24. Potresti spiegarmi qual è la dottrina che se uno viene a noi e non ce la reca non lo dobbiamo ricevere in casa e non lo dobbiamo salutare (cfr. 2 Giov. 10)?

 

La dottrina in questione è quella che insegna che Gesù Cristo è venuto in carne, infatti Giovanni prima di dare questa istruzione ha detto: "Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo i quali non confessano Gesù Cristo esser venuto in carne. Quello è il seduttore e l’anticristo. Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. Chi passa oltre e non dimora nella dottrina di Cristo, non ha Iddio. Chi dimora nella dottrina, ha il Padre e il Figliuolo" (2 Giov. 7-9).

Come puoi vedere non si tratta di una qualsiasi dottrina biblica ma della dottrina che afferma che Gesù Cristo era un vero uomo fatto di carne ed ossa, quella che insomma attesta l’incarnazione del Figliuol di Dio secondo che è scritto: "E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre" (Giov. 1:14) ed anche: "Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce" (Fil. 2:5-8); e quindi la dottrina che attesta la perfetta umanità di Gesù Cristo. Questa dottrina cardine del Cristianesimo era già negata ai giorni degli apostoli, dico già negata perché ancora oggi ci sono molti che negano che Gesù Cristo fosse un vero uomo dicendo che in realtà il Cristo era uno spirito o un fantasma. Io chiamo questa dottrina ‘dottrina cardine del Cristianesimo’ perché è proprio in virtù del fatto che il Figliuol di Dio partecipò del sangue e della carne (cfr. Ebr. 2:14) che egli poté morire sulla croce per i nostri peccati. Come avrebbe potuto infatti uno spirito morire sulla croce per noi? Non avrebbe potuto. Quindi negare l’umanità di Cristo o che il suo corpo fosse un vero corpo di carne e ossa in cui scorreva del sangue porta inevitabilmente a negare la sua morte espiatoria, il suo sacrificio. E naturalmente questa diabolica dottrina oltre che la morte porta a negare anche la sua resurrezione e quindi porta a negare l’evento occorso nella vita di Gesù per la nostra giustificazione e difatti se Cristo non fosse risuscitato noi saremmo ancora nei nostri peccati (cfr. 1 Cor. 15:17) e la nostra fede sarebbe vana.

Ecco dunque perché questa eresia che afferma che Gesù Cristo non è venuto in carne è particolarmente grave e Giovanni ci mette severamente in guardia da coloro che la professano, cosa che egli fa anche nella sua prima epistola secondo che è scritto: "Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se son da Dio; perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo. Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito che confessa Gesù Cristo venuto in carne, è da Dio; e ogni spirito che non confessa Gesù Cristo venuto in carne, non è da Dio; e quello è lo spirito dell’anticristo, del quale avete udito che deve venire; ed ora è già nel mondo. Voi siete da Dio, figliuoletti, e li avete vinti; perché Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo; perciò parlano come chi è del mondo, e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio; chi conosce Iddio ci ascolta; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore" (1 Giov. 4:1-6).

 

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