13. Che cosa significa: "Lo spirito è pronto, ma la carne è debole"?

 

Per capire il significato di queste parole dette da Gesù ai suoi discepoli è necessario vedere in che circostanza egli le proferì. Nel Vangelo scritto da Matteo leggiamo: "Allora Gesù venne con loro in un podere detto Getsemani, e disse ai discepoli: Sedete qui finché io sia andato là ed abbia orato. E presi seco Pietro e i due figliuoli di Zebedeo, cominciò ad esser contristato ed angosciato. Allora disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate meco. E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi. Poi venne a’ discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliar meco un’ora sola? Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole" (Matt. 26:36-41)

Come puoi quindi vedere, Gesù aveva ordinato ai suoi discepoli di vegliare assieme a lui ed era andato a pregare, ma dopo un ora era tornato e li aveva trovati che dormivano. Quindi i discepoli del Signore in quella notte non furono capaci di vegliare neppure per un’ora. Fu allora che Gesù disse loro di vegliare e di pregare affinché non cadessero in tentazione e quindi nel peccato, cosa questa molto facile che avvenga perché la nostra carne è debole, ossia la nostra natura umana è fragile, facilmente si lascia trascinare al peccato, a differenza dello spirito che invece ha un’altra attitudine perché è pronto a fare ciò che Dio ordina di fare. La maniera quindi in cui noi possiamo sovvenire alla debolezza della carne e non cadere in tentazione è quella di vegliare e pregare.

 

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