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  Quarta parte

 

 Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quinta

 

 

La mia fede nel Figlio di Dio

Io credo che Gesù di Nazareth è il Figlio dell’Iddio vivente. Egli era avanti ogni cosa e nella pienezza dei tempi fu mandato da Dio Padre in questo mondo per morire sulla croce per i nostri peccati e risorgere il terzo giorno per la nostra giustificazione. Mediante la fede in Lui io sono stato perdonato e riconciliato con Dio perché Lui fece morire sulla croce l’inimicizia che c’era tra me e Dio. Oramai sono passati molti anni dal giorno in cui ho creduto in Lui, non me ne sono mai pentito e mai me ne pentirò. La mia vita la vivo nella fede nel Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato sè stesso per me. Lui voglio continuare ad onorare e servire fino alla fine della mia vita; non importa quello che dovrò soffrire per amore del suo nome. Beati coloro che hanno creduto nel suo nome e che serbano la loro fede fino alla fine perché Dio un giorno darà loro la corona della vita.

 

 

La moglie di Lot

"Ricordatevi della moglie di Lot" (Luca 17:32), disse un giorno il Signore Gesù. Perché ci si deve ricordare di questa donna? Perché ella dopo che Dio la fece scampare alla distruzione di Sodoma e Gomorra assieme a suo marito Lot e alle sue due figlie fece qualcosa che noi discepoli di Cristo non dobbiamo fare per il bene dell’anima nostra, si volse a guardare indietro. E per essersi voltata a guardare indietro diventò una statua di sale (Gen. 19:26). Uno degli angeli di Dio aveva detto a Lot: ‘Non guardare indietro’ (Gen. 19:17), era un ordine, ma la moglie di Lot non lo osservò e perì.

Pure a noi che siamo stati salvati dai nostri peccati ci viene ordinato di non guardare indietro, cioè ci viene ordinato di non tirarci indietro. Dobbiamo andare avanti, non ci dobbiamo fermare, senza mai rammaricarci di avere rinunciato alle mondane concupiscenze per seguire il Signore Gesù. Noi abbiamo rinunciato ai piaceri del peccato per servire il Signore, guai a noi se dovessimo ora abbandonare il Signore per metterci di nuovo a servire il peccato, per certo Dio ci punirà come meritiamo facendoci andare in perdizione. Gesù ha detto che chi cercherà di salvare la sua vita la perderà, quindi se noi suoi discepoli ci tireremo indietro andremo in perdizione (Ebrei 10:37-39). Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro è adatto al regno di Dio (Luca 9:32), quindi teniamo la mano sull’aratro, continuiamo ad arare, e a seminare giustizia per amore del Signore e ad aspettare da Dio la ricompensa. Beati coloro che non distolgono il loro sguardo dal Signore ma si mantengono uniti al Signore fino alla fine.

 

 

‘Figliuolo, siamo tutti salvati!!

Molti anni fa mentre facevo il servizio militare ad Orvieto, decisi di recarmi a Roma e con l’occasione di andare al Vaticano per evangelizzare qualche prete o qualche suora all’interno della Basilica di San Pietro. Nel mio zelo volevo andare proprio nella ‘tana del lupo’ per parlare della salvezza che è in Cristo Gesù. Ricordo che era una domenica e che andai a Roma con un mio commilitone non credente a cui spesso parlavo del Vangelo che poi portai ad un locale di culto per permettergli di assistere ad un culto evangelico. Ebbene, andammo al Vaticano e dopo essere entrati nella Basilica gli dissi di rimanere in un posto lì in disparte che io nel mentre sarei andato ad evangelizzare qualche prete o suora. Trovai una suora che in disparte stava adorando il ‘santissimo sacramento’ ossia l’ostia. E quindi cominciai ad evangelizzarla, parlai con lei diversi minuti, poi ella prima di lasciarmi mi lasciò ad un frate, infatti andò a bussare ad un confessionale che c’era proprio lì vicino a noi dicendo: ‘Padre, padre, qui c’è un giovane che le vuole parlare’. Il frate che era all’interno aprì la tendina e mi disse con un’aria paterna una frase del genere: ‘Giovane, che vuole dirmi?’ Al che io risposi: ‘Senta, lei è salvato?’ E lui: ‘Ma figliuolo, siamo tutti salvati!!’ Ma io gli dissi che lui sbagliava perché la Bibbia non insegnava questo e da lì proseguii per diversi minuti a parlargli della grazia di Dio in Cristo. Poi alla fine prima di congedarmi mi disse: ‘Che strane idee avete voi Protestanti!!’.

Ecco le parole su cui vorrei soffermarmi: ‘Siamo tutti salvati’. Non è vero che tutti gli uomini sono salvati perché Gesù non parlò solo della via che mena alla vita ma anche della via che mena in perdizione, ascolta le sue parole: "Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano" (Matteo 7:13-14). Dunque, i salvati sono pochi mentre i perduti sono molti. E noi per la grazia di Dio siamo tra coloro che sono stati salvati e sono sulla via che mena al paradiso di Dio. Gloria al suo Nome per averci strappato a questo presente secolo malvagio, per averci tolto dalla via che mena in perdizione e messo sulla via santa che mena in cielo. Studiamoci di non trascurare questa così grande salvezza che abbiamo ricevuto, e nello stesso tempo studiamoci di annunciarla ai peccatori che sono sulla via che mena in perdizione. Annunciamo loro il messaggio della salvezza, esortandoli a pentirsi dei loro peccati e a credere nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna ed entrare quindi a far parte dei salvati.

 

 

Grazie siano rese a Dio

Noi siamo in obbligo di rendere grazie a Dio per averci eletti a salvezza fin dal principio mediante la fede nella verità e la santificazione nello Spirito. Noi quindi non ci siamo autoeletti ma siamo stati eletti da Lui, non siamo noi che abbiamo scelto il Signore ma è il Signore che ha scelto noi, lo dobbiamo sempre ricordare questo al fine di non insuperbirci nel suo cospetto. Tutto quello che siamo lo dobbiamo a Lui, tutto quello che abbiamo pure. Noi non abbiamo nulla di che gloriarci nel suo cospetto perché siamo stati salvati per grazia mediante la fede in Cristo. A Colui che ci ha salvati dai nostri peccati e che ci rende fermi in Cristo sia la gloria ora e in eterno. Amen

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L’orgoglio abbassa l’uomo, ma l’umiltà precede la gloria

Tempo fa parlai della salvezza in Cristo Gesù ad una donna anziana che ha circa 70 anni ed è in grado di intendere e volere. Dopo averle parlato della morte espiatoria di Cristo Gesù e della sua resurrezione, le dissi quello che dico a tutti, cioè che doveva ravvedersi dei suoi peccati e credere nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, altrimenti quando sarebbe morta sarebbe andata all’inferno. La sua risposta fu questa: ‘Io non ho peccati, io non mi devo ravvedere di niente!’ Le spiegai che anche lei aveva commesso dei peccati davanti a Dio dei quali doveva ravvedersi, ma fu tutto inutile, lei persistette nel dirmi molto seriamente che non aveva peccati.

Quella sua risposta mi ha fatto meditare molto, in particolar modo mi ha fatto riflettere sull’orgoglio dell’uomo, sulla sua ostinazione a riconoscersi peccatore davanti al suo Creatore. Egli deve umiliarsi nel cospetto di Dio riconoscendo e confessando i suoi peccati, invece si innalza ritenendosi giusto e immacolato. Tutti coloro che si ritengono giusti non otterranno misericordia come non ottenne misericordia quel Fariseo che diceva: "O Dio, ti ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo" (Luca 18:11-12). Essi sono superbi e Dio resiste ai superbi. Guai a loro se persevereranno nella loro superbia fino alla fine.

Tutti coloro che invece si riconoscono davanti a Dio dei peccatori bisognosi di misericordia, vengono perdonati da Dio come quel pubblicano che non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, sii placato verso me peccatore" (Luca 18:13). Gesù disse infatti che egli "scese a casa sua giustificato" (Luca 18:14). Chi si umilia viene innalzato perché Dio fa grazia agli umili.

 

 

Il Giusto

Non commise alcun peccato ma fu trattato come un peccatore; fece solo del bene ma fu ricambiato con il male, sto parlando di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che i Giudei condannarono a morte e poi lo diedero in mano di Pilato affinché fosse crocifisso. Invano Pilato disse loro: ‘Ma che male ha egli fatto?’, invano parlò loro desiderando liberar Gesù, il grido della folla fu ‘Crocifiggilo, crocifiggilo!’ e alla fine Pilato acconsentì alla richiesta del popolo e fece crocifiggere Gesù e liberò Barabba che era stato messo in prigione per omicidio.

Ma tutto ciò avvenne affinché si adempissero le Scritture profetiche secondo le quali il Giusto doveva morire per gli ingiusti caricandosi delle loro iniquità. Sì, Gesù Cristo ha portato sul suo corpo i nostri peccati, Egli è morto per i nostri peccati e noi mediante la fede nel suo nome abbiamo ottenuto la remissione dei nostri peccati. Il suo prezioso sangue ha purificato la nostra coscienza dalle opere morte e di questo gli siamo profondamente grati e gliene saremo in eterno grati. Ricordati di ciò che Gesù Cristo ha fatto per te, non te ne dimenticare mai. E sii riconoscente verso il tuo Salvatore e Signore non solo ringraziandolo ma anche onorandolo con una vita santa, giusta e pia.

 

 

Mi chiedo se la pazzia non abbia intaccato il suo cervello

Tempo fa mi ha scritto una persona che ha visitato i nostri siti internet che tra le altre cose mi diceva: ‘Mi chiedo se la pazzia non abbia intaccato il suo cervello’ e ovviamente la risposta a questa sua domanda era affermativa (il contenuto della lettera infatti era tale che non lasciava dubbi di nessun genere a tale riguardo), in altre parole costui mi ha dato del pazzo. Non sono il primo ministro del Vangelo ad essere accusato di essere pazzo e neppure sarò l’ultimo. Vi ricordate quello che disse il governatore Festo a Paolo mentre quest’ultimo parlava in sua difesa: "Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuor di senno" (Atti 26:24). Ma che gli rispose Paolo? Egli disse: "Io non vaneggio, eccellentissimo Festo, ma pronuncio parole di verità e di buon senno" (Atti 26:25). No, non sono pazzo, grazie a Dio la mia mente è sana; non ho bisogno di andare da uno psichiatra a farmi visitare e curare dalla mia pazzia come pensano molti, perché ciò che predico e insegno è in accordo con le Sacre Scritture che sono la Parola di Dio. E’ pazzo invece chi si crede savio e intelligente "perché la sapienza di questo mondo è pazzia presso Dio" (1 Cor. 3:19), costui sì che è pazzo davanti a Dio perché nella sua ignoranza fa dei ragionamenti vani e folli che contrastano la Parola di Dio. A Dio che ha illuminato le mie tenebre e mi ha reso savio in Cristo Gesù, sia la gloria ora e in eterno. Amen

 

 

Lo scandalo della croce

La parola della croce che noi predichiamo è scandalo per i Giudei (1 Cor. 1:23).

Nello studiare il Giudaismo spesso mi è capitato di leggere parole di forte riprovazione scritte da Ebrei contro il sacrificio espiatorio di Cristo. Per loro il fatto che i Cristiani dicano che Dio abbia offerto il suo Figliuolo affinchè mediante il suo sacrificio noi fossimo riconciliati con Dio è una cosa assurda e orribile al cui pensiero rabbrividiscono perché – dicono loro - un Dio che vieta di sacrificare esseri umani non può avere sacrificato o fatto sacrificare il suo Figliuolo (per altro i Giudei non credono che Dio abbia un Figliuolo che è Dio assieme al Padre perché per loro Dio è Uno nel senso di Una sola persona)!!

Eppure a Dio è piaciuto di salvare sia Giudei che Gentili mediante la parola della croce che per noi che siamo sulla via della salvazione non è né pazzia e neppure scandalo ma sapienza e potenza di Dio. In questa maniera Dio ha fatto perire la sapienza dei savi, ed ha annientato l’intelligenza degli intelligenti.

Continuiamo a credere nella parola della croce che ci è stata annunciata, e ad annunciarla, perché è mediante di essa che noi siamo stati salvati e i peccatori possono essere salvati e riconciliati con Dio.

 

 

Preghiamo anche per le autorità

L’apostolo Paolo dice a Timoteo: "Io esorto dunque, prima d’ogni altra cosa, che si facciano supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo menare una vita tranquilla e quieta, in ogni pietà e onestà" (1 Tim. 2:1-2).

Quindi, quando preghiamo è bene ricordarsi di pregare non solo per i nostri fratelli in Cristo affinchè Dio li fortifichi, li consoli, li preservi (per citare solo alcune delle cose che dobbiamo chiedere a Dio per loro), e per i peccatori affinchè Dio li salvi, ma anche per le autorità poste da Dio a governare in questa nazione. Non importa di che partito politico esse siano, noi dobbiamo pregare per loro. Esse hanno bisogno dell’aiuto e della sapienza di Dio per poter governare con giustizia come è giusto che facciano. Quindi da parte nostra faremo bene a pregare per loro anche quando la chiesa è radunata. E ricordiamoci pure di rendere grazie a Dio per tutto il bene che noi riceviamo tramite il servizio che le autorità compiono.

 

 

Dottrine di demoni

L’apostolo Paolo dice: "Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l’astensione da cibi che Dio ha creati …." (1 Tim. 4:1-3).

Quindi tutti coloro che vietano il matrimonio e ordinano di non mangiare certi cibi insegnano delle dottrine di demoni. Non vi lasciate ingannare dai ragionamenti che fanno costoro per giustificare i loro divieti, essi sono ragionamenti vani che non hanno nulla a che fare con la verità. Ne ho letti tantissimi di questi ragionamenti durante i miei studi sulle religioni e sulle sètte e posso assicurarvi che alla luce delle Sacre Scritture essi sono falsi.

Matrimonio. "Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne" (Gen. 2:24), dice Dio. Certo, l’uomo non è obbligato a sposarsi perché egli può pure rimanere celibe se questo è il dono che ha ricevuto da Dio (1 Cor. 7:7), ma se egli non ha questo dono è bene che si sposi per evitare le fornicazioni. Meglio sposarsi che ardere (e non il contrario), dice la Scrittura (1 Cor. 7:9).

Cibi. Tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da riprovare se usato con rendimento di grazie (1 Tim. 4:4), dice Paolo a Timoteo, quindi noi possiamo mangiare di tutto. Certamente, se uno stima che una cosa è impura, per lui è impura (Rom. 14:14), perciò se egli si astiene da quella cosa egli non pecca perché questa è la sua convinzione personale. Questo però non gli dà il diritto di ordinare ad altri di non mangiare quella cosa che lui stima essere impura. Il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo (Rom. 14:17), ricordatevelo sempre questo.

 

 

Il ritorno di Cristo

Lo stesso Gesù che fu visto andare in cielo dai suoi discepoli, un giorno ritornerà dal cielo con gloria e con potenza. Lui stesso disse che un giorno ritornerà e noi gli crediamo.

In quel giorno egli discenderà dal cielo con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio; e allora i morti in Cristo risusciteranno i primi, poi noi viventi che saremo rimasti verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole ad incontrare il Signore nell’aria.

In quel giorno tutti i santi – sia quelli che risorgeranno che quelli che saranno solo mutati perché non vedranno la morte – otterranno un corpo glorioso, immortale ed incorruttibile. In altre parole essi sperimenteranno la redenzione del corpo.

Questa è la speranza che noi nutriamo nel Signore, e per certo un giorno essa si adempirà ed allora cesserà di essere una speranza perché sarà la realtà.

Continuiamo ad aspettare la venuta del Signore, fratelli, per certo Egli verrà. E nell’attesa del suo glorioso ritorno, santifichiamoci nel timore di Dio.

 

 

Il tempio dello Spirito Santo

La Scrittura dice che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo (1 Cor. 6:19) perché lo Spirito di Dio abita in noi e siccome questo tempio è santo noi dobbiamo conservarlo in santità ed onore, non dandoci a passioni di concupiscenza come fanno i pagani che non conoscono Dio. Queste passioni sono numerose e svariate, basta considerare la condotta dei pagani per rendersene conto.

Quindi, badiamo a noi stessi e non permettiamo a queste passioni di penetrare in noi e vincerci perché ne avremmo un grosso danno. Ci corromperemmo e ci metteremmo di nuovo a servire le vanità ingannatrici la cui fine è la morte.

Beati coloro che prestano le loro membra al servizio della giustizia e non più al servizio dell’iniquità.

 

 

La buona guerra

L’apostolo Paolo scrisse a Timoteo: "Io t’affido quest’incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d’esse la buona guerra, avendo fede e buona coscienza; della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede. Fra questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare" (1 Tim. 1:18-20)

Ora, a prescindere del ruolo che ognuno di noi ha nel Corpo di Cristo, noi tutti figliuoli di Dio siamo chiamati a guerreggiare una guerra che è definita buona, quindi che vale la pena guerreggiare. Non è però una guerra carnale contro nemici carnali, perché noi non combattiamo contro carne e sangue, ma contro i principati, le potestà, i dominatori di questo mondo di tenebre e le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti.

E quindi le nostre armi non sono carnali, ma comunque esse sono potenti nel cospetto di Dio. Le nostre armi sono la verità, la giustizia, la prontezza che dà l’evangelo della pace, la fede, la salvezza, la Parola di Dio e la preghiera.

Facendo uso di queste armi riusciremo a stare saldi contro le insidie del diavolo e quindi il nemico delle anime nostre non riuscirà a fare breccia in noi.

Combatti dunque, fratello, non abbassare mai la guardia contro i tuoi nemici, essi sono spietati e sono pronti a farti del male, molto male, se tu glielo permetti.

 

  

Temere Dio

"Ma a voi che siete miei amici, io dico: Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; ma io vi mostrerò chi dovete temere: Temete colui che, dopo aver ucciso, ha potestà di gettar nella geenna. Sì, vi dico, temete Lui" (Luca 12:4-5)

Queste parole di Gesù ci fanno capire chiaramente che i nostri nemici possono agire contro di noi fino ad un certo punto, cioè loro possono uccidere il nostro corpo, ma non possono uccidere la nostra anima, che è immortale quindi, in Matteo infatti Gesù disse: "E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima; temete piuttosto colui che può far perire e l’anima e il corpo nella geenna" (Matteo 10:28). Non solo, essi non possono neppure gettare la nostra anima nel fuoco dell’Ades che è il luogo di tormento che riceve le anime dei perduti dopo la loro morte. La nostra anima è nelle mani di Dio perché salvata per mezzo del sangue di Cristo e quindi quando essa si dipartirà dal nostro corpo andrà in Paradiso. Come anche essi non potranno impossessarsi del nostro corpo immortale che otterremo alla risurrezione dei morti e gettarlo nello stagno ardente di fuoco e di zolfo che è il luogo di tormento dove gli empi saranno gettati una volta risorti e giudicati. Sapere questo ci consola grandemente.

Ci fu un tempo qui in Europa quando infierì una persecuzione a morte contro i credenti, e molti di loro furono messi a morte con il fuoco, cioè bruciati vivi. E alcuni di loro prima di essere condannati al rogo dissero ai loro persecutori che preferivano essere bruciati e consumati dal fuoco ma andare con il Signore in cielo, anziché rinnegare il loro Salvatore, scampare a quel fuoco terreno ma non scampare al fuoco dell’inferno. Credevano di avere un anima immortale e che era molto meglio perdere il proprio corpo anziché la propria anima. Sia questo il nostro sentimento, fratelli e sorelle, quello che ci aspetta dopo la morte è la gloria celeste, un luogo meraviglioso dove regnano la pace e la gioia. Quand’anche i nostri nemici ci prendessero e ci condannassero a morte a motivo del Vangelo, riteniamo ferma fino alla fine la nostra professione di fede. Noi sappiamo che la nostra anima continuerà a vivere in Paradiso dove ci riposeremo dalle nostre fatiche in attesa della resurrezione quando otterremo un corpo glorioso, immortale e incorruttibile.

Ma se è vero che non dobbiamo temere gli uomini, è altresì vero che noi dobbiamo temere Dio che non solo può uccidere il corpo ma può pure fare scendere l’anima all’inferno e in quel giorno gettare il corpo e l’anima (che saranno riuniti tramite la resurrezione) nel fuoco eterno.

Il timore di Dio è il principio della sapienza, beati coloro che perseverano nel timore di Dio fino alla fine.

 

 

Il sangue dell’Agnello

Gesù Cristo è l’Agnello di Dio che nella pienezza dei tempi offerse sé stesso per i nostri peccati. Egli era stato preordinato prima della fondazione del mondo a morire per i nostri peccati e quando giunse il tempo stabilito da Dio Egli fu mandato in questo mondo a morire sulla croce per i nostri peccati, a spargere il suo prezioso sangue per la remissione dei nostri peccati, e mediante il suo sangue salvarci dall’ira a venire.

Sì, c’è un’ira di Dio che ancora deve essere manifestata contro il mondo degli empi, ma noi figlioli di Dio, in virtù del sangue di Cristo con il quale siamo stati cosparsi, siamo sicuri di essere liberati da questa ira. Dio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo (1 Tess. 5:9).

Nella stessa maniera che gli Israeliti in Egitto, dopo che ebbero messo del sangue dell’agnello pasquale sui due stipiti e sull’architrave delle loro case, erano sicuri che il distruttore non sarebbe entrato nelle loro case per colpire i loro primogeniti, così noi che siamo stati cosparsi con il sangue di Cristo siamo sicuri di scampare all’ira di Dio a venire.

Gloria al suo nome ora e in eterno. Amen

 

 

Il salario del peccato

"Il salario del peccato è la morte …." (Rom. 6:23), dice la Scrittura.

Che disse Dio ad Adamo circa il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male? Gli disse di non mangiarlo "perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai" (Gen. 2:17). Ecco che cosa avrebbe prodotto il disubbidire a Dio, la morte. E questo è quello che avvenne quando Adamo ed Eva peccarono, essi morirono spiritualmente. Dio dunque aveva detto il vero.

Ma cosa disse il serpente antico ad Eva per indurla a mangiare quel frutto proibito da Dio? "No, non morrete affatto" (Gen. 3:4), dunque il contrario di quello che aveva detto Dio.

Ancora oggi il diavolo cerca di farci credere che il salario del peccato non è la morte, che non ci succederà niente se pecchiamo contro Dio. Resistiamogli, rimanendo attaccati alla Parola di Dio che non può mentire. Il diavolo è bugiardo e padre della menzogna, ed egli ci odia, ecco perché vuole che noi pecchiamo, perché sa che come morirono Adamo ed Eva quando peccarono, così anche noi moriremo se pecchiamo: "Se vivete secondo la carne, voi morrete", dice Paolo ai santi di Roma (Rom. 8:13).

Quindi, non lasciamoci sedurre dalle sue bugie, il peccato è micidiale e i suoi frutti sono amari. Viviamo una vita santa, giusta e pia, aborrendo il male in tutte le sue forme. Così facendo, la benedizione di Dio regnerà nella nostra vita; per certo ne avremo solo del bene.

 

 

La fedeltà di Dio

Una delle mie prime esperienze in cui ho sperimentato la fedeltà di Dio in risposta alla preghiera la ebbi in Inghilterra molti anni fa, la ricordo molto chiaramente. Te la racconto per incoraggiarti a pregare Dio in mezzo alle tue distrette, non importa di che genere esse siano. Sappi che Egli ancora oggi ti dice: "Offri a Dio il sacrifizio della lode, e paga all’Altissimo i tuoi voti; e invocami nel giorno della distretta: io te ne trarrò fuori, e tu mi glorificherai" (Salmo 50:14-15)

Nella prima metà del 1984 mi trovavo in Inghilterra, a lavorare presso la C.L.C. di Londra. Lavoravo massimamente nel magazzino della grande libreria evangelica che si trovava dietro la S. Paul Cathedral, nella City di Londra. Non percepivo nessuno stipendio dalla C.L.C; mi veniva fornito solo vitto e alloggio presso il quartiere generale che si trovava nella zona di Crystal Palace. Prima che arrivasse Pasqua mi trovai nel bisogno, perché i soldi che mi ero portato con me, erano quasi finiti. Mi rimanevano veramente pochi soldi; e dato che mi servivano in quei giorni dei soldi perché dovevo comprare alcune cose, non sapevo come fare. Siccome nel tempo libero e anche mentre lavoravo al magazzino spesso avevo letto di missionari che nel bisogno avevano pregato Dio affinché gli provvedesse questa o quell'altra cosa, volli anch'io pregare Dio affinché mi provvedesse dei soldi. E così una sera, nella mia cameretta mi inginocchiai e feci nel nome di Gesù Cristo questa preghiera a Dio: 'Signore Iddio, tu vedi il bisogno in cui mi trovo, ti prego provvedimi 20 sterline'. Poco dopo, però, mentre ero in preghiera, dato che 20 sterline mi sembravano poche, cambiai la cifra infatti dissi a Dio: 'Signore, ma dammene 30!' Lo ringraziai nel nome di Gesù e poi andai a letto. Ero solo nella mia piccola cameretta, non avevo fatto sapere a nessuno del mio bisogno, e la preghiera l'avevo fatta a bassa voce. Passarono i giorni, e mi ero dimenticato della preghiera. Una mattina, come al solito, mi recai a lavoro al negozio assieme ad altri fratelli e sorelle. Mentre ero in magazzino, mi fu comunicato che mi voleva nel suo ufficio il fratello che era il responsabile del negozio. Pensando che mi avrebbe affidato qualche lavoro particolare da fare, come poteva essere quello di andare a consegnare qualche libro a qualcuno nella città, mi recai nel suo ufficio. Arrivato nel suo ufficio, questo fratello mi disse: 'Gino (mi chiamo Giacinto, ma il mio soprannome è Gino) ho visto che tu ti adatti a fare lavori di ogni genere qui nel negozio, e dato che ho un lavoro da fare a casa mia ho pensato a te. Non so però se tu accetterai questo lavoro, perché è un lavoro in cui ci si sporca facilmente. Comunque ti pagherò per esso'. Allora io risposi: 'Fratello, non ti preoccupare, dimmi in che cosa consiste il lavoro, non ci sono problemi'. Allora egli mi disse: 'Si tratta di staccare dalla soffitta della lana di vetro e di arrotolarla al fine di permettere agli operai che stanno lavorando a casa mia di lavorare in soffitta. Per questo lavoro ti darò 25 sterline'. Accettai subito dicendogli che andava tutto bene, per cui aspettavo che mi dicesse il giorno in cui dovevo fare questo lavoro. Appena uscii dal suo piccolo ufficio, mi ricordai all'improvviso della preghiera che avevo fatto al Signore giorni prima, mi ricordai che prima avevo chiesto 20 e poi 30 sterline (il Signore quindi aveva fatto la media tra le due cifre avendo visto la mia indecisione), e non potei non rimanere stupito oltre che pieno di gioia. Mi commossi subito dentro di me, e senza dire niente a nessuno andai nel piccolo bagno del magazzino a ringraziare Dio; lo ringraziai piangendo. Qualche giorno dopo andai a casa di questo fratello a fare il lavoro che riuscii a compiere in circa due ore. E come convenuto ricevetti 25 sterline. Oh Dio mio, tu sei grande, a te sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Il purgatorio non esiste

Il purgatorio non esiste, la Scrittura parla solo del Paradiso e dell’inferno. Quindi coloro che muoiono nel Signore vanno in Paradiso, mentre coloro che muoiono nei loro peccati vanno all’inferno. Coloro che muoiono in Cristo non hanno affatto bisogno di andare in un purgatorio per essere purgati da cosiddetti residui di colpa non rimessi perché il sangue di Cristo li ha purificati e li purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:7). Il purgatorio per altro è un luogo di condanna (anche se di condanna temporanea), come possono quindi i Cristiani andare in un purgatorio se non c’è nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù (Rom. 8:2)? Non possono. Eppure il purgatorio, sconosciuto agli apostoli e ai primi Cristiani, pian piano fu introdotto in seno alla Chiesa con nefaste conseguenze. Il purgatorio infatti annulla l’efficacia del sangue di Cristo ed illude le persone. Ma il purgatorio è anche una fonte di gran guadagno per la Chiesa Cattolica Romana perché le messe offerte dai Cattolici Romani in suffragio per i morti in purgatorio vanno pagate.

Voglio trascrivervi qui di seguito una storia raccontata da Charles Chiniquy (ex-prete cattolico romano - 1809-1899) nel suo libro Fifty years in the Church of Rome (Cinquanta anni nella Chiesa di Roma) che sono sicuro vi farà riflettere sui danni provocati dall’eresia del purgatorio. L’ho tradotta io e si trova nel mio libro ‘La Chiesa Cattolica Romana’.

Ecco le sue parole: ‘Alle quattro circa della mattina delle grida pervennero al mio orecchio. Riconobbi la voce di mia madre. ‘Che cosa è successo cara mamma? ‘Oh, mio piccolo bambino, tu non hai più un padre! Egli è morto! Dicendo queste parole ella perse coscienza e cadde sul pavimento! Mentre un amico che aveva passato la notte con noi le diede la conveniente attenzione, io mi affrettai al letto di mio padre. Lo strinsi al mio cuore, lo baciai, lo coprii con le mie lacrime, mossi la sua testa, gli strinsi le mani, cercai di sollevarlo sul suo cuscino: non potevo credere che egli era morto (...) Mi inginocchiai a pregare Dio per la vita di mio padre. Ma le mie lacrime e le mie grida furono inutili. ‘Egli era morto!’ Era già freddo come il ghiaccio! Due giorni dopo che egli fu seppellito mia madre era così oppressa dal dolore che non poté seguire la processione funeraria. Io rimasi con lei come il suo unico aiuto terreno. Povera mamma! (...) Nonostante fossi allora molto giovane, io potevo capire la grandezza della nostra perdita, e mescolai le mie lacrime con quelle di mia madre. Quale penna può descrivere che cosa avviene nel cuore di una donna quando Dio le toglie improvvisamente via il marito nel fiore della sua vita, e la lascia sola, immersa nella miseria, con tre piccoli bambini di cui due sono persino troppo piccoli per conoscere la loro perdita! Come sono lunghe le ore del giorno per la povera vedova che è lasciata sola, e senza mezzi, tra gli stranieri! Come sono dolorose le notte insonni per il cuore che ha perso ogni cosa! Come è lasciata vuota una casa dall’eterna assenza di colui che era il suo capo, il suo supporto e il suo padre! (...) Oh, come sono amare le lacrime che sgorgano dai suoi occhi quando il suo più piccolo bambino, che ancora non capisce il mistero della morte, si getta nelle sue braccia e le dice: ‘Mamma, dov’è papà? Perché non torna? Io mi sento solo!’ La mia povera mamma passò quelle prove. Io sentivo i suoi singhiozzi durante le lunghe ore del giorno, e anche durante le ancor più lunghe ore della notte. Molte volte l’ho vista cadere sulle sue ginocchia per implorare Dio di essere misericordioso verso lei e i suoi tre infelici orfani. Non potevo fare altro che confortarla, amarla, pregare e piangere con lei! Erano passati solo pochi giorni dal seppellimento di mio padre quando vidi arrivare a casa nostra Mr. Courtois il parroco (quello che aveva cercato di portarci via la Bibbia). Egli aveva la reputazione di essere ricco, e dato che noi eravamo poveri e infelici da quando mio padre era morto, il mio primo pensiero fu che egli fosse venuto a confortarci e ad aiutarci. Potei vedere che mia madre aveva le stesse speranze. Ella lo accolse come un angelo dal cielo. (...) Dalle sue prime parole però potei comprendere che le nostre speranze non sarebbero state realizzate. Egli cercò di essere comprensivo, e disse persino qualcosa circa la fiducia che noi dovevamo avere in Dio, specialmente nei periodi di prova; ma le sue parole erano fredde e aride. Voltandosi verso di me, disse: ‘Continui a leggere la Bibbia, mio piccolo ragazzo? ‘Sì, signore,’ risposi, con una voce tremante di ansietà, perché temevo che egli avrebbe fatto un altro tentativo per portarci via quel tesoro, e io non avevo più un padre per difenderlo. Poi, rivolgendosi a mia madre, egli disse: - Io ti dissi che non era giusto per te e per il tuo bambino leggere quel libro’. Mia madre abbassò gli occhi e rispose solo con le lacrime che scorrevano giù dalle sue guance. La domanda fu seguita da un lungo silenzio, e il prete dopo continuò: ‘C’è qualcosa da dare per le preghiere che vengono cantate, e i servizi che tu hai richiesto siano offerti per il riposo dell’anima di tuo marito. Ti sarei molto grato se tu mi pagassi quel piccolo debito.’ ‘Mr. Courtois’, rispose mia madre, ‘mio marito non mi ha lasciato nient’altro che debiti. Io ho solo il lavoro delle mie mani per procurare da vivere ai miei tre bambini, di cui il più grande è davanti a lei. Per amore di questi piccoli orfani, se non per il mio, non ci prendere quel poco che ci è rimasto. ‘Ma tu non rifletti. Tuo marito è morto improvvisamente senza nessuna preparazione; egli è quindi nelle fiamme del purgatorio. Se tu vuoi che egli sia liberato, devi necessariamente unire i tuoi personali sacrifici alle preghiere della Chiesa e alle messe che noi offriamo’. ‘Come ti ho detto, mio marito mi ha lasciato assolutamente senza mezzi, ed è impossibile per me darti del denaro’, replicò mia madre. (...) ‘Ma le messe offerte per il riposo dell’anima di tuo marito devono essere pagate’, rispose il prete. Mia madre si coprì la faccia con il suo fazzoletto e pianse. Per quanto mi riguarda, io questa volta non mischiavo le mie lacrime con le sue. I miei sentimenti non erano di dolore, ma di rabbia e di indescrivibile orrore. I miei occhi erano fissi sul volto di quell’uomo che torturava il cuore di mia madre (...) Dopo un lungo silenzio mia madre alzò gli occhi, arrossati con le lacrime, sul prete e disse: ‘Vedi quella mucca nel prato, non lontano da casa nostra? Il suo latte e il suo burro che facciamo da essa formano la parte principale del cibo dei miei bambini. Io spero che tu non ce la porterai via. Se comunque, un tale sacrificio deve essere fatto per liberare dal purgatorio l’anima del mio povero marito, prenditela come pagamento delle messe da offrirsi per spegnere quelle fiamme divoranti’. Il prete si alzò all’istante dicendo: ‘Molto bene’, e uscì. I nostri occhi lo seguirono ansiosamente; ma invece di incamminarsi verso il piccolo cancello che era davanti alla casa, egli si diresse verso il campo, e guidò la vacca davanti a lui nella direzione di casa sua. A quella vista io gridai dalla disperazione: ‘O mamma mia! egli sta portando via la nostra mucca! Che sarà di noi?’ Il signor Nairn ci aveva dato quella splendida mucca quando essa aveva tre mesi (...) Io la nutrivo con le mie proprie mani, e avevo spesso diviso il mio pane con lei. Io l’amavo come un bambino ama sempre un animale che egli ha cresciuto. Sembrava anche che essa mi comprendesse e mi amasse. Da qualsiasi distanza essa mi poteva vedere, correva verso di me per ricevere le mie carezze e qualsiasi cosa io potessi avere da darle. Mia madre stessa la mungeva; e il suo ricco latte era così delizioso e sostanzioso per noi. (...) Anche mia mamma gridò dal dolore come vide il prete portare via gli unici mezzi che il cielo le aveva lasciato per nutrire i suoi bambini. Gettandomi nelle sue braccia, io le domandai: ‘Perché hai dato via la nostra mucca? Che sarà di noi? Noi moriremo sicuramente di fame’. ‘Caro figlio’, ella rispose, ‘Io non pensavo che il prete sarebbe stato così crudele da portarci via l’ultima risorsa che Dio ci aveva lasciato. Ah! se io avessi creduto che lui sarebbe stato così spietato io non gli avrei mai parlato come ho fatto. Come tu dici, mio caro figlio, che sarà di noi? Ma non mi hai tu spesso letto nella tua Bibbia che Dio è il Padre della vedova e dell’orfano? Noi pregheremo a quell’Iddio che è disposto ad essere tuo Padre e il mio; Egli ci ascolterà, e vedrà le nostre lacrime. Inginocchiamoci e chiediamogli di essere misericordioso verso di noi, e di restituirci l’aiuto del quale il prete ci ha privato’. Ci inginocchiammo. Ella prese la mia mano destra con la sua sinistra, e alzando l’altra mano verso il cielo, ella offrì una tale preghiera all’Iddio delle misericordie per i suoi poveri bambini che io non ho mai più udito da allora’ (Fifty years in the Church of Rome, London 1908, pag. 39-42). Le parole di Chiniquy fanno chiaramente capire che questa diabolica dottrina del purgatorio e del suffragio ha portato molti preti a divorare persino le case delle povere vedove. E che cosa ci si poteva aspettare di buono da essa?

 

 

L’omosessualità

L’omosessualità è una delle tante perversioni che si vanno sempre più diffondendo in questo mondo. Pare di vivere in mezzo a Sodoma e Gomorra, quelle due città antiche i cui abitanti si erano abbandonati anche a questo peccato, e che furono distrutte da Dio con il fuoco e lo zolfo.

E’ così diffusa oramai l’omosessualità che tanti anche qui in Italia pensano che sia giusto che gli omosessuali si ‘sposino’ anche loro e persino che adottino dei figli. Purtroppo tra questi ‘tanti’ ci sono anche degli Evangelici, che evidentemente hanno volto in dissolutezza la grazia di Dio e perciò hanno rinnegato il Vangelo, che dicono chiaramente che l’omosessualità è una ‘scelta di vita’ e non una perversione, e che quindi è giusto che lo Stato riconosca i ‘matrimoni’ tra omosessuali. Se in questa nazione passasse una tale legge, ad abominazione si aggiungerebbe una altra abominazione, e ciò con il favore anche di questi cosiddetti Evangelici che hanno persino dei rappresentanti politici nel Parlamento Italiano.

Nessuno ti inganni con vani ragionamenti, l’omosessualità è qualcosa in abominio a Dio secondo che è scritto: "Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole" (Levitico 18:22). Gli omosessuali (o sodomiti) sono dei peccatori, degli esseri umani che peccano contro natura (Rom. 1:27) e che non erediteranno il regno di Dio (1 Cor. 6:10). Ciò che li aspetta è la perdizione eterna.

Quando dunque incontriamo degli omosessuali, esortiamoli a ravvedersi dei loro peccati (tra cui c’è quello dell’omosessualità) e ad abbandonarli, e a credere nel nostro Signore Gesù Cristo per essere perdonati e liberati da ogni iniquità mediante la potenza del Vangelo. Non lusinghiamoli per il bene dell’anima loro.

 

 

Adornamento femminile

Paolo dice: "Similmente [io voglio] che le donne si adornino d’abito convenevole, con verecondia e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti sontuose, ma d’opere buone, come s’addice a donne che fanno professione di pietà" (1 Tim. 2:9-10).

Molto raramente questa esortazione di Paolo è rivolta ai santi da parte di coloro che sono preposti a pascere il gregge del Signore, ci sono infatti tantissimi credenti che nel corso di tanti anni di fede non l’hanno mai sentita dal pulpito. Eppure anch’essa fa parte delle parole della fede e della buona dottrina di cui deve essere nutrito un buon ministro di Cristo Gesù.

Ne consegue che molte sorelle pensano di potersi vestire ed adornare come vogliono e quindi le si incontra anche al locale di culto con la minigonna, con scollature vertiginose, con camicie aderenti, con gonne attillate e con spacchi, adornate d’oro, imbellettate, truccate e così via. Ovviamente, così vestite ed adornate queste sorelle costituiscono una pietra d’inciampo per gli uomini, perché attraggono i loro sguardi e sollecitano le passioni ingannatrici del vecchio uomo inducendoli a peccare, anche se solo con il pensiero magari.

Dunque, sorella nel Signore, attieniti alla Parola di Dio, non conformarti all’indecenza così tanto diffusa nella società, sii d’esempio anche nel tuo modo di vestire affinchè la tua luce risplenda in questo mondo di tenebre, e il nome del Signore sia glorificato in te.

A voi che siete preposti a pascere il gregge di Dio dico invece questo: ‘Fate presente alla fratellanza come Dio vuole che le sue figliuole vadano vestite e riprovate tutti quegli abiti femminili indecenti e provocanti indossati da tante sorelle, fatelo per il bene della Chiesa di Dio’.

 

 

L’amore del denaro

Paolo dice a Timoteo: "Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori" (1 Tim. 6:9-10).

Dunque, se vogliamo rimanere saldi nella fede non dobbiamo metterci ad amare il denaro.

Nessuno si illuda pensando che si può amare sia il denaro che Dio, non è così, Gesù infatti ha detto: "Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona" (Matteo 6:24). Come puoi ben vedere, chi si mette ad amare il denaro si mette ad odiare Dio.

 

 

Grati a Dio

Noi siamo grati a Dio per averci eletto a salvezza fin dal principio mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità.

Eravamo lontani da Dio, senza pace e senza speranza in mezzo a questo mondo di tenebre. Schiavi di ogni sorta di peccati, ribelli, traviati, insensati, odiosi e odiantici gli uni gli altri, ma Dio nel suo grande amore al tempo da Lui stabilito ha avuto misericordia di noi, ci ha avvicinati a Lui mediante il sangue di Cristo, ci ha donato la sua pace e una buona speranza, e ci ha affrancati dai nostri peccati. Egli ha fatto di noi dei suoi figliuoli, adesso possiamo fare quello che una volta non potevamo fare, cioè chiamarlo Padre.

A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen

 

 

Riposo e ricompensa

"E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono" (Apoc. 14:13).

Quindi, coloro che muoiono riconciliati con Dio, perché questo significa morire nel Signore, sono beati perché entrano nel riposo di Dio. Là essi si riposano dalle loro fatiche compiute per la gloria del Signore, ed alla resurrezione dei giusti saranno ricompensati per quelle fatiche (Luca 14:14; 1 Cor. 3:8; 2 Cor. 5:10) perché Dio non è ingiusto da dimenticare quello che facciamo per amore del suo nome (Ebrei 6:10). Bada bene però che il fatto che i morti in Cristo si riposino non significa che essi non sono coscienti, affatto, perché essi si trovano in paradiso dove vedono, sentono, possono parlare e ricordare.

Dunque, persevera nella fede e nel buon operare, continua ad affaticarti nel Signore sapendo che la tua fatica non è vana, essa per certo ha una ricompensa.

 

 

Le perfezioni invisibili di Dio

Nessun uomo può vedere Dio, dice Paolo a Timoteo (1 Tim. 6:16), ma tutti possono vedere le opere di Dio che sono moltissime. Il cielo, il sole, la luna, le stelle, il mare, i laghi e i fiumi, i monti e le colline, gli animali, le piante, solo per citarne alcune, sono tutte opere di Dio ed esse sono tutte perfette. Che perfezione meravigliosa possiamo contemplare in esse! Dunque, siccome sono tutte opere di Dio, esse testimoniano che il nostro Dio è perfetto, in altre parole tramite di esse noi possiamo vedere le sue perfezioni invisibili (Rom. 1:20).

Dio è perfetto in tutte le sue vie, Egli sa quello che sta facendo anche se noi sul momento non intendiamo quello che fa. Nulla è dovuto al caso, perché Dio controlla e guida tutto nella nostra vita. Come si può credere al caso quando Gesù ha detto che neppure un passero cade a terra senza il volere di Dio? Quindi non ti perdere d’animo in mezzo alle tue tribolazioni, perché l’Iddio che ha creato questo universo così perfetto, ha il pieno controllo di ogni fatto che ti succede, piccolo o grande che esso sia. Sappi che quello che ti succede fa parte del suo piano benevolo per la tua vita. Sì, benevolo, perché il suo scopo rimane sempre quello di farti del bene. Lui non commette errori di nessun genere, abbi fede in Lui, abbi fiducia nella sua sapienza che è infinita. Non rimarrai né deluso e neppure confuso.

 

 

Non vergognarti di Cristo

Gesù ha detto: "Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli" (Marco 8:38). Non vergognarti dunque di Cristo e delle sue parole in mezzo a questa generazione storta e perversa. A casa, al lavoro, a scuola, al mercato, davanti alle autorità civili o militari, e così via, quando Dio ti dà l’opportunità, parla di Lui e di quello che Lui ha detto e fatto. Sii forte, abbi coraggio, apri la tua bocca e Dio la riempirà.

 

 

Preghiere impedite

Pietro dice: "Parimente, voi, mariti, convivete con esse [le vostre mogli] colla discrezione dovuta al vaso più debole ch’è il femminile. Portate loro onore, poiché sono anch’esse eredi con voi della grazia della vita, onde le vostre preghiere non siano impedite" (1 Pietro 3:7).

Ecco dunque perché le preghiere di quei fratelli che maltrattano la propria moglie, insultandola e disprezzandola (e finanche picchiandola), non vengono esaudite. Dio è giusto e detesta un tale comportamento. Un marito non ha il diritto di disprezzare la propria moglie e di maltrattarla, chi pensa di avere questo diritto sbaglia grandemente, e sarà punito da Dio a suo tempo come merita. La propria moglie va amata come Cristo ha amato la Chiesa (Ef. 5:25), e come il proprio corpo.

 

 

Ce ne voliamo via

Che cos’è la vita nostra? Siamo un vapore che appare per un po’ di tempo e poi svanisce (Giacomo 4:14). Gli anni destinatici da Dio passano molto presto e noi ce ne voliamo via. Prova a pensare agli anni che hai vissuto fino ad ora, ti rendi conto come sono passati velocemente? Ma ti faccio una domanda che è più importante che è questa: ‘Per chi stai vivendo? Per te stesso o per il Signore?’ Noi figliuoli di Dio, infatti, siamo chiamati a vivere per Colui che è morto e risorto per noi e non più per noi stessi. Il nostro obbiettivo non deve essere quello di diventare ricchi, famosi e di darci ai piaceri della vita, ma quello di dare la nostra vita per i fratelli, di fare più bene possibile al nostro prossimo, di diffondere il Vangelo e aiutare a diffonderlo affinché più anime possibili si convertano, di vivere una vita santa e giusta affinché il nome di Dio sia glorificato in noi. Non ti illudere, in cielo sarai premiato per le tue fatiche nel Signore, non per le fatiche altrui, bada a te stesso dunque e sii zelante nelle opere buone. C’è gente che fa sforzi e sacrifici di ogni genere per cose sbagliate e vane; come possiamo dunque noi che abbiamo conosciuto la verità mostrarci meno zelanti per la causa di Dio di quanto siano zelanti i figli di questo secolo per le loro vanità? Sia dunque la nostra fede accompagnata da abbondanti opere buone, da un amore pratico e non solo verbale.

 

 

Non dimenticare

Il salmista diceva: ‘Benedici anima mia l’Eterno, e non dimenticare alcuno dei suoi benefici" (Salmo 103:2).

Studiamoci dunque di non dimenticare nessuno dei benefici che il Signore ci ha largito nella sua bontà. I suoi benefici sono veramente tantissimi, ognuno di noi potrebbe scrivere un grosso volume tanto essi sono numerosi!! Medita su di essi, parlane agli altri e benedici l’Iddio che ti ha largito questi benefici. Ricordati che quando gli Israeliti dimenticarono le cose grandi che Dio aveva fatto per loro, si gettarono alle spalle le Sue parole e Dio si adirò contro di loro per la loro condotta caparbia e ribelle. Non imitiamoli per il bene dell’anima nostra.

 

 

Gesù di Nazareth

Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, il Signore, il Figliuol dell’uomo, il Figlio di Dio, Dio benedetto in eterno, il Re d’Israele, il Re dei re, il Signore dei signori, il primo e l’ultimo, l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine, la Parola, la via, la verità e la vita, la resurrezione, il buon Pastore, il Capo della Chiesa, il Salvatore del mondo, il primogenito dai morti, il primogenito di ogni creatura, il Giudice dei vivi e dei morti, Colui che era che è e che viene. In Lui ho creduto, in Lui credo e in Lui continuerò a credere fino a che avrò un alito di vita.

A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Persecuzioni

Stamattina ho ricevuto una lettera di un fratello nel Signore, in cui tra le altre cose si leggono queste cose a proposito della persecuzione che infierisce contro la fratellanza in certe nazioni. Spero che esse ti facciano riflettere e ti incoraggino a ricordarti nelle tue preghiere di quei nostri fratelli e nostre sorelle che vengono maltrattati e messi in prigione a cagione del nome di Gesù Cristo.

 

.... ieri sera come chiesa abbiamo ricevuto la visita del fratello Lino Cavone di Porte Aperte, che si occupa della persecuzione dei cristiani nel mondo. Abbiamo visto un documentario che hanno fatto in vari paesi dove c'è la persecuzione, come il Messico. Parlava delle cose terribili che vengono fatte contro la chiesa: un pastore è stato catturato, torturato e mutilato prima di essere impiccato in un bosco. Suo fratello nell'intervista diceva che in quel momento si era quasi arrabbiato con Dio e disse che avrebbe voluto farsi giustizia da solo, e così quando lo chiamarono a dire un breve sermone al funerale di suo fratello, andò sul pulpito col desiderio di dire agli altri credenti di alzarsi e combattere. Invece dalla sua bocca uscì quel versetto che dice:

"Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti."

A un altro cristiano è stato comandato di confessare di essere un terrorista, e per convincerlo hanno preso suo figlio piccolo e gli hanno tagliato dei pezzi da entrambe le orecchie. Per farli fermare, quell'uomo ha dovuto confessare di essere un terrorista e così il bambino è stato lasciato libero ma lui è stato ucciso. A un altro fratello invece hanno detto di rinnegare Gesù altrimenti gli avrebbero ucciso il figlio. Lui non l'ha fatto e così hanno messo suo figlio in un'auto e gli hanno dato fuoco. Delle altre donne raccontavano di come erano state imprigionate e gli era stato dato da mangiare un cibo con dentro scarafaggi e pezzi di vetro. In Colombia e Perù la chiesa evangelica è perseguitata perché insegna ad amare Dio e il prossimo e a vivere secondo il Vangelo, mentre invece i leader locali guadagnano molti soldi dalla prostituzione, dai maghi (a cui forniscono polli da sacrificare e certe bevande), e dalle feste pubbliche a base di alcolici. Così, per abbattere la chiesa lanciano delle false accuse contro i cristiani, li portano davanti a dei tribunali dove i giudici e gli accusatori sono incappucciati per non farsi riconoscere, e li condannano. Hanno anche messo una tassa speciale da pagare per chiunque vuole comprare una Bibbia, mentre i libri sulla pornografia e la stregoneria non sono soggetti a questa tassa. Addirittura in quel paese si dice che molti fanno dei digiuni e delle preghiere al diavolo perché la chiesa cristiana sia distrutta. C'erano tantissime testimonianze, ma tutti quei cristiani perseguitati dicevano la stessa cosa: che nonostante tutto quello che subiscono e le cose terribili che gli fanno, loro amano gli uomini che li perseguitano e pregano per loro, perché sanno che il vero nemico non sono quegli uomini ma è Satana che li guida e li tiene schiavi dell'odio. Grazie a Dio, nel filmato un fratello raccontava di come mentre si trovava tra una decina di guerriglieri-terroristi, gli annunciò il Vangelo e poi chiese quanti di loro volessero accettare Gesù, e quasi tutti alzarono la mano, compreso il loro capo. I fratelli e le sorelle di quei paesi chiedevano di pregare per loro, per poter essere di buona testimonianza anche in quelle situazioni dolorose, e perché possano continuare la loro opera per il Signore. Dopo il documentario, molti fratelli e sorelle hanno riflettuto su come noi siamo avvantaggiati per la libertà di culto nel nostro paese, eppure spesso capita che per un mal di testa o un qualsiasi contrattempo evitiamo di andare al culto, mentre in quei paesi per riunirsi insieme o per parlare del Vangelo rischiano di morire; oppure leggiamo poco la Bibbia per metterci a fare altre cose, mentre in quei paesi non hanno le Bibbie e le vorrebbero poter leggere. I fratelli di Porte Aperte le hanno portate in valigie, 20 chili a testa, e quando sono arrivati alla dogana le guardie hanno aperto le valigie ma non sono riusciti a vedere le Bibbie. Poi c'era l'esame delle valigie ai raggi X, ma due facchini spuntati non si sa da dove hanno preso le valigie e le hanno portate oltre, senza farle passare per i raggi, e loro li hanno seguiti, e hanno potuto consegnare le Bibbie. Gloria a Dio! Quei fratelli hanno soprattutto un grande amore gli uni per gli altri, e per i loro nemici. Nel nostro paese invece, purtroppo anche nelle chiese, spesso si pensa solo a guerreggiare con gli altri reputandosi più santi degli altri, a fare sfoggio delle proprie conoscenze, a parlar male del prossimo e a rivolgersi con arroganza verso quelli che non conoscono Dio, così anziché dare una buona testimonianza e attirare le persone verso Cristo, si cammina da nemici della croce di Cristo.......

 

 

Il Figlio di Dio

Gesù di Nazareth è il Figlio di Dio, che da sempre esisteva in forma di Dio con Dio Padre in cielo prima che prendesse la forma di servo e diventasse simile ai figli degli uomini. Quando dunque diciamo che Gesù è il Figlio di Dio non intendiamo dire che ci fu un tempo nel quale egli non esisteva e poi Dio lo ha creato o generato.

Egli era Dio prima di scendere dal cielo per comando di Dio. E rimase Dio nei giorni della sua carne nonostante egli era un vero uomo. Infatti egli rimise i peccati e fu adorato. Varie volte egli confermò di essere Dio, in una di queste egli disse: "Prima che Abrahamo fosse nato io sono". Il Padre si compiacque di fare abitare in Cristo tutta la pienezza della Deità.

Il Figliuolo adesso alla destra del Padre è adorato da tutti gli angeli di Dio, e da tutti i santi che sono in cielo, il che conferma che Egli è Dio e per sempre lo sarà. Egli dunque è degno di essere adorato come il Padre, e noi suoi discepoli questo facciamo. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Dio esiste

Come ben sappiamo, gli atei affermano che Dio non esiste; ‘Non esiste un Creatore dell’universo’ dicono loro.

Ma supponiamo solo per un momento che Dio non esista, ma allora io vorrei domandare loro: ‘Come è venuto all’esistenza l’universo?’ E’ sempre esistito? Non può essere, non è logico. Si è creato da solo per caso? Non può essere neppure questo, è assurdo pensarlo, sarebbe come se io dicessi che il computer che uso è venuto all’esistenza da solo, o che la casa dove abito si è fatta da sé.

Non rimane altra scelta dunque che credere che Dio esiste e che Lui è il Creatore di tutte le cose. Sì, il creato rende testimonianza che esiste un Dio che lo ha fatto. I cieli raccontano la gloria di Dio, e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani (Salmo 19:1). Le sue perfezioni invisibili si possono chiaramente vedere sin dalla creazione del mondo essendo intese per mezzo delle opere sue (Rom. 1:20).

Chi dice o pensa che Dio non esiste è uno stolto secondo che è scritto: "Lo stolto ha detto nel suo cuore: Non c’è Dio" (Salmo 14:1).

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen

 

 

Rendiamo grazie

Fratelli e sorelle, rendiamo grazie a Dio per averci messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce.

Noi un giorno brancolavamo nel buio, senza sapere dove andavamo, le tenebre ci avvolgevano, ma a Dio è piaciuto illuminarci e riscattarci dalla potestà delle tenebre. Ora siamo nella luce ed anche luce nel Signore. Risplenda dunque la nostra luce nel cospetto degli uomini.

 

 

Sviamento

Alcuni giorni fa ho avuto la triste notizia che un pastore pentecostale che anni addietro avevo conosciuto personalmente ha abbandonato la moglie con un figlio e si è messo a vivere con una donna divorziata. Adesso non vuole più sentire parlare del Signore, e frequenta le discoteche dove trascina pure il figlio avuto dalla moglie.

Il suo sviamento ha provocato un grande scandalo. Questa notizia molto triste mi ha fatto riflettere molto sul quel passo dell'apostolo Paolo ai Corinzi: "Chi si pensa di stare ritto, guardi di non cadere" (1 Cor. 10:12).

Badiamo a noi stessi, rimaniamo attaccati al Signore perchè triste ed amara cosa è abbandonare il Signore e non avere di Lui alcun timore.

 

 

Siamo nella gioia

Il Signore ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gioia. A Lui che ci ha riempiti di una gioia ineffabile e gloriosa sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Essere grati

‘Un battello naufragato presso la costa, mandava pressanti appelli di aiuto. Un salvatore benevolo, il dottor Chalmers, si gettò in acqua. Una volta, due volte, tre volte, riportò a nuoto alla riva dei poveri naufraghi. Ma il terzo salvataggio rischiò di essergli fatale. Egli dovette essere ricoverato in ospedale. Alcuni anni dopo, il predicatore Moody ricordava, in una riunione, quel triplice salvataggio per illustrare il messaggio dell’Evangelo. Vennero a dirgli che Chalmers era presente nella sala. Moody invitò quell’uomo coraggioso a venire sul pulpito e gli chiese che cosa lo avesse maggiormente colpito in quell’avvenimento indimenticabile: ‘Ebbene, rispose Chalmers, è che nessuno di quei tre uomini sia mai venuto a dirmi grazie’. Ci torna in mente un’altra storia vera, molto diversa: quella di una povera donna che corse lei pure il rischio di annegare, mentre lavava i panni nel torrente, e fu salvata da un passante: ‘Oh! Signore, esclamò, lei mi ha salvato la vita e non ho niente da darle per ringraziarla … nient’altro che questo mastello in cui lavo i panni della gente del paese’. Era il suo mezzo di sostentamento, quello che ella aveva di più prezioso. Il salvatore rifiutò, naturalmente’ (Il Buon Seme, Edizioni Il Messaggero Cristiano, 15048 Valenza, 26 Giugno 1995).

Il Signore Gesù Cristo ci ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso, ha fatto posare i nostri piedi sulla roccia ed ha stabilito i nostri passi. Non avremmo giammai potuto salvarci da soli, ma Lui nel suo amore diede la sua vita per noi per salvarci. Siamogli dunque grati per tutto il resto della nostra vita, non solo ringraziandolo, ma anche vivendo una vita santa, giusta, e pia; una vita che porti gli uomini a glorificare il suo Nome e ad avvicinarsi a Lui. E studiamoci di essere grati pure verso coloro che ci fanno del bene, non importa che tipo di bene ci fanno. La Scrittura dice infatti: "Siate riconoscenti" (Col. 3:15)

 

 

Cattivi segnali

Da Giovedì 27 Maggio 2004 a Sabato 29 Maggio 2004 si è tenuta a Ponte Tresa (Varese), una manifestazione dal titolo ‘Maratona della Bibbia, Lettura del nuovo Testamento’. La Manifestazione è stata organizzata dal Comune di Lavena Ponte Tresa e dalla Chiesa Evangelica "Il Buon Seme" di Pazzallo Ticino (il cui pastore è Antonio Fante). La manifestazione si è tenuta sulla piazza San Giorgio che è proprio davanti alla Basilica Cattolica Romana di Ponte Tresa. Alla manifestazione – durante la quale a turno varie persone hanno letto il Nuovo Testamento e che è stata conclusa da un concerto di Albino Montisci - hanno partecipato tra gli altri, la Chiesa ADI (Assemblee di Dio in Italia) di Ponte Tresa di cui è pastore mio zio Restivo Gandolfo. E udite, udite, vi ha partecipato anche il prete della chiesa cattolica romana di Ponte Tresa che ha letto anche lui il Nuovo Testamento assieme agli Evangelici.

Quando ho sentito questa notizia sono rimasto disgustato; come si fa come figliuoli di Dio a partecipare a queste manifestazioni di chiaro stampo ecumenico che non fanno altro che portare confusione nella Chiesa di Dio? Come si fa ad andare a leggere il Vangelo assieme a dei preti che hanno bisogno che gli si predichi il Vangelo affinché si convertano dagli idoli all’Iddio vivente? Non dice forse la Scrittura di non metterci con gli infedeli? Come si fa a mettersi con persone con cui non c’è nessuna comunione di spirito perché hanno annullato la Parola di Dio con la loro tradizione? E c’erano persino i membri della chiesa ADI di Ponte Tresa con a capo il loro pastore!! Quello stesso mio zio che tanti anni fa, quando poco dopo la mia conversione mi capitava di parlare con lui, mi diceva chiaramente che queste manifestazioni non si addicono ai figliuoli di Dio!! Evidentemente ha cambiato idea!! Io non faccio parte delle ADI ma ho i miei genitori ed altri parenti nelle ADI e rimango disgustato nel vedere cattivi segnali di questo genere anche nelle ADI. I miei genitori non hanno partecipato alla manifestazione perché membri di una chiesa di un altro paese vicino a Ponte Tresa, e sono contrari ad essa.

Attenzione fratelli e sorelle, lo ripeto attenzione, perché a poco a poco tanti credenti stanno abbassando la guardia, la loro posizione nei confronti del cattolicesimo romano si è notevolmente ammorbidita o per ignoranza o per interessi personali. Guardatevi da tutti coloro che in una maniera o nell’altra collaborano con i cattolici romani e non hanno il coraggio di riprovare sia privatamente che pubblicamente le eresie e le superstizioni della chiesa cattolica romana. I cattolici romani vanno evangelizzati, scongiurati a ravvedersi dei loro peccati, e a credere nel Vangelo della grazia di Dio, con ogni franchezza, senza paura di niente e di nessuno. E una volta che si pentono e credono vanno esortati ad uscire dalla chiesa cattolica romana immediatamente.

 

 

Riscattati

"Celebrate l’Eterno, perch’egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno! Così dicano i riscattati dall’Eterno, ch’egli ha riscattati dalla mano dell’avversario e raccolti da tutti i paesi, dal levante e dal ponente, dal settentrione e dal mezzogiorno" (Salmo 107:1-3).

Noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo siamo coloro che sono stati riscattati dalla mano dell’avversario, cioè il diavolo. Eravamo infatti schiavi del peccato e sotto la potestà delle tenebre, ma un giorno Dio nella sua misericordia e grande bontà ci ha salvati e resi liberi. Egli ci ha salvato dunque non per opere buone che noi avessimo fatte, ma in virtù della sua misericordia. Gloria al suo nome ora e per sempre!

 

 

Fare politica

Ieri (10 Giugno 2004) ho ricevuto la seguente lettera:

 

Cari fratelli

vi ringrazio per tutto quello che avete fatto e che farete fino all'ultimo momento disponibile per le votazioni che iniziano sabato 12 giugno e finiscono domenica sera 13 giugno. Tenendo presente che il voto lo posso ricevere dalle seguenti regioni: Lazio, Umbria, Toscana e Marche.

Pur non avendo ricevuto nessun finanziamento abbiamo raggiunto migliaia di persone con zero centesimi di spese. Per noi questa è una occasione eccezionale per inserire un pastore evangelico nel parlamento europeo. Significa che il mondo evangelico italiano può aumentare la sua presenza in Italia ed in Europa.

Da calcoli fatti bastano duemila preferenze espresse per essere eletto. Potete farlo via e-mail, con il telefono oppure via sms, chiedendo di replicare l'iniziativa. Il testo potrebbe essere: AL PARLAMENTO EUROPEO VOTA CODACONS, LISTA CONSUMATORI E SCRIVI CLAUDIO ZAPPALA'..., ed aggiungete voi una ragione per farlo.

Vi chiedo di ripassare la parola a chi già l'avete comunicato, e di dirlo anche a chi non l'avete detto. Il nostro poco moltiplicato centinaia di volte può farci raggiungere obiettivi mai raggiunti.

Bisogna far mettere un segno sul logo CODACONS, LISTA CONSUMATORI e far scrivere CLAUDIO ZAPPALA'

Dio ci benedica per tutto quello che stiamo facendo per la Sua opera.

vostro, Claudio Zappalà

 

Che dire? E’ veramente scandaloso che ci siano pastori evangelici che si danno alla politica anche qui in Italia. La Parola di Dio insegna che un pastore è chiamato a pasturare e a sorvegliare il gregge del Signore, questa è l’opera che Dio gli ha affidato e questa opera egli deve adempiere. Se un pastore entra in politica si corrompe e non potrà più adempiere il ministerio affidatogli dal Signore. Paolo diceva a Timoteo: "Uno che va alla guerra non s’impaccia delle faccende della vita; e ciò, affin di piacere a colui che l’ha arruolato" (2 Tim. 2:4). Pare proprio invece che in questi ultimi tempi molti di quelli che sono stati arruolati dal Signore nel suo esercito per combattere la buona guerra non fanno altro che impacciarsi nelle faccende della vita! E poi che esempio ci ha lasciato il Sommo Pastore? Non è forse vero che Lui nei giorni della sua carne non si diede a nessuna forma di politica per piacere a Colui che lo aveva mandato? Non è forse vero che Lui disse che il suo regno non era di questo mondo? Non è forse vero che Lui si studiò di piacere solo al Padre suo compiendo l’opera sua che era quella di annunciare la Sua Parola e di compiere l’espiazione dei nostri peccati?

Nessuno vi seduca fratelli e sorelle, entrare in politica non si addice ai santi, quindi guardatevi da tutti coloro che vogliono farvi credere il contrario.

 

‘La Dieta della Bibbia’ - Una dottrina di demoni

Ecco parte di un articolo del 22 giugno 2004 scritto dal giornalista Davide Varì

 

Dagli Usa la dieta della Bibbia. "Il cibo per allontanare Satana" Messa a punto dal reverendo Malkmus: "Descritta da Dio ai tempi della Creazione"

ROMA - Si chiama "Bible Diet". Non è la marca di un nuovo prodotto dimagrante, ma una vera e propria dieta ispirata direttamente alle Sacre Scritture. L'autore è il reverendo californiano George H. Malkmus, preoccupato della salute del corpo dei propri fedeli almeno quanto la salvezza della loro anima.

"Dovete imparare a respingere Satana in modo che il vostro fisico sia degno dello Spirito Santo", le parole del reverendo-dietologo. Una battaglia contro il "life-style" corrotto del nuovo millennio, manifestazione evidente del maligno anche in tavola.

Il catalogo è semplice: spremute di carote a volontà, verdure crude, tanta frutta e poca pasta. Divieto assoluto di tutti i prodotti animali tranne il miele puro. Sul sito dell'Associazione Hallelujah Diet (www.hacres.com/founders.asp) si può leggere: "Il signore ci ha dato tutto quello di cui avevamo bisogno nel giardino dell'Eden: frutti, semi e acqua". Il resto è superfluo e dannoso. …….

http://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/esteri/dietabibbia/dietabibbia/dietabibbia.html

 

Quando ho letto di questa dieta chiamata ‘Bible Diet’, cioè ‘Dieta della Bibbia’, mi sono venute subito in mente le parole dell’apostolo Paolo a Timoteo: "Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l’astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie. Poiché tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da riprovare, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera" (1 Tim. 4:1-5).

Dunque la dieta di questo reverendo non è altro che una dottrina di demoni perché consiste nel divieto di mangiare certi cibi creati da Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, vietare di mangiare – non importa per quale ragione – certi cibi che Dio ha creati è una dottrina di demoni al pari del divieto di sposarsi.

State saldi nella fede e attaccati alla Parola di Dio.

 

 

Rallegratevi

O voi che siete stati salvati, rallegratevi nel Signore, da capo dico: 'Rallegratevi. Perchè Il Signore vi ha purificato dai vostri peccati mediante il suo prezioso sangue. Egli ha purificato la vostra coscienza dalle opere morte. Quello che le tante 'acque sante' o i svariati 'riti propiziatori' esistenti un po’ in tutto il mondo, non possono fare perché sono vanità ingannatrici Cristo nella sua misericordia lo ha fatto a noi perché Egli – come disse Giovanni il Battista - è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo! Lui solo ha il potere di cancellare i peccati dalla coscienza dell’uomo. Quale grande cosa abbiamo ricevuto noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo! Non dimentichiamocene mai. E studiamoci di essere riconoscenti verso Colui che ha operato questa meravigliosa purificazione nella nostra vita, vivendo una vita degna del Vangelo.

A Cristo sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Ricordo alcune cose alle sorelle

Ricordo a tutte le sorelle in Cristo di adornarsi con verecondia e modestia, come dice la Scrittura, al fine di risplendere come luminari in mezzo a questo mondo di tenebre, e al fine di glorificare Dio nel loro corpo. Adornarsi con verecondia e modestia, significa indossare vesti modeste e non provocanti, e quindi significa non mettersi addosso minigonne, gonne attillate, camicie trasparenti e attillate, quelle gonne con spacchi audaci che vanno tanto di moda oggi, quelle camicette che mettono in mostra l’ombellico, vesti sontuose, ecc.; e ovviamente significa anche non mettersi addosso gioielli. Significa pure non truccarsi e non intrecciarsi i capelli. Non cercate di essere seducenti e provocanti, fareste del male a voi stesse e al vostro prossimo. Abbiate un portamento che si conviene a donne che fanno professione di pietà; siate serie, pure, semplici, umili, buone, e ricche in buone opere.

 

 

Guardatevi dagli idoli

Alcuni giorni fa un giovane cattolico romano, dopo che gli avevo detto che la chiesa cattolica romana ha tolto dal suo catechismo il secondo comandamento (ma si è ben guardata dal toglierlo dalla Bibbia) – cosa questa che lo ha meravigliato non poco – mi ha fatto questa domanda: ‘Ma chi glielo ha fatto fare alla chiesa cattolica romana di togliere il secondo comandamento, che vieta la costruzione di immagini e statue e il culto delle medesime, dal catechismo?’ La risposta che gli ho dato è questa: ‘E’ il diavolo che glielo ha fatto fare, per fare credere alle persone ignoranti e ingenue come te che sia lecito farsi immagini e statue di Pietro, Paolo, Maria ecc. e rendergli il culto, quando invece tutto ciò è un abominio nel cospetto di Dio!’

Sì, fratelli e sorelle, il diavolo con la sua astuzia vuole fare credere, e ci riesce, a tanta gente anche qui in Italia che possono tranquillamente farsi immagini e statue di cose o di persone che sono in cielo e rendergli il culto (non importa se esso è chiamato ‘venerazione’ o ‘adorazione’, sempre di un culto si tratta). Egli è il seduttore di tutto il mondo, e tanti sono rimasti vittime della sua astuzia. Fuggite l’idolatria, guardatevi dagli idoli della Chiesa Cattolica Romana come da qualsiasi altro idolo. Gli idolatri non erediteranno il regno di Dio, ma saranno gettati nel fuoco eterno.

Adorate Iddio in ispirito e verità, perché tali sono gli adoratori che Egli richiede. E chi dovesse avere ancora in casa sua statue o immagini o medaglie di questo o quell’altro ‘santo’, li distrugga immediatamente e li butti via. Sono cose in abominio a Dio, cose nelle quali non c’è potere di fare alcunché di bene, sono cose morte.

 

  

La nostra speranza

A Suo tempo, Gesù discenderà dal cielo, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, allora i morti in Cristo risorgeranno i primi, poi noi viventi che saremo rimasti saremo mutati in un batter d’occhio e verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole a incontrare il Signore nell’aria.

Questa è la nostra speranza, e noi figliuoli di Dio abbiamo fiducia che vedremo l’adempimento di questa speranza. Rallegriamoci e gloriamoci dunque nella speranza della gloria di Dio. E mentre aspettiamo la beata speranza, purifichiamoci d’ogni contaminazione di carne e di spirito compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio, perché Giovanni dice che chiunque ha questa speranza in lui, si purifica come Egli è puro (cf. 1 Giovanni 3:3). Non illudetevi, chi non vuole purificarsi ma vuole piuttosto contaminarsi, alla venuta del Signore si ritirerà da Lui coperto di vergogna.

Gloria a Dio, che nella sua misericordia ci ha dato una buona speranza.

 

 

Perdoniamo

Gesù ha detto che se noi non perdoniamo agli uomini i loro peccati, neppure Dio perdonerà i nostri peccati (cf. Matteo 6:15).

Badiamo a noi stessi dunque, e se il nostro fratello pecca contro di noi e si pente e viene da noi a chiederci perdono, perdoniamolo di cuore. Altrimenti, quando saremo noi ad andare da Dio a chiedergli perdono per qualche nostro peccato Lui rifiuterà di perdonarci.

 

 

Siate contenti delle cose che avete

Vi ricordo che non avete portato nulla in questo mondo e che non potrete portare via nulla da esso. Quindi siate contenti delle cose che avete.

Non cercate di diventare ricchi materialmente, cadreste in tentazione e in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze che vi affonderebbero nella distruzione e nella perdizione.

Il denaro va usato (saggiamente) ma non amato; sappiate che chi sulla terra ha amato il denaro adesso è nel fuoco dell’inferno a piangere e stridere i denti. Siate ricchi in buone opere, al fine di farvi un tesoro ben fondato nel regno dei cieli, là dove i ladri non sconficcano né rubano e dove né tignola né ruggine consumano.

 

 

Meglio poco con giustizia, che grandi entrate senza equità

La Sapienza dice: "Meglio poco con giustizia, che grandi entrate senza equità" (Proverbi 16:8). Non pensare dunque – come molti - che sia meglio avere grandi entrate senza equità che poco con il timore di Dio.

 

 

Dio mi ha dato la vita eterna

Dio mi ha dato la vita eterna nella sua misericordia. Non meritavo nulla perché vivevo lontano da Lui, camminavo secondo i desideri della carne, ero un ribelle ed insensato. Ma Lui nel suo grande amore che ha avuto per me anche quando ero morto nei miei peccati mi ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Del suo amore voglio parlare, il suo amore voglio esaltare, il suo amore voglio ricordare.

Gloria al suo nome ora e in eterno. Amen

 

 

Gesù è risorto

Ricordati che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il terzo giorno risuscitò dai morti con un corpo immortale e glorioso, perché non era possibile che Egli fosse ritenuto dagli angosciosi legami della morte. E dopo la sua resurrezione Egli apparve ai suoi discepoli e mangiò e bevve con loro. E ricordati pure che se Cristo non fosse risorto dai morti noi saremmo ancora nei nostri peccati.

Gloria al suo nome ora e in eterno.

 

 

La parola della croce

La parola della croce è pazzia per quelli che periscono. Essi ci dicono: ‘Ma voi siete tutti dei matti!’ e: ‘Ma che andate dicendo?’ Per noi invece la parola della croce è potenza di Dio e sapienza di Dio. Noi sappiamo infatti che essa è in grado di salvare l’uomo peccatore, se egli si pente e crede in essa. Continuiamo dunque ad annunciarla a questo mondo, non vergogniamoci di essa.

 

 

Vi ricordo …

Vi ricordo di "non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare" (1 Corinzi 5:11).

 

 

Riscattati dalle mani dell’avversario

In questo mondo quando qualche ostaggio viene liberato dalle mani dei suoi rapitori, c’è grande festa. E’ normale e giusto che sia così. Ma io dico: ‘Quanto più dovremmo rallegrarci noi figliuoli di Dio quando un peccatore viene liberato dalle mani del diavolo per mezzo del Vangelo!’ Quella infatti è la più grande liberazione che un essere umano possa sperimentare. Egli viene riscattato dalla potestà delle tenebre e trasportato nel regno del Figliuolo di Dio, in cui c’è luce e remissione dei peccati. Egli smette di essere uno schiavo del peccato, e diventa un servo di giustizia. Egli smette di essere un figlio d’ira, e diventa un figlio di Dio lavato nel prezioso sangue di Cristo per mezzo del quale sarà salvato dall’ira a venire.

Rallegriamoci dunque nel Signore e diamogli gloria quando un peccatore viene riscattato dalle mani dell’avversario, e ricordiamoci che l’uomo può essere liberato dalla potestà del diavolo in virtù di quello che Gesù Cristo ha compiuto sulla croce del Calvario, cioè, in virtù della morte che Cristo ha patito per noi tutti. Ultima cosa ma non meno importante, si rallegrino nel Signore e glorifichino Dio tutti coloro che sono stati liberati dalle mani del diavolo.

 

 

 

Camminiamo per lo Spirito

Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del Suo Figliuolo, il quale attesta con il nostro spirito che siamo figliuoli di Dio. Lo Spirito è santo e ci brama fino alla gelosia, talchè dobbiamo studiarci di vivere santamente al fine di non provocarlo a gelosia. Non camminiamo secondo la carne, perché ciò a cui la carne ha l’animo è morte; ma camminiamo per lo Spirito, perché ciò a cui lo Spirito ha l’animo è vita e pace.

Ricordiamoci che chi semina per la propria carne mieterà dalla carne corruzione, mentre chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna.

 

 

Predestinati

Dio ci ha eletti in Cristo prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinnanzi a Lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati per mezzo di Cristo come suoi figliuoli.

Quindi noi abbiamo creduto nel Signore perché siamo stati predestinati a credere nel Signore – è mediante la fede in Cristo infatti che si diventa figliuoli di Dio – come lo furono gli antichi discepoli del Signore. Ciò vuol dire che – come dice Paolo – non dipende né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. Gloria a Dio ora e in eterno. Amen.

 

 

Ti aspetta la gloria

Il predicatore Dwight L. Moody (1837-1899) stava per terminare il suo corso.

‘Suo figlio primogenito, seduto vicino al suo letto, udì il padre mormorare: ‘La terra si allontana, il cielo si apre. Dio mi chiama. – Sogni, papà? – dice il figlio. – No, non sogno, sto arrivando’. Poi il morente ricadde nell’incoscienza per uscirne un momento più tardi ed esclamare: ‘E’ questa la morte? Non è una cosa triste, è una cosa gloriosa’. Sua figlia gli disse: ‘Padre, non lasciarci’. ‘Dio mi chiama, devo partire. E’ un giorno di vittoria che aspetto da tanto tempo’ (Il Buon Seme).

Traggo spunto da questo fatto per ricordarti che per un figlio di Dio morire è guadagno perché egli si diparte dal corpo e va ad abitare con il Signore in cielo dove non c’è più sofferenza né persecuzione da patire, e dove egli si riposa dalle sue fatiche. Per questo egli desidera partire dal corpo ed essere con il Signore. Non preoccuparti dunque nel vedere che il giorno della tua dipartenza si sta avvicinando. Conserva la tua fede nel Signore Gesù Cristo fino alla fine, e allora per te si apriranno i cieli. Sappi, fratello, che ti aspetta la gloria, non lasciarti sedurre dal serpente antico che non vuole che tu entri nel regno celeste del nostro Salvatore e Signore e che perciò tenta in tutte le maniere di farti sviare dalla fede. Resisti al diavolo, stando fermo nella fede.

 

 

Conducetevi da savi

Fratelli nel Signore, non siate compagni degli uomini ribelli, "perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele; poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto. Ma tutte le cose, quando sono riprese dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Perciò dice: Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti, e Cristo t’inonderà di luce. Guardate dunque con diligenza come vi conducete; non da stolti, ma da savî; approfittando delle occasioni, perché i giorni sono malvagi. Perciò non siate disavveduti, ma intendete bene quale sia la volontà del Signore. E non v’inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza; ma siate ripieni dello Spirito, parlandovi con salmi ed inni e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore; rendendo del continuo grazie d’ogni cosa a Dio e Padre, e nel nome del Signor nostro Gesù Cristo; sottoponendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo" (Efesini 5:7-21).

 

 

L’afflizione

Noi siamo stati chiamati da Dio non soltanto ad ottenere la sua eterna gloria in Cristo, ma anche a soffrire per il nome di Cristo. E ci gloriamo sia nella speranza della gloria di Dio che nelle nostre afflizioni, perché sappiamo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza.

In mezzo dunque alle nostre sofferenze ricordiamoci che non ci accade nulla di strano ma soltanto quello a cui siamo stati destinati, infatti noi dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni. Diletti, sopportiamo con pazienza ogni afflizione, stando fermi nella fede e perseverando nel buon operare, rallegrandoci di essere reputati degni di partecipare alle sofferenze di Cristo.

 

 

Il destino finale dei giusti e quello degli empi

Chi vince, vale a dire chi crede che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e persevera nella fede fino alla fine, entrerà nella Nuova Gerusalemme, che è la città che ha i veri fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio, che Dio ha preparato per i santi.

Ma quanto ai codardi, agli increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli adulteri, agli effeminati, ai sodomiti (omosessuali), agli stregoni, agli idolatri, agli ubriachi, ai ladri, agli avari, ai bestemmiatori, ai rapaci, e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda, dove saranno tormentati per l’eternità.

Se dunque sei un credente ti esorto a conservare la tua fede nel Signore Gesù Cristo fino alla fine; se invece sei ancora tra i peccatori la cui via mena alla perdizione eterna, ti esorto a ravvederti e a credere nel Signore Gesù per ottenere la remissione dei tuoi peccati.

 

 

L’abbigliamento del capo pellerossa

Chawundai, capo pellerossa dell’America del Nord, diventato cristiano, fu invitato in Inghilterra. In occasione di diverse riunioni, testimoniò della sua fede. Un giorno disse: ‘Ho sentito dire che tra i miei uditori vi sono persone a cui dispiace che io non mi presenti qui nel mio costume di capo pellerossa. Credo che vi avrebbe spaventati. Vi spiegherò com’ero vestito nel mio paese quando ero ancora pagano. Il mio viso era dipinto di rosso, avevo un ciuffo di piume sulla testa e una coperta di lana sulla schiena. Sul petto guarnito di ornamenti d’argento, portavo un fucile, alla cintola, tre coltelli per scotennare, e su una spalla, un’ascia. Volete sapere perché non porto più questo equipaggiamento? Leggete 2 Corinzi 5:17: "Se dunque uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove". Ecco ciò che mi è avvenuto. Diventando cristiano, ho deposto il mio costume di pagano e ho rinunciato per sempre ai miei coltelli e alla mia ascia. Ecco la mia arma!’ E mostrò la sua Bibbia ripetendo: ‘Tutte le cose sono diventate nuove’.

 

Da: Il Buon Seme

 

 

I figli

I figli vanno allevati in disciplina e in ammonizione del Signore, per cui non deve essere loro permesso di fare tutto quello che vogliono. Va loro chiaramente detto che certe cose (fumare, ubriacarsi, avere rapporti sessuali prima del matrimonio, bestemmiare, dire parolacce, mentire, frequentare cattive amicizie, vestirsi in maniera indecente, per citarne solo alcune) non le devono fare. Se non ubbidiscono vanno ripresi e quando è necessario anche percossi. E ciò per il loro bene. La sapienza dice infatti: "Chi risparmia la verga odia il suo figliuolo, ma chi l’ama lo corregge per tempo" (Proverbi 13:24), ed anche: "Non risparmiare la correzione al fanciullo; se lo batti con la verga, non ne morrà; lo batterai con la verga, ma libererai l’anima sua dal soggiorno de’ morti" (Proverbi 23:13-14).

 

 

Il castigo per cui abbiamo pace è stato su Lui

Si racconta che un certo principe Camillo regnava sui suoi sudditi caucasici con molta saggezza e giustizia.

Quando vide che il suo popolo cadeva sempre più nella trappola del gioco d’azzardo, decise di farla finita con quel flagello. Camillo dichiarò: Chi sarà colto in flagranza di reato, riceverà cento colpi di frusta!

Tutti furono informati di quella legge severa. Tuttavia non trascorse molto tempo dall’emissione del decreto al momento in cui il primo colpevole comparve davanti al giudice. Ma quale costernazione per Camillo quando vide che era sua madre stessa che era stata sorpresa a giocare! Che cosa doveva fare ora il principe? La sua legge era irrevocabile, e la giustizia esigeva la punizione della colpevole!

Arrivò il giorno in cui la rea doveva essere punita. Ma quando il primo colpo stava per cadere sulla sua schiena, Camillo ordinò con voce risoluta: ‘Alt!’ Poi si avvicinò a sua madre, scoperse la propria schiena, chiese di slegare la madre dal palo e di attaccare lui al suo posto. E comandò: ‘Dammi cento colpi e non uno di meno!’

Cento colpi di frusta lacerarono la schiena dell’innocente. L’amore per sua madre aveva spinto il figlio a lasciarsi battere al suo posto’

(Da: Il Buon Seme)

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nel suo grande amore verso noi, si caricò delle nostre iniquità sulla croce del Golgota affinché noi ottenessimo la remissione dei nostri peccati e fossimo riconciliati con Dio. Possiamo dunque dire che ora noi abbiamo pace con Dio in virtù del castigo che fu su Lui. Mostriamoci dunque riconoscenti verso il nostro Salvatore, facendo quello che Lui ci comanda di fare. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

  

Il lievito dei Farisei e dei Sadducei

Un giorno Gesù comandò ai suoi discepoli di guardarsi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei, ossia dalla dottrina di quelle due sette giudaiche (cfr. Matteo 16:12). E questo perché la loro dottrina contrastava la Parola di Dio. I Sadducei per esempio negavano la resurrezione dei morti, mentre i Farisei con il loro insegnamento inducevano le persone a non onorare il padre e la madre. Ancora oggi c’è del lievito da cui guardarsi, che è costituito da tutte le false dottrine che vengono insegnate in mezzo al popolo di Dio. Per menzionarne solo alcune; la gap-theory, la negazione del fuoco dell’inferno, la dottrina che dice che quando Cristo ritornerà non inizierà nessun millennio (regno di mille anni) sulla terra, la dottrina che afferma che un credente non può scadere dalla grazia (‘una volta salvati sempre salvati’), la dottrina che afferma che la donna non deve velarsi il capo quando prega o profetizza, la dottrina che afferma che la donna può insegnare, la dottrina che afferma che un credente può risposarsi se sua moglie gli è infedele, la dottrina che afferma che noi possiamo mangiare il sangue, le cose sacrificate agli idoli e le cose soffocate, la dottrina che dice che il battesimo con lo Spirito Santo non è accompagnato dal parlare in lingue, la dottrina che afferma che con la morte degli apostoli o con il completamento del Canone del Nuovo Testamento i doni dello Spirito Santo sono cessati. Fratelli e sorelle, guardatevi da queste dottrine; riprovatele e confutatele.

 

 

Ritiratevi da loro

L’apostolo Paolo ha scritto le seguenti parole: "Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici" (Romani 16:17-18).

Ecco quello che si deve fare nei confronti di coloro che fomentano le dissensioni e gli scandali in mezzo alla Chiesa di Dio; ritirarsi da loro. Non bisogna nè coccolarli, né stimarli, né osannarli, e neppure sostenerli, come fanno purtroppo molti nella loro ignoranza e ingenuità, ma bisogna ritirarsi da loro. E oltre a ciò bisogna avvertire gli altri fratelli affinché anch’essi si guardino da questi cianciatori e seduttori di menti, il cui dio è il ventre, la cui fine è la perdizione, gente sensuale che ha l’animo alle cose della terra, che per amore di disonesto guadagno calpesta la Parola di Dio a più non posso. Non vi illudete, se non vi ritirate da costoro, porterete la pena della vostra ribellione.

 

 

Incoraggiamento

Le opere buone che tu compi in Cristo Gesù sono gradite a Dio e per ognuna di esse un giorno tu sarai premiato, non lo dimenticare mai questo. Quindi non ti scoraggiare nel fare il bene ma persevera nel buon operare fino alla fine.

 

 

Ama la correzione

La Sapienza dice: "Chi ama la correzione ama la scienza, ma chi odia la riprensione è uno stupido" (Proverbi 12:1).

Guardati dunque dal disprezzare la correzione del Signore e dall’odiare la sua riprensione, perché ne avresti solo del male, per certo ne porteresti la pena.

Sappi questo, che il Signore ci corregge e ci riprende per il nostro bene e non per il nostro male, affinché noi siamo partecipi della sua santità. Dunque, sii savio e mostrati riconoscente verso Colui che nella sua fedeltà ci corregge e ci riprende.

 

 

Per certo Egli ritornerà

Fratelli e sorelle nel Signore, continuiamo ad aspettare con fede e pazienza il ritorno del Signore dal cielo. Per certo Egli a suo tempo apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza in un fuoco fiammeggiante, per essere glorificato e ammirato in tutti coloro che hanno creduto nel Suo nome, e per fare vendetta di coloro che non conoscono Dio e non ubbidiscono al Vangelo di Cristo, i quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza.

 

 

Schiva le profane ciance

Paolo disse a Timoteo: "Ma schiva le profane ciance, perché quelli che vi si danno progrediranno nella empietà e la loro parola andrà rodendo come fa la cancrena; fra i quali sono Imeneo e Fileto; uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni" (2 Timoteo 2:16-18).

Dalle parole dell’apostolo si evince in maniera chiara che quei credenti che danno ascolto alle profane ciance, si corrompono, si sviano dalla verità cominciando a professare false dottrine che provocano grande danno in seno alla fratellanza. Ti esorto dunque a schivare le profane ciance, non importa di che tipo esse siano. Sii vigilante, i giorni in cui viviamo sono difficili e malvagi, e molti sono i cianciatori e seduttori di menti che in mezzo alle Chiese dei santi cercano di indurre i credenti ad accettare ogni sorta di profane ciance.

 

 

Dio ti risponda ...

"L'Eterno ti risponda nel dì della distretta; il nome dell'Iddio di Giacobbe ti levi in alto in salvo; ti mandi soccorso dal santuario, e ti sostenga da Sion; si ricordi di tutte le tue offerte ed accetti il tuo olocausto. Ti dia egli quel che il tuo cuore desidera, e adempia ogni tuo disegno. .... L'Eterno esaudisca tutte le tue domande" (Salmo 20:1-5).

Questo è il mio desiderio.

 

 

Il vostro parlare

"Niuna mala parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete alcuna buona che edifichi, secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia a chi l’ascolta …. Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno" (Efesini 4:29; Colossesi 4:6)

 

 

Se il mondo vi odia …

Gesù Cristo, la notte in cui fu tradito, disse ai suoi discepoli: "Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo" (Giovanni 15:18-19).

Non ti meravigliare dunque nel vedere che le persone di questo mondo ti odiano, ti sprezzano, non amano stare in tua compagnia, ti diffamano, a motivo del nome di Cristo. Ti sta accadendo esattamente quello che accadde a Cristo Gesù nei giorni della sua carne. Non è forse vero infatti che Gesù Cristo, il Giusto, fu odiato e sprezzato dal mondo di allora? Se dunque questo fu il trattamento che il mondo riservò al nostro Maestro, che trattamento vuoi che ci riservi il mondo a noi che siamo suoi discepoli? Un trattamento migliore? Affatto, perché il discepolo non è da più del suo maestro. Le persone del mondo giacciono nelle tenebre, le loro menti sono state accecate dal principe di questo mondo, cioè il diavolo, e quindi odiano la luce. E tu sei luce nel Signore.

Sopporta anche tu dunque ogni genere di afflizione che ti possono provocare le persone di questo mondo. Come Cristo sopportò le sue afflizioni, tu sopporta le tue. E alla rivelazione della sua gloria ti rallegrerai giubilando.

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen

 

 

Le tue vesti sono lavate o sporche?

Nel libro dell’Apocalisse leggiamo queste parole: "Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte nella città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna" (Apocalisse 21:14-15).

Ti domando dunque: ‘Hai lavato le tue vesti nel sangue dell’Agnello per avere il diritto di entrare nella Gerusalemme celeste, o sei ancora tra coloro che hanno su di sé i loro vestiti sudici, cioè coloro che camminano secondo i desideri della carne e la cui coscienza è contaminata dai peccati?’

Se sei ancora tra quest’ultimi ti esorto a ravvederti subito dei tuoi peccati e a credere nella morte espiatoria e nella resurrezione del Signore Gesù Cristo, per ottenere la remissione dei tuoi peccati e potere così un giorno avere il diritto di entrare in quella gloriosa città celeste il cui architetto e costruttore è Dio. Non illuderti, nella Gerusalemme celeste non ci si entra con le proprie vesti sudice.

Se invece sei tra coloro che per la grazia di Dio hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello, allora rallegrati nel Signore per questa gloriosa speranza che Lui ti ha dato, e studiati di condurti in modo degno del Vangelo di Cristo. Non gettare via questa speranza, non metterti a vivere come fanno coloro che non conoscono Dio, i quali sono schiavi di svariate passioni ingannatrici la cui fine è la morte. Vivi santamente, piamente e giustamente fino alla fine, e in quel giorno entrerai nella città celeste.

 

 

Il mio conforto

Il Salmista diceva: "Questo è il mio conforto nella mia afflizione; che la tua parola mi vivifica" (Salmo 119:50).

Pure io posso dire la stessa cosa, perché quando sono afflitto la Parola di Dio mi dà tanta consolazione e coraggio per andare avanti nelle vie del Signore. Quanto mi è preziosa la Parola di Dio!

Colgo l’occasione dunque per dirti questo: ‘Prendi il tuo diletto nella Parola di Dio, medita su di essa continuamente, riponila nel tuo cuore, e non dubitare mai di essa. Per certo nel giorno della distretta e dell’abbattimento essa ti darà forza e coraggio’.

 

 

Ci rimane poco tempo da vivere

Come figliuoli di Dio siamo chiamati a consacrare il tempo che ci resta a passare nella carne alla volontà di Dio e non più alle concupiscenze degli uomini. Nessuno di noi sa quanto tempo gli rimane da vivere, comunque, non importa quanto tempo ci rimane da passare nella carne, di certo possiamo dire che è poco.

Quindi non affatichiamoci in cose vane e dannose, cose che non portano nessun frutto alla gloria di Dio ma piuttosto portano del frutto per la morte, ma affatichiamoci nell’opera di Dio, sapendo che la nostra fatica non è vana nel Signore. Essa per certo sarà ricompensata in quel giorno.

Concludo dicendoti questo: Non buttare via il tempo che Dio ti concede sulla terra, ma impiegalo nel fare quello che Lui vuole. Conduciti da savio, e non da stolto.

 

 

Un aiuto sempre pronto nelle distrette

Ti trovi in una distretta? Alza gli occhi al cielo, e grida a Colui che ha fatto il cielo e la terra, il cui orecchio è attento alla preghiera dei giusti, e che è un aiuto sempre pronto nelle distrette. Egli è un grande Iddio, la cui grandezza non si può investigare, da cui dipendono tutte le nostre vie, e che tiene nella sua mano il nostro spirito.

Grida a Lui con fede, e aspetta con pazienza la sua liberazione, e a suo tempo vedrai Dio liberarti dalla distretta in cui ti trovi, e allora te ne ricorderai come di acqua passata. Non ha forse Egli stesso detto: "Invocami nel giorno della distretta; io te ne trarrò fuori" (Salmo 50:15)? Ma ricordati anche di glorificarlo dopo che Lui ti avrà tratto fuori dalla tua distretta, e di raccontare quello che Lui ha fatto per l’anima tua, perché questa è la sua volontà verso di te.

 

 

Nessuna condanna

Paolo dice ai Romani: "Non v’è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù; perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha affrancato dalla legge del peccato e della morte. Poiché quel che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva debole, Iddio l’ha fatto; mandando il suo proprio Figliuolo in carne simile a carne di peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo spirito" (Romani 8:1-4)

Dunque, per tutti coloro che sono in Cristo non v’è più alcuna condanna perché Cristo mediante la sua morte li ha giustificati e riconciliati con il Padre. Essi erano sotto la condanna divina prima di credere in Gesù Cristo, e questo a motivo del peccato commesso dal primo uomo, ma avendo creduto nel Signore sono stati giustificati, e questo è stato possibile in virtù dell’ubbidienza mostrata da Cristo Gesù, il quale per amore nostro abbassò sé stesso facendosi ubbidiente fino alla morte della croce.

Dunque, diletto nel Signore, rallegrati nel Signore, perché il Signore ti ha giustificato togliendoti così quella condanna che pendeva sul tuo capo. Servilo, onoralo, e amalo fino alla fine, e quando Egli apparirà dal cielo sarai tra coloro che Cristo trasformerà mediante la sua potenza e rapirà sulle nuvole ad incontrarlo nell’aria.

 

 

Chiamati ad essere umili come Cristo

L’apostolo Paolo dice ai Filippesi: "Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre" (Filippesi 2:5-11).

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ci ha mostrato cosa significa umiliarsi, perché Lui che era Dio da ogni eternità, nella gloria con il Padre suo da ogni eternità, Lui diventò simile agli uomini e prese la forma di servo, e depose la sua vita per tutti noi affinché mediante il suo sacrificio noi potessimo vivere. Sempre Paolo dice in un'altra epistola, che Egli pur essendo ricco si è fatto povero per amore nostro, affinché mediante la sua povertà noi potessimo diventare ricchi; naturalmente non ricchi materialmente, come sostengono alcuni stoltamente, ma ricchi spiritualmente. Che abnegazione, che grande amore! Gloria al suo nome da ora in eterno. Amen.

Studiamoci dunque di condurci con ogni umiltà, fratelli e sorelle, in questa maniera onoreremo il nome di Cristo e la sua dottrina. Ricordatevi che l’umiltà precede la gloria, mentre la superbia precede la rovina.

 

 

Sorella nel Signore ….

Sorella nel Signore, una breve lettera per te.

Ti ricordo di vestirti con verecondia e con modestia, come si addice ad una donna che fa professione di conoscere Dio. Dunque non indossare tutti quegli abiti femminili che sono indecenti, provocanti, lussuosi, e che tendono a fare apparire la donna un uomo. E non indossare neppure gioielli, non importa di che genere essi siano, e non importa se al collo, alle orecchie, alle mani, o ai polsi. Sono tutte cose vane il cui scopo è quello di renderti seducente e provocante, e tu non hai proprio bisogno di diventare né seducente e neppure provocante.

Ti ricordo pure che quando preghi o profetizzi, a motivo degli angeli, devi avere il tuo capo coperto da un velo. Questo velo è il segno dell’autorità da cui tu dipendi che è l’uomo, per cui tu velandoti il capo mostri agli angeli di volere essere sottomessa all’uomo. E’ una cosa, dunque, quella di mettersi il velo che va a tuo onore.

Infine ti ricordo che se è vero che ti è permesso pregare o profetizzare, è altresì vero che non ti è permesso di insegnare la dottrina di Dio. Quindi impara in silenzio e con ogni sottomissione.

Continua a santificarti nel timore di Dio, ad amare il Signore, e a fare ogni opera buona affinché il nome di Dio sia glorificato in te. Sappi che tutto ciò che fai nel Signore è utile alla causa del Vangelo ed ha una ricompensa sicura. Non ti scoraggiare dunque nel fare il bene, ma persevera fino alla fine nel buon operare, e in quel giorno il Signore premierà pure te per la tua fedeltà e il tuo amore mostrato verso il suo nome.

Il Signore ti sostenga in mezzo alle tue afflizioni, ti consoli e ti preservi dal maligno.

 

 

Non illuderti

Alcuni che dicono di essere Cristiani, cioè discepoli di Cristo, pensano di avere il diritto di darsi ai piaceri della vita, il diritto di fornicare, il diritto di commettere adulterio, il diritto di amare il denaro (infatti essi rifiutano di fare parte dei loro beni ai poveri e a coloro che li ammaestrano nella Parola), il diritto di voltare le spalle agli orfani e alle vedove, il diritto di fare torti ad altri fratelli, il diritto di usare un linguaggio scurrile e volgare, il diritto di ingannare il prossimo, il diritto di maltrattare la propria moglie o il proprio marito, il diritto di provocare ad ira i propri figli, il diritto di mangiare il sangue (sanguinaccio) le cose soffocate e le cose sacrificate agli idoli, il diritto di non pagare i propri operai, e così via.

Costoro non fanno altro che ingannare sé stessi e a suo tempo mieteranno il frutto amaro della loro caparbietà di cuore, infatti il Signore farà ricadere il male che hanno fatto sulla loro testa. Dio è giusto e non tollera il male che viene fatto in seno al suo popolo. La Scrittura insegna che Lui è un vendicatore, e i suoi giudizi sono giusti. Lo so, lo so, molti credenti rimangono quasi scandalizzati nel sentir parlare delle vendette di Dio e delle sue punizioni CONTRO QUELLI DI DENTRO, perché sono abituati a sentire parlare solo dell’amore e della bontà e della fedeltà di Dio, loro vogliono sentire parlare solo di cose piacevoli e i loro pastori li accontentano. Ma siccome la Scrittura parla delle vendette di Dio contro coloro che in mezzo al Suo popolo si ribellano ai suoi comandamenti, io pure ne parlo. Guai a me se non lo facessi!

Non illuderti, temi Dio, astieniti da ogni forma di male e attieniti al bene; non pensare che se ti abbandoni a fare il male come fanno già i corrotti rimarrai impunito, perché NON E’ COSI’, ripeto, NON E’ COSI’.

 

 

Una esortazione a perseverare nella fede

E’ scritto nell’epistola agli Ebrei: "Guardate, fratelli, che talora non si trovi in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che vi porti a ritrarvi dall’Iddio vivente; ma esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, finché si può dire: ‘Oggi’, onde nessuno di voi sia indurato per inganno del peccato; poiché siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, mentre ci vien detto: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori, come nel dì della provocazione. Infatti, chi furon quelli che dopo averlo udito lo provocarono? Non furon forse tutti quelli ch’erano usciti dall’Egitto, condotti da Mosè? E chi furon quelli di cui si disgustò durante quarant’anni? Non furon essi quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? E a chi giurò Egli che non entrerebbero nel suo riposo, se non a quelli che furon disubbidienti? E noi vediamo che non vi poterono entrare a motivo dell’incredulità. Temiamo dunque che talora, rimanendo una promessa d’entrare nel suo riposo, alcuno di voi non appaia esser rimasto indietro. Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona novella; ma la parola udita non giovò loro nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano udita. Poiché noi che abbiam creduto entriamo in quel riposo, siccome Egli ha detto: Talché giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! e così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla fondazione del mondo. Perché in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così: E Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere; e in questo passo di nuovo: Non entreranno nel mio riposo! Poiché dunque è riserbato ad alcuni d’entrarvi e quelli ai quali la buona novella fu prima annunziata non v’entrarono a motivo della loro disubbidienza, Egli determina di nuovo un giorno "Oggi" dicendo nei Salmi, dopo lungo tempo, come s’è detto dianzi: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori! Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Iddio non avrebbe di poi parlato d’un altro giorno. Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza" (Ebrei 3:12-19; 4:1-11).

Con queste parole lo scrittore esortò gli Ebrei che avevano creduto in Gesù Cristo a perseverare nella fede in Cristo fino alla fine. Questa parola di esortazione si rese necessaria perché quei credenti stavano attraversando delle prove ed erano tentati a tornare ai vecchi sacrifici del vecchio testamento che non potevano togliere i peccati perché ombra del vero sacrificio, ossia quello del Signore Gesù Cristo. Allora lo scrittore ricordò loro la fine che fecero tutti quegli Israeliti che quantunque erano usciti dall’Egitto alla fine non credettero nella Parola di Dio e rifiutarono di prendere possesso della terra promessa perché ebbero paura dei giganti che l’abitavano. Certo, quando Mosè aveva compiuto i segni e i prodigi per ordine di Dio in Egitto, gli Israeliti avevano creduto; come anche avevano creduto in Dio quando ebbero visto il Mare Rosso dividersi e poi chiudersi sopra gli Egiziani che li inseguivano. Ma quando arrivò il giorno in cui Dio comandò loro di prendere possesso della terra che Egli aveva promesso ai loro padri, allora essi non credettero in Dio. Essi fecero spazio all’incredulità che non permise loro di entrare nella terra promessa. Che cosa ci insegna l’esempio di disubbidienza degli Israeliti nel deserto? Esso ci insegna che se noi non perseveriamo nella fede fino alla fine non potremo ereditare il regno di Dio, ossia non potremo entrare nel Regno di Dio. Dobbiamo dunque stare attenti a non fare posto all’incredulità nei nostri cuori, incredulità che il diavolo tenta di introdurre in svariate maniere. Vi esorto dunque, fratelli e sorelle, a continuare a credere con tutto il vostro cuore che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, che morì sulla croce per i nostri peccati e risuscitò corporalmente il terzo giorno per la nostra giustificazione. Non gettate via la vostra preziosa fede, non tiratevi indietro, perché altrimenti quando morirete non entrerete nel regno di Dio ma sarete fatti discendere nel soggiorno dei morti dove c’è il pianto e lo stridore dei denti. Resistete alle insidie del diavolo, opponendovi a lui con lo scudo della fede con il quale potete spegnere tutti i suoi dardi infuocati. Abbiate fede in Dio, e abbiate pure fede nel suo Figliuolo Gesù Cristo.

 

 

L’importanza della Parola di Dio

Quando Gesù fu tentato dal diavolo nel deserto, alle tre tentazioni del nemico Egli rispose tutte e tre le volte dicendogli: ‘Sta scritto’ e poi citandogli un passaggio delle Sacre Scritture. Quello che fece Gesù ci insegna che al fine di non cadere vittime delle insidie del diavolo bisogna opporsi a lui con la Parola di Dio. Non con la sapienza di questo mondo, ma con la Parola di Dio, che è chiamata la spada dello Spirito.

Dunque facciamo dimorare la Parola di Dio nel nostro cuore al fine di averla pronta sulle nostre labbra quando il tentatore si accosterà a noi per tentarci.

 

 

L’ultima ora

Sono molti gli anticristi in giro per tutto il mondo, i quali negano che Gesù è il Cristo, e molti i falsi profeti e i falsi dottori che profetizzano e insegnano menzogne a tutto potere. Sono sempre di più gli scandali che avvengono in questo mondo, perché la malvagità degli uomini è in continuo aumento. Le cose stanno andando di male in peggio; coloro che aspettano che il mondo cambi in meglio prima della venuta di Cristo, ossia coloro che dicono che la venuta di Cristo sarà preceduta da una era di pace e giustizia, ingannano loro stessi, perché la venuta di Cristo sarà preceduta da tanta malvagità sulla terra. E’ l’ultima ora, come diceva tanto tempo fa l’apostolo Giovanni, ma quanto durerà questa ultima ora non ci è dato sapere.

Diletti, stiamo saldi nella fede, e riteniamo fermamente la confessione della nostra speranza fino alla fine, cosicchè quando il nostro Signore Gesù Cristo, apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, noi abbiamo confidanza e non abbiamo da ritirarci da Lui coperti di vergogna.

La nostra fede è certamente messa alla prova in mezzo a questo mondo malvagio, che ha pervertito le diritte vie del Signore; in mezzo a questa generazione peccatrice che prende piacere in ciò che Dio detesta; sappiate però che la prova della nostra fede in quel giorno risulterà a nostra lode, gloria ed onore. Dunque, fratelli e sorelle, state saldi e non vi lasciate sedurre da vani ragionamenti.

 

 

Una generazione eletta

L’apostolo Pietro dice nella sua prima epistola: "Per voi dunque che credete ell’è preziosa; ma per gl’increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta la pietra angolare, e una pietra d’inciampo e un sasso d’intoppo; essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati. Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa, un popolo che Dio s’è acquistato, affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua maravigliosa luce; voi, che già non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia" (1 Pietro 2:7-10).

Dunque, mentre coloro che sono disubbidienti sono stati destinati a intoppare nella Parola, noi per la grazia di Dio siamo stati eletti da Dio a salvezza mediante la fede nella verità e la santificazione nello Spirito. Sì, eletti da Dio in Cristo prima della fondazione del mondo, il che significa che Dio – secondo il beneplacito della sua volontà - ci ha destinati ad ottenere salvezza per mezzo di Gesù Cristo.

E’ una cosa meravigliosa questa, è una cosa che ci riempie di gioia e di consolazione, ma anche una cosa che ci spinge a glorificare Dio per la sua grande misericordia manifestata nei nostri confronti. Non abbiamo dunque nulla di che gloriarci nel suo cospetto, perché noi siamo stati salvati per la grazia di Dio.

Noi siamo anche un real sacerdozio, una gente santa, e un popolo che Dio ha acquistato affinché noi proclamiamo ai quatto venti le Sue virtù, cioè le virtù di Colui che ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e trasportati nel regno del suo amato Figliuolo nel quale c’è luce. Parliamo dunque della bontà di Dio, della sua misericordia, della sua fedeltà, della sua giustizia, della sua potenza, della sua sapienza, e della sua conoscenza.

A Colui che ci ha salvati sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

La grandezza di Dio

L’Iddio che noi adoriamo e serviamo è un grande Iddio. Il salmista diceva che la Sua grandezza non si può investigare. Egli è Colui che ha fatto i cieli e la terra e tutte le cose che sono in essi. Egli può, mediante la sua potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quello che domandiamo o pensiamo. Pensa dunque a quanto potente Egli sia! Abbi dunque piena fiducia in Lui, non dubitare della Sua potenza. Pregalo, invocalo con fede in mezzo alle tue distrette, e Lui ti tirerà fuori da esse, perché questo è quello che Egli ha promesso di fare. Non c’è distretta da cui Lui non ti possa liberare, non c’è bisogno che Lui non possa supplire, non c’è niente di troppo difficile per Lui.

A Lui sia la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

 

 

Vincitori, o meglio più che vincitori!

Paolo scrisse ai santi di Roma: "Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento. Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. Che diremo dunque a queste cose? Che diremo dunque a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo, ma l’ha dato per tutti noi, come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Iddio è quel che li giustifica. Chi sarà quel che li condanni? Cristo Gesù è quel che è morto; e, più che questo, è risuscitato; ed è alla destra di Dio; ed anche intercede per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come è scritto: Per amor di te noi siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati considerati come pecore da macello. Anzi, in tutte queste cose, noi siam più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Poiché io son persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 8:28-39).

Ecco perché, dunque, fratelli e sorelle, noi dobbiamo farci animo e rallegrarci in mezzo a questo mondo così malvagio, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice che chiama bene il male e male il bene, che muta il dolce in amaro e l’amaro in dolce, che sfacciatamente si ribella alla Parola di Dio; perché noi mediante la fede in Colui che ci ha amati ed eletti a salvezza prima della fondazione del mondo, abbiamo vinto il mondo, sì questo mondo che si sente così forte e intelligente!

Non importa dunque quello che il mondo ci possa fare, non importa con quanta forza si scagli contro di noi, Dio è con noi e muterà in bene il male che il mondo ci farà; non importa quello che il mondo – istigato dal suo principe che è il diavolo – dica contro di noi, Dio è con noi e ci giustifica - e il suo Figliuolo è alla sua destra dove intercede per noi - e alla fine del nostro corso ci accoglierà nel suo Regno celeste dove cesseranno le nostre fatiche e i nostri dolori. Niente e nessuno dunque ci mette paura, perché niente e nessuno ci può separare dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù.

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Alcune parole per chi è sulla via che mena all’inferno

Secondo quanto insegna la Parola di Dio, l’inferno è un luogo reale che esiste nell’aldilà, non è uno stato d’animo o qualcosa d’altro, ma un luogo ben preciso situato nel cuore della terra dove scendono le anime dei peccatori. All’inferno c’è il fuoco, che non è da intendersi allegoricamente come dicono falsamente alcuni, ma letteralmente; questo fuoco tormenta continuamente gli empi, e a motivo di questo tormento gli empi piangono e stridono i denti. L’inferno è un luogo orribile.

Coloro che si sono ravveduti ed hanno creduto nel Signore Gesù Cristo sono salvi per cui sono al sicuro, e quando moriranno non saranno fatti scendere all’inferno, ma saranno fatti salire in paradiso alla presenza di Dio e del suo Figliuolo, dove regna la pace e la gloria di Dio illumina tutto e tutti. Lassù saranno confortati, e si rallegreranno alla presenza del loro Dio. Per cui essi sono in obbligo di rendere del continuo grazie a Dio per la vita eterna che Dio ha dato loro. Io sono tra coloro che per la grazia di Dio un giorno si sono ravveduti ed hanno creduto in Gesù Cristo, e sapendo che quando lascerò questa tenda sarò accolto dal Signore nel suo regno celeste gioisco di una gioia ineffabile (una gioia che tutte le ricchezze e tutti i piaceri di questo mondo non possono dare a nessuno) e glorifico Colui che mi ha chiamato alla sua eterna gloria.

Coloro che invece ancora non si sono ravveduti dai loro peccati e non hanno creduto nella morte espiatoria e nella resurrezione di Cristo, sono perduti e sono sulla via che mena all’inferno. Quando moriranno l’anima loro lascerà il loro corpo e scenderà all’inferno dove incontreranno coloro che prima di loro non avevano voluto credere nella Parola di Dio. Là saranno tormentati dalle fiamme dell’inferno fino al giorno del giudizio quando risorgeranno per essere giudicati e condannati e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità. Se sei tra costoro, ti scongiuro a pentirti immediatamente dei tuoi peccati, a confessarli al Signore, e a credere nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei tuoi peccati e la vita eterna. Non indugiare, perché l’inferno è pronto a spalancare la sua bocca per ingoiarti, e tu potresti morire da un momento all’altro! Non illuderti, perché quello è il luogo di destinazione dove sei diretto; non è il purgatorio, perché il purgatorio non esiste, è un’invenzione della chiesa cattolica romana. Tu sei un uomo schiavo del peccato e delle passioni ingannatrici, un uomo che prende piacere nel male, un uomo ribelle e corrotto, depravato e senza timore di Dio, e a motivo di ciò meriti di andare all’inferno. Tu dunque devi pentirti dei tuoi misfatti, e credere nel Signore Gesù, se vuoi essere perdonato e scampare alle fiamme dell’inferno. Il mio desiderio è che tu sia salvato dai tuoi peccati e dall’inferno, per questo ti ho rivolto questa esortazione. Ti ho spaventato forse con le mie parole? È un buon segno, ma sbrigati a prendere la decisione che cambierà il corso della tua vita, il tempo è poco. Bada bene a te stesso, rifletti a quello che ti ho detto. Ripeto, la morte potrebbe portarti via da un momento all’altro e tu ti ritroveresti in pochi attimi nel fuoco dell’inferno, dove non avrai più l’opportunità di essere salvato. Adesso, sì proprio adesso, accostati a Dio con un cuore rotto e uno spirito contrito e imploralo di avere pietà di te, e credi con tutto il tuo cuore che Gesù Cristo è morto sulla croce per i tuoi peccati e risorto per la tua giustificazione. Dio perdonerà le tue iniquità, ti darà un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Avrai la certezza di essere stato salvato, e comincerai a vivere una vita completamente diversa da quella che hai vissuto fino ad ora. Dio è buono ed è pronto a farti gustare la Sua grande bontà, come l’ha fatta gustare a me. Non indurare il tuo cuore, non farti beffe della sua Parola, ne avresti solo del danno, un grande danno.

 

  

Non portare invidia

Non portare invidia agli adulteri, ai fornicatori, ai ladri, ai truffatori, agli avari, ai violenti, e a tutti coloro che operano perversamente. La vita di questa gente è una vita vana, una vita infelice, piena di paure e di ansie. E poi, cosa molto importante, la loro fine è la perdizione. Voglio dire che quando moriranno essi se ne andranno tutti all’inferno a piangere e a stridere i denti, come ci andò quel ricco che aveva goduto splendidamente e non aveva voluto ubbidire alla Parola di Dio durante la sua vita terrena (cfr. Luca 16:19-31). Che gli gioverà allora avere goduto splendidamente e accumulato ricchezze? Niente, proprio niente. Si ritroveranno dove arde un fuoco non attizzato da mano d’uomo e là saranno tormentati. Considera bene la fine di costoro, perché nel considerarla sarai tenuto lontano dai loro sentieri perversi.

 

 

Sappilo aspettare!

Talvolta Iddio non risponde immediatamente alle nostre preghiere, ma lascia passare molto tempo prima di darci quello che gli abbiamo domandato con fede. Questo perché Lui risponde quando lo ritiene opportuno, che ti posso dire per esperienza è sempre il tempo giusto. Forse nell’attesa dell’esaudimento divino ti è balenato il pensiero che forse Dio non ti ha ascoltato o non è in grado di fare quello che gli hai domandato. Sappi che le cose non stanno affatto così perché Lui ascolta le preghiere dei giusti e può fare ogni cosa. Non ti perdere dunque d’animo, fratello, ma sappilo aspettare con fede e pazienza, e a suo tempo vedrai che Dio ti esaudirà.

 

 

Quello che eravamo ….. quello che siamo

Anche noi un tempo eravamo ribelli, traviati, servi di varie concupiscenze carnali e passioni ingannatrici, nemici di Dio, figli d’ira, morti nei nostri peccati e senza speranza, ed eravamo sulla via che mena in perdizione. Meritavamo di andare all’inferno, non c’è il minimo dubbio su questo.

Ma un giorno Dio ha voluto farci misericordia, e così Egli ci attirò a Cristo che ci accolse a sé e cancellò tutti i nostri peccati mediante il suo prezioso sangue. Quel giorno ci sentimmo rinascere a nuova vita, ci sentimmo riconciliati con Dio, ci sentimmo liberati dai nostri peccati che ci avevano tenuto schiavi per tanto tempo. La nostra bocca fu piena di sorrisi, il nostro cuore fu ripieno di gioia e di pace. Da quel giorno non siamo più gli stessi, perché siamo morti al peccato e al mondo per servire la giustizia. Da quel giorno non siamo più di questo mondo, ma siamo di Cristo; non siamo più nemici di Dio ma figli di Dio; non siamo più diretti all’inferno ma siamo sulla via santa che conduce in paradiso.

Noi dunque ringraziamo e glorifichiamo Dio in Cristo Gesù per avere avuto misericordia di noi. Amen.

 

 

La Parola di Dio

Abbi sempre il tuo diletto negli Scritti Sacri poiché essi – essendo la Parola di Dio – possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù, il nostro Signore e Salvatore. Essi ti riprendono quando pecchi, ti insegnano a fare ciò che è giusto agli occhi di Dio, ti consolano quando sei abbattuto, e ti mostrano qual è la volontà di Dio in Cristo Gesù, affinché tu possa comparire davanti a Dio santo e irreprensibile.

Riponi nel tuo cuore la Parola di Dio, al fine di averla sempre pronta sulle tue labbra. Non ti vergognare di proclamarla in mezzo a questa generazione storta e perversa, poiché essa è verità e dura in eterno.

Sappi che chi confida in essa e la mette in pratica non sarà giammai confuso e non arrossirà mai di vergogna, ma sarà onorato e ricompensato da Dio sia in questo mondo che in quello a venire.

 

 

Il perdono

Benjamin, un pastore evangelico di colore che viveva in Sudafrica, diceva sempre: ‘Non dobbiamo odiare nessuno, perché Gesù ama tutti’. Gli rispondevano: ‘Tu, che sei nero, vorresti dunque che amassimo anche i bianchi?’

Una sera lo fermarono mentre era in auto e lo picchiarono a morte. Gli assalitori gli presero la Bibbia, l’intinsero nel suo sangue e l’abbandonarono vicino al cadavere. Suo figlio, di dodici anni, riuscì a sfuggire a quell’orribile massacro.

Alcuni anni dopo, la moglie e il figlio di Benjamin, durante una riunione cristiana, resero testimonianza di quella loro orribile prova e delle consolazioni prodigate loro dal Signore. Conclusero cantando un cantico: ‘Padre, perdona loro!’ Gli uditori ascoltavano affascinati. Alcune persone chiesero che si pregasse per loro. Tra queste c’era un uomo, esitante. Sembrava tormentato. Ad un tratto disse: ‘Ho bisogno del vostro Gesù. Ho bisogno di perdono…. Anch’io facevo parte di quelli che hanno ucciso il pastore’.

La vedova racconta: ‘Spaventata, cominciai a tremare tutta. Che cosa dovevo fare? Il Signore me l’indicò. Strinsi l’uccisore tra le braccia e gli dissi: Ti perdono, come Gesù ci ha perdonato. Ora sei mio fratello’.

 

Testimonianza tratta da: Il Buon Seme, Edizioni Il Messaggero Cristiano, 15048 Valenza, 24 Ottobre 2005

 

 

 

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