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia; e li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani" (Atti 6:5-6). |
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A Paolo e Barnaba, in Antiochia, dopo che lo Spirito Santo ordinò di metterli da parte per l’opera alla quale li aveva chiamati, furono imposte le mani (dopo digiuno e preghiera cfr. Atti 13:3). |
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Pietro e Giovanni imposero le mani sui credenti di Samaria affinché ricevessero lo Spirito Santo (cfr. Atti 8:14-17). |
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Anania, quel discepolo timorato di Dio che viveva in Damasco, impose le mani su Saulo affinché questi recuperasse la vista e fosse ripieno di Spirito Santo (cfr. Atti 9:10-18). |
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Paolo impose le mani sia per guarire che per far ricevere lo Spirito Santo. Quando andò a trovare il padre di Publio sull’isola di Malta, il quale giaceva malato di febbre e di dissenteria, Paolo dopo avere pregato "gl’impose le mani e lo guarì" (Atti 28:8). Quando egli incontrò ad Efeso quei circa dodici discepoli che non avevano neppure sentito dire che ci fosse lo Spirito Santo, gli impose le mani e lo Spirito Santo scese su loro e parlavano in altre lingue e profetizzavano (cfr. Atti 19:6). Anche Timoteo ricevette il dono dello Spirito Santo tramite l’imposizione delle sue mani (cfr. 2 Tim. 1:6). |
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Paolo ordina a Timoteo di non imporre con precipitazione le mani ad alcuno (cfr. 1 Tim. 5:22). |
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Il collegio degli anziani di una Chiesa impose le mani su Timoteo (non sappiamo però quale fu la circostanza) e questa imposizione delle mani fu accompagnata da una profezia con la quale Dio diede a Timoteo un dono (cfr. 1 Tim. 4:14). |
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Quindi l’imposizione delle mani anticamente veniva esercitata per consacrare qualcuno ad un certo ministerio o opera, per guarire gli ammalati, e per conferire lo Spirito Santo ai credenti. Esercitarla dunque anche oggi per queste ragioni è giusto e lecito. |