5. Caro fratello, ho letto sul tuo sito la risposta alla domanda su cosa consisteva il "battesimo per i morti" nella chiesa di Corinto (1Cor. 15:29). Mi rendo conto della difficoltà del problema, ma nella risposta ci sono alcune cose che non quadrano: 1) perché il futuro che faranno quelli che..., quando per alludere a un uso già esistente, sarebbe stato più logico adoperare il presente: "Che fanno?"; 2) Nel N.T. non c'è nulla che possa sostenere il battesimo vicario; 3) Nel I° secolo tale pratica non è documentata; la ritroviamo invece nel II° secolo. 4) E' strano che Paolo, che nella sua lettera corregge tanti errori dei Corinzi, non abbia neanche una parola di biasimo per una pratica superstiziosa e contraria allo spirito del Vangelo.

 

Ascolta, fratello, circa il battesimo per i morti praticato nella Chiesa di Corinto da alcuni, non sappiamo molto, anzi pochissimo, infatti l’unico accenno ce lo dà Paolo. Comunque, possiamo dedurre dalle sue parole che esisteva, questo si evince forse meglio nella Versione Diodati dove Paolo dice: "Altrimenti, che faranno coloro che son battezzati per li morti? se del tutto i morti non risuscitano, perché son eglino ancora battezzati per li morti?" (1 Cor. 15:29) Con queste domande Paolo è come se avesse voluto dire: ‘Ma se i morti non risuscitano, allora perchè quelli che sono battezzati per i morti si fanno ancora battezzare per i morti? Non è un controsenso farsi battezzare per persone che poi si sa non risusciteranno affatto ma rimarranno morti e basta? Certamente si rimane perplessi che Paolo non colga l’occasione per ammonire quelli che si facevano battezzare per i morti, tuttavia occorre tenere presente che il contesto non lo permetteva perché lui in quel caso stava parlando della resurrezione dei morti, e il battesimo vicario lui lo cita solo per fare notare l’assurdità di farsi battezzare per qualcuno morto che si crede non risusciterà. Alla fin fine Paolo con quelle parole vuole difendere la resurrezione dei morti, e non certamente il battesimo per i morti. Lo so, può sembrare strano che lui non ammonisca coloro che si facevano battezzare per i morti, tuttavia tieni presente che questo non significa che non lo abbia fatto in seguito infatti egli dice sempre ai Corinzi: "Le altre cose regolerò quando verrò" (1 Cor. 11:34), quindi nella Chiesa di Corinto di comportamenti sbagliati da correggere o da regolare ce ne erano altri non menzionati nella sua epistola. Ed io credo che tra queste cose c’era pure questo comportamento di alcuni credenti di farsi battezzare per i morti.

Paolo sapeva quello che scriveva e come scriveva, e io sono persuaso che con tutta la stranezza che possano avere queste sue due domande, certamente lui non insegnava a farsi battezzare per i morti come non lo insegnò neppure Gesù Cristo. Gesù ordinò di battezzare coloro che credevano, e quindi dato che per mettersi a credere occorre essere vivi fisicamente, il battesimo in acqua va ministrato solo ai vivi. Il ladrone che in fin di vita morì sulla croce, morì senza il battesimo in acqua. Possiamo allora noi pensare o immaginare che Gesù dopo che risuscitò ordinò a qualcuno dei suoi apostoli di farsi battezzare per quell’uomo? Io non lo penso nella maniera più assoluta. Se il battesimo per i morti fosse stato utile e necessario io credo che il Signore lo avrebbe chiaramente istituito, il fatto che non lo abbia fatto esclude quindi che sia una pratica da compiere.

 

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