1. Ho letto l'affermazione di un cattolico che per giustificare la "tradizione" cita Ianne e Iambre in 2 Timoteo 3:8. Mi guardo bene dal cadere nel tranello della tradizione, ma se sai qualcosa di più di queste due figure citate da Paolo mi farebbe piacere saperlo, per poter sapere come rispondere nel caso in cui qualche cattolico mi facesse questa domanda di persona. Grazie. Riguardo a quella domanda su Iannè e Iambrè ho fatto qualche ricerca e ho visto che su internet molti cattolici sui loro siti ne fanno un punto di forza per giustificare la tradizione. Non mi convincono i risultati, comunque, a titolo informativo, secondo quanto essi scrivono, queste due persone erano due maghi egizi che si opposero a Mosè. Questo sarebbe scritto in un libro non canonico (Haggadah, che "forma la parte non legale del Talmud"). E si parla anche del resoconto dell'arcangelo Michele che disputò per il corpo di Mosè (in Giuda); farebbe riferimento a quanto scritto in un libro apocrifo, il "libro di Enoch". Non mi spiego perchè Paolo e Giuda abbiano attinto a quelle tradizioni, comunque non avendo risposte su questo argomento potresti consigliarmi come dovrei rispondere se qualche cattolico mi dovesse presentare questa domanda?

 

Ascolta, innanzi tutto scusa per non averti risposto subito su Jannè e Jambrè, me ne sono proprio dimenticato!! Comunque la risposta che ti avrei dato su questi due personaggi è quella che hai trovato con la tua ricerca. Si tratta di due maghi egizi che contrastarono a Mosè e di cui parla la tradizione ebraica. Il fatto però che Paolo li citi non può in nessuna maniera giustificare o legittimare la tradizione della chiesa papista perchè? Semplice, perché Paolo non li cita per introdurre una pratica o una dottrina contraria al sano insegnamento della Scrittura (come invece la Chiesa cattolica romana fa spesso con la tradizione 'cristiana' per annullare la Parola di Dio) ma solo per fare un paragone tra questi due antichi contrastatori della verità e coloro che contrastavano la verità ai suoi giorni infatti Paolo dice: "E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini" (2 Timoteo 3:8-9). In altre parole Paolo li cita per fare un esempio di uomini antichi che contrastarono alla Parola di Dio. Ricordati che Paolo era un Ebreo secondo la carne, e precisamente un Fariseo, e queste cose le conosceva perchè lui conosceva la tradizione dei padri. Tradizione ebraica però che ti ricordo conteneva (e contiene tuttora) molti precetti d'uomini ed anche storie che voltano le spalle alla verità. Gesù infatti riprese gli scribi e i Farisei proprio perchè a cagione della loro tradizione avevano annullato la Parola di Dio, ecco quello che egli disse loro: "Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban, (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!" (Marco 7:8-13)  Quindi, attenzione alla tradizione, non importa se è quella ebraica o quella cattolica romana. A proposito di quest'ultima, io ho ampiamente dimostrato nel mio libro confutatorio sulla Chiesa Cattolica Romana che la tradizione della chiesa cattolica romana annulla in molte parti la Sacra Scrittura per cui non si può mettere sullo stesso livello della Scrittura come invece la chiesa cattolica romana vorrebbe che noi facessimo. Certo, non tutto quello che la tradizione cattolica romana dice è sbagliato, io ho letto tanto degli scritti dei cosiddetti padri della Chiesa e posso dire che diverse cose che insegnavano erano giuste, ma occorre stare molto attenti perchè spesso in mezzo alla verità ci sono delle menzogne e delle superstizioni. La stessa cosa ti posso dire per la tradizione ebraica,
ho letto sia parti dell'Haggadah che dell'Halakah (la parte legislativa della tradizione) e ti posso dire che ci sono dei precetti e delle storie che confermano la legge e i profeti ma anche tante storie e tanti precetti che l'annullano, cioè contrastano sia la legge che i profeti. Favole giudaiche ce ne sono tante, veramente tante. Precetti umani che annullano la Parola di Dio altrettanto. Ci sono però anche delle parabole o dei precetti che confermano sia la legge che i profeti. Quindi, quando si legge la tradizione ebraica o cattolica romana che sia, l'atteggiamento da tenere è questo, mai pensare che essa sia di origine divina, ma comunque se ci sono delle notizie utili che confermano la Parola di Dio, si possono pure accettare. Ma a livello informativo e basta, come fa l'apostolo Paolo con Jannè e Jambrè. La storia della contesa dell'arcangelo Michele con Satana circa il corpo di Mosè è scritta in un libro apocrifo che non è ispirato, ma se Giuda lo ha citato vuole dire che esso è un racconto fedele e non una favola. E la stessa cosa vale per altri libri apocrifi, non sono ispirati, è vero, ma possono esserci notizie storiche utili o racconti utili che anche se non furono scritti da uomini ispirati da Dio possono essere ugualmente veri (vedi per esempio i libri dei Maccabei dove vengono raccontate le lotte dei Maccabei contro Antioco Epifane e altri fatti storici). Quindi, fratello, quando si parla della tradizione, non importa se è quella ebraica o quella cattolica romana, bisogna tenere presente queste cose che ti ho detto.

Non ti preoccupare, se nel Nuovo Testamento sono presenti queste cose: tu rimani attaccato alla fedele Parola di Dio così come è scritta e ne avrai sempre del bene.

A proposito, dato che sto parlando di queste cose, ricordati che Paolo in una sua
predicazione tenuta ad Atene ha citato persino un poeta greco per confermare la Parola di Dio ecco le sue parole: "Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni de' vostri poeti han detto: 'Poiché siamo anche sua progenie'. Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall'arte e dall'immaginazione umana" (Atti 17:28-29). Lo vedi? Paolo cita dei poeti pagani antichi; lui conosceva quella citazione poetica e considerandola conforme a verità la citò in quella circostanza in cui lo ascoltavano dei greci, e in quel suo discorso, per confermare che noi siamo progenie di Dio.

Ma questo non significa che Paolo accettava tutto quello che dicevano gli antichi poeti greci, è ovvio questo. E' come, insomma, se io in un mio discorso citassi un passo della cosiddetta Divina Commedia per confermare un qualche cosa di vero; non per questo ciò significherebbe che io accetto tutto quello che scrisse Dante Alighieri!! So bene che quel poeta credeva nel purgatorio e in tante altre menzogne.

Spero che tu abbia capito come rispondere a coloro che cercheranno di farti passare TUTTA la loro tradizione per vera solo perchè in essa ci sono o ci possono essere dei discorsi o dei racconti veraci.

 

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