26. Perché Paolo dice a Timoteo che Gesù ha distrutto la morte (cfr. 2 Tim. 1:10), mentre ai Corinzi dice che l’ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte (cfr. 1 Cor. 15:26), facendo intendere in questo secondo caso che questa distruzione deve ancora avvenire e non è già avvenuta?

 

La ragione è perché Gesù Cristo quando risuscitò dai morti distrusse la morte fisica nella sua vita ma non la morte fisica che hanno sperimentato i santi. Non è forse vero infatti che i santi che sono morti nel passato e quelli che muoiono al presente non sono ancora risuscitati? Non è forse vero che i loro corpi ora sono in uno stato di putrefazione o sono già del tutto putrefatti e ridotti in cenere, e che attendono la resurrezione? Certo che le cose stanno così. Dunque, se da un lato è vero che Gesù ha distrutto la morte, dall’altro è anche vero che Egli deve ancora distruggerla poiché Egli deve ancora risuscitare tutti i santi che dormono. Solo quando tutti i santi risorgeranno (e i santi viventi saranno mutati) si potrà dire che la morte è stata sommersa nella vittoria, secondo che è scritto: "In un momento, in un batter d’occhio, al suon dell’ultima tromba. Perché la tromba sonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati. Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità, e che questo mortale rivesta immortalità. E quando questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità, e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: La morte è stata sommersa nella vittoria. O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?" (1 Cor. 15:52-55), non prima di quel giorno. Prima di quel giorno infatti la morte continuerà a colpire anche i santi. Ma noi abbiamo la fiducia che essa in quel giorno sarà posta sotto i piedi del Signore assieme a tutti gli altri nemici che non vediamo ancora gli sono sottoposti.

Dobbiamo quindi riconoscere che benché sta scritto che Iddio ha posto ogni cosa sotto i piedi di Gesù Cristo "al presente non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte" (Ebr. 2:8).

Dio è fedele e porterà a compimento l’opera che ha iniziato, non la lascerà incompiuta. Il suo piano sussisterà, Egli metterà ad effetto tutta la sua volontà, e nessuno glielo potrà impedire. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

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