13 – La Chiesa

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Affermazione scomoda tolta

 

Pearlman nel parlare della Chiesa come Corpo di Cristo, afferma: ‘If Christ is to be known to the world, it must be through those who bear His name and share His life. And to the extent that the church has kept in touch with Christ her Head, has she shared His life and experiences. As Christ was anointed at the Jordan, so the Church was anointed at Pentecost. Jesus went about preaching the gospel to the poor, healing the broken-hearted, and preaching deliverance to the captives; and the true Church has ever followed in His footsteps’. (KDB, pag. 346-347).

La traduzione è: ‘Se Cristo deve essere conosciuto dal mondo, deve esserlo attraverso coloro che portano il Suo nome e sono partecipi della Sua vita. E fino al punto che [o fino a che] la Chiesa si è tenuta in contatto con Cristo il suo Capo, essa è stata partecipe della Sua vita e delle Sue esperienze’. Come Cristo fu unto al Giordano, così la Chiesa fu unta a Pentecoste. Gesù andò attorno predicando il Vangelo ai poveri, guarendo quelli che avevano il cuore rotto, e predicando la liberazione ai prigionieri; e la vera Chiesa ha sempre seguito le Sue orme’.

Le ADI hanno messo così: ‘Se Cristo deve essere conosciuto dal mondo, ciò deve avvenire attraverso coloro che portano il Suo nome e sono partecipi della Sua vita e delle Sue esperienze. Come Cristo fu unto al Giordano, così la Chiesa è stata unta il giorno della Pentecoste. Gesù andò attorno predicando l’Evangelo ai poveri, guarendo i cuori rotti e bandendo liberazione ai prigionieri; la Sua Chiesa ha seguito le Sue orme (DDB, pag. 274).

Come mai è sparita questa frase: ‘E fino al punto che la Chiesa si è tenuta in contatto con Cristo il suo Capo, essa è stata partecipe della Sua vita e delle Sue esperienze’? Certamente non era gradita alle ADI. E come mai è stato tolto questo importante aggettivo ‘VERA’, che Pearlman usa in riferimento alla Chiesa? Evidentemente perchè per Pearlman c’è anche una FALSA CHIESA che non segue le orme di Cristo, e questo si evince molto bene dalla sua affermazione, ma le ADI questo hanno preferito toglierlo. Non vogliono che si legga che è solo la vera Chiesa a seguire le orme di Cristo. E poi notate come Pearlman afferma ‘sempre’ che le ADI si sono premurati a far sparire assieme a ‘vera’. Che scempio!

 

E’ scomparso il filosofo Socrate

 

Pearlman cita delle parole di un certo W. H. Dunphy, tra le quali si possono leggere queste: ‘Christians are not merely followers of Christ, but members of Christ, and of one another. Buddha developed his society of the awakened ones, but the relation between them is merely external - the relation of teacher and pupil. It is his doctrine which unites them, not his life. The same may be said of Zoroaster, of Socrates, of Mohammed and the other religious geniuses of the race. But Christ is not only the Teacher, He is the Life of Christians’ (KDB, pag. 348).

La traduzione è: ‘I Cristiani non sono solamente seguaci di Cristo, ma membri di Cristo, e membra gli uni degli altri. Budda sviluppò la sua società dei risvegliati, ma la relazione tra loro è solamente esterna – la relazione tra insegnante e allievo. E’ la sua dottrina che li unisce, non la sua vita. La stessa cosa può essere detta di Zoroastro, Socrate, e Maometto e gli altri geni religiosi della razza. Ma Cristo non è solo il Maestro, Egli è la Vita dei Cristiani’.

Le ADI hanno messo così: ‘I cristiani non sono solamente seguaci di Cristo, ma membra di Cristo e membra gli uni degli altri. Budda ha sviluppato la sua società di risvegliati, ma la relazione tra loro è puramente esteriore: la relazione tra il maestro e l’allievo. E’ la sua dottrina che li unisce, non la sua vita. La stessa cosa si può dire di Zoroastro, Maometto e degli altri geni religiosi del genere umano. Ma Cristo non è solo il Maestro, Egli è la vita dei cristiani’ (DDB, pag. 275).

Come mai è sparito il filosofo Socrate?

 

Un ‘colpetto’ per falsare pesantemente il senso delle parole di Pearlman

 

Pearlman afferma in merito alla fondazione della Chiesa: ‘Israel is described as a church in that it was a nation called out from other nations to be the servant of God. Acts 7:38. When the Old Testament was translated into Greek the word "congregation" (of Israel) was rendered "ekklesia" or "church." Israel, then, was the congregation or church of Jehovah. After His rejection by the Jewish church, Christ predicted the founding of a new congregation or church, a Divine institution that should continue His work on earth. Matt. 16:18. This is the church of Christ, which came into existence on the Day of Pentecost’ (KDB, pag. 348-349).

La traduzione è: ‘Israele viene descritto come una chiesa in quanto era una nazione chiamata fuori da altre nazioni per essere il servitore di Dio. Atti 7:38. Quando il Vecchio Testamento fu tradotto in Greco, la parola ‘congregazione’ (di Israele) fu resa ‘ekklesia’ o ‘chiesa’. Israele, quindi, era la congregazione o chiesa di Jehovah. Dopo la Sua reiezione da parte della Chiesa Giudaica, Cristo predisse la fondazione di una nuova congregazione o chiesa, una istituzione Divina che avrebbe dovuto continuare la Sua opera sulla terra. Matteo 16:18. Questa è la Chiesa di Cristo, che venne all’esistenza nel giorno della Pentecoste’.

Le ADI hanno messo così: ‘Israele viene chiamato Chiesa (ekklesia) perché fu chiamato fuori dalle altre nazioni per servire Dio (Atti 7:38). Infatti, quando l’Antico Testamento fu tradotto in greco, la parola «assemblea» (d’Israele) fu resa «ecclesia» e «chiesa». Israele, quindi, era l’assemblea o Chiesa di Yahwê(h). Dopo la reiezione della Chiesa giudaica, Cristo predisse la fondazione di una nuova assemblea o Chiesa, un’istituzione divina che avrebbe dovuto continuare l’opera Sua sulla terra (Matteo 16:18): è la Chiesa di Cristo, che venne posta in essere il giorno della Pentecoste’ (DDB, pag. 276).

Vorrei farvi notare come le ADI mettendo ‘dopo la reiezione della Chiesa giudaica’, fanno capire che Cristo ha rigettato Israele, mentre Pearlman qui si riferiva al rigetto di Cristo da parte della nazione Israele infatti ha detto ‘Dopo la Sua reiezione da parte della Chiesa Giudaica’, tanto è vero che immediatamente dopo Pearlman afferma ‘Cristo predisse la fondazione di una nuova assemblea o Chiesa’. Veramente scandaloso quello che hanno fatto le ADI.

Mi domando poi come mai un’espressione così semplice da tradurre come ‘venne all’esistenza’ è stata tradotta con ‘venne posta in essere’. Probabilmente per non far apparire che secondo Pearlman la Chiesa nacque il giorno della Pentecoste.

 

Omissione e manomissione sull’appartenenza alla Chiesa

 

Pearlman afferma: ‘The New Testament lays down the following conditions for membership: implicit faith in the gospel and a heart-felt trust in Christ as the only Divine Saviour. Acts 16:31; submission to water baptism as a symbolic testimony to faith in Christ, and verbal confession of faith. Rom. 10:9, 10. (Perhaps it would be more correct to describe submission to water baptism as a characteristic of church membership.)’ (KDB, pag. 349-350).

La traduzione è: ‘Il Nuovo Testamento pone le seguenti condizioni per appartenere alla Chiesa: implicita fede nel Vangelo e una fiducia sentita di cuore in Cristo come il solo Divino Salvatore. Atti 16:31: sottomissione al battesimo in acqua come una testimonianza simbolica della fede in Cristo, e verbale confessione di fede. Romani 10:9,10. (Forse sarebbe più corretto descrivere la sottomissione al battesimo in acqua come una caratteristica dell’appartenenza alla Chiesa)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il Nuovo Testamento pone le seguenti condizioni per appartenere alla Chiesa: bisogna avere fede nell’Evangelo ed una fiducia profondamente sentita in Cristo come l’unico Salvatore dato da Dio (Atti 4:12; 16:31); inoltre, bisogna sottoporsi al battesimo in acqua come testimonianza simbolica della fede in Cristo (Romani 10:9,10; forse sarebbe più corretto considerare il sottoporsi al battesimo in acqua come il contrassegno del membro di Chiesa)’ (DDB, pag. 276-277).

Ora, innanzi tutto vi faccio notare che manca ‘la verbale confessione di fede’, e poi che il battesimo in acqua da ‘una caratteristica dell’appartenenza alla Chiesa’ è diventato ‘il contrassegno del membro di Chiesa’ e quindi il segno particolare che serve per segnalare e riconoscere l’appartenenza di una persona alla Chiesa. Evidentemente alle ADI non piaceva neppure la definizione di Pearlman sul battesimo.

 

‘La Cristianità’ diventa ‘il cristiano’

 

Pearlman afferma: ‘In course of time, however, as the church increased in numbers and popularity, water baptism and catechizing took the place of conversion; the result was the influx into the church of large numbers of people who were not Christian at heart. And this has been, more or less the condition of Christendom ever since’ (KDB, pag. 350).

La traduzione è: ‘Nel corso del tempo, però, come la chiesa aumentò di numero e di popolarità, il battesimo in acqua e la catechizzazione presero il posto della conversione; il risultato fu l’afflusso nella chiesa di un gran numero di persone che non erano Cristiane di cuore. E da allora, questa è stata, più o meno, la condizione della Cristianità’.

Le ADI hanno messo così: ‘Coll’andare del tempo, però, mentre la Chiesa diveniva più numerosa e più popolare, il battesimo nell’acqua ed il corso dei catecumeni, presero il posto della conversione; il risultato fu l’ammissione, nella Chiesa, di un gran numero di membri che non erano veramente convertiti. Da allora in poi questa è stata, più o meno, la condizione del cristiano’ (DDB, pag. 277).

Come hanno fatto le ADI a tradurre ‘Christendom’ in ‘Cristiano’ è veramente un mistero per noi, perché quella parola ha un solo significato che è ‘Cristianità’.

 

Manipolato addirittura il battesimo dei proseliti degli Ebrei: sembra incredibile ma è la realtà

 

Pearlman, che vi ricordo era Ebreo di nascita e quindi conosceva i rituali del Giudaismo antico e moderno, sta parlando della maniera biblica in cui va ministrato il battesimo in acqua che è quella per immersione, e allora in questo contesto parla del battesimo a cui si sottoponevano i proseliti degli ebrei, cioè quei Gentili che si convertivano al Giudaismo, e dice: ‘The convert stood up to his neck in water while the law was read to him, after which he plunged himself beneath the water as a sign that he was cleansed from the defilements of heathenism and had begun to live a new life as a member of God's covenant people’ (KDB, pag. 353).

La traduzione è: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la legge, dopo di che egli si immergeva [lett: egli immergeva se stesso] sotto l’acqua come un segno che egli era stato purificato dalle contaminazioni del paganesimo e aveva cominciato a vivere una nuova vita come un membro del popolo del patto di Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la Legge; dopo di che lo si immergeva nell’acqua, indicando così che era stato purificato da ogni contaminazione del paganesimo ed aveva cominciato a vivere una vita nuova come membro del popolo di Dio’ (DDB, pag. 279-280).

Sconcertante, semplicemente sconcertante. Le ADI hanno sentito il bisogno di manipolare pure un’usanza del Giudaismo, che è quella della tevilah, che è il rito del battesimo dei proseliti fatti dagli Ebrei, a cui si sottopongono i Gentili che si convertono al Giudaismo, e che consiste in una auto-immersione nell’acqua da parte del convertito. Nel libro ‘Il mondo dove visse Gesù’ (di H. Cousin – J.-P. Lémonon, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2006, pag. 72, volume 6), si legge per esempio: ‘Tra le realtà impure che bisogna purificare si trovano i timorati di Dio, che decidono di sottoporsi alla circoncisione e di diventare proseliti. Da ciò deriva il «battesimo (tevilah) dei proseliti», che compare ancora sporadicamente nel primo secolo della nostra era. E’ lo stesso convertito che si immerge nell’acqua e compie il rito di purificazione alla presenza di testimoni. Solo allora può offrire il sacrificio dei proseliti. Tuttavia, questa immersione non lo rende membro del popolo giudaico, perché per appartenere al popolo eletto è necessario il rito della circoncisione’.

Dunque, coloro che leggono ‘Le dottrine della Bibbia’ in italiano, credono che i proseliti ebrei venivano o vengono immersi nell’acqua, quando invece erano e sono tuttora loro stessi ad immergersi nell’acqua. Una cosa veramente grave quella che hanno fatto le ADI. Sono stati capaci pure di stravolgere la realtà storica. Io penso che molto probabilmente questa manipolazione rende bene l’idea – molto di più di qualsiasi altra - di quale spirito opera nelle ADI, e che costoro sono in grado di adattare tutto, e dico tutto, alla loro dottrina giusta o sbagliata che essa sia. Praticamente, in questo caso, pur di avvalorare il battesimo per immersione che le ADI praticano a coloro che credono, battesimo che è amministrato in maniera biblica, sono andati a modificare il battesimo dei proseliti degli Ebrei. Giudicate voi.

 

‘Essere stati tuffati’ diventa ‘essersi tuffati’

 

Pearlman sta parlando della formula trinitaria, che va usata nel battesimo in acqua, e dice: ‘Notice that the Trinitarian formula is descriptive of an experience. Those who are baptized in the name of the triune God are thereby testifying that they have been plunged into spiritual communion with the Trinity; so that to them it may be said, "The grace of the Lord Jesus Christ, and the love of God, and the communion of the Holy Ghost, is with you." 2 Cor. 13:14’ (KDB, pag. 355).

La traduzione è: ‘Notate che la formula Trinitaria è descrittiva di una esperienza. Coloro che vengono battezzati nel nome del Dio trino, a causa di ciò, testimoniano che essi sono stati tuffati [o immersi] in una comunione spirituale con la Trinità; cosicché a loro può essere detto: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo è con voi” (2 Corinzi 13:14 – nella Bibbia inglese è il versetto 14 mentre in quella italiana è il 13, e poi Pearlman lo cita mettendo ‘è con voi’ al posto di ‘siano con tutti voi’).

Le ADI hanno messo così: ‘Notate che la formula trinitaria definisce un’esperienza. Coloro che sono battezzati nel nome di Dio Trino testimoniano, con quell’atto, di essersi tuffati in una comunione spirituale con la Trinità, cosicché di loro si può dire: «La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Corinzi 13:13)’ (DDB, pag. 281).

Per le ADI poter tradurre ‘essersi tuffati’, Pearlman avrebbe dovuto dire ‘they have plunged themselves into …’ o ‘they have plunged into …’, ma mettendo Pearlman ‘they have been plunged into …’ questa frase si può tradurre solamente con ‘essi sono stati tuffati o immersi in …’. Poi vorrei far notare che l’espressione ‘so that to them it may be said’ non può assolutamente essere tradotta come hanno fatto le ADI, cioè ‘di loro si può dire’, perché in inglese questa espressione si dice ‘of them [o about them] it may be said’.

Che scempio hanno compiuto le ADI anche sul libro di Pearlman!

 

Fatta scomparire la cosiddetta dedicazione o presentazione dei bambini

 

Pearlman afferma: ‘Since infants have no sins to repent of and cannot exercise faith they are logically excluded from water baptism. We are not thereby forbidding them to come to Christ (Matt. 19:13, 14) for they may be dedicated to Him in a public service’ (KDB, pag. 355).

La traduzione è: ‘Siccome i neonati non hanno peccati di cui ravvedersi e non possono esercitare la fede, essi vengono logicamente esclusi dal battesimo in acqua. A causa di ciò noi non proibiamo loro di venire a Cristo (Matteo 19:13,14), perché essi possono essere dedicati a Lui in un culto pubblico’.

Le ADI hanno messo così: ‘Poiché i bambini non hanno peccati dei quali pentirsi e non possono esercitare la fede, vengono logicamente esclusi dal battesimo nell’acqua. Con questo non vogliamo proibire loro di andare a Gesù (Matteo 19:13,14)’ (DDB, pag. 281).

Avete notato? Pearlman ha parlato della possibilità di dedicare o presentare i bambini a Cristo durante un culto pubblico, mentre le ADI gli hanno tolto queste parole dalla sua bocca. Giudicate voi.

 

‘Mezzo di grazia’ diventa ‘simboli di grazia’

 

Pearlman afferma proprio all’inizio del suo insegnamento sulla Cena del Signore: ‘The Lord's Supper or Holy Communion may be defined as the distinctive rite of Christian worship, instituted by the Lord Jesus on the eve of His atoning death. It consists of a religious partaking of bread and wine which, having been presented to the Father in memorial of Christ's inexhaustible sacrifice, becomes a means of grace whereby we are inspired to increased faith and faithfulness toward Him’ (KDB, pag. 356-357).

La traduzione è: ‘La Cena del Signore o Santa Comunione può essere definita come il rito distintivo del culto Cristiano, istituito dal Signore Gesù alla vigilia della Sua morte espiatrice. Essa consiste in una partecipazione religiosa al pane e al vino che, essendo stata presentata al Padre in memoria dell’inesauribile sacrificio di Cristo, diventa un mezzo di grazia per mezzo di cui noi veniamo ispirati ad incrementare la fede e la fedeltà verso di Lui’.

Le ADI hanno messo così: ‘La Santa Cena, o Cena del Signore, può essere definita come il rito che contrassegna il culto cristiano, istituito dal Signor Gesù alla vigilia della Sua morte espiatrice. Consiste nella partecipazione al pane e al vino che, essendo stati presentati al Padre in memoria dell’inesauribile sacrificio di Cristo, sono simboli di grazia attraverso i quali veniamo ispirati ad accrescere la fede e la fedeltà verso di Lui’ (DDB, pag. 282).

E’ grave avere messo al posto che la Cena del Signore ‘diventa un mezzo di grazia’ che il pane e il vino ‘sono simboli di grazia’, perché viene falsato il senso delle parole di Pearlman, secondo cui evidentemente la Cena del Signore era un mezzo di grazia. Questo era il pensiero di Pearlman, e non può essere stravolto. Ma le ADI non possono far conoscere in tutto e per tutto il pensiero di Pearlman, perché loro prendono Pearlman per far conoscere il loro proprio pensiero! Uno scandalo.

 

Grave manipolazione sul nuovo patto istituito da Cristo

 

Pearlman afferma: ‘The new covenant instituted by Christ is a blood covenant. God has accepted the blood of Christ (Heb. 9:14-24) and has therefore bound Himself, for Christ's sake, to pardon and save all who come to Him’ (KDB, pag. 358).

La traduzione è: ‘Il nuovo patto istituito da Cristo è un patto di sangue. Dio ha accettato il sangue di Cristo (Ebrei 9:14-24) e quindi si è impegnato, per amore di Cristo, a perdonare e salvare tutti coloro che vanno a Lui’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il nuovo patto istituito da Cristo è un patto sancito col sangue. Dio ha accettato il sangue di Cristo ed è pronto a perdonare ed a salvare coloro che vanno a Lui’ (DDB, pag. 283).

Avete notato cosa hanno fatto sparire le ADI? L’impegno che Dio si è preso per amore di Cristo, che è l’impegno di perdonare e salvare tutti coloro che vanno a Cristo. D’altronde, si tratta di un Patto tra Dio e gli uomini. Ma alle ADI queste parole non piacciono e quindi le hanno tolte, e sostituite con delle altre, in cui viene detto che Dio è pronto a perdonare peraltro omettendo ‘per amore di Cristo’. Che vergogna!

 

Mancano alcune cose sulla responsabilità in merito alla Cena del Signore

 

Pearlman afferma: ‘Who shall be admitted to or excluded from the Lord's Table? Paul deals with the question of sacramental worthiness in 1 Cor. 11:20-34. "Whosoever shall eat this bread, and drink this cup of the Lord, unworthily, shall be guilty of (an offence or sin against) the body and blood of the Lord." (KDB, pag. 358-359).

La traduzione è: ‘Chi deve essere ammesso o escluso dalla Tavola del Signore? Paolo si occupa della questione della dignità sacramentale in 1 Corinzi 11:20-34: “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole (di una offesa o di un peccato contro) il corpo ed il sangue del Signore”.

Le ADI hanno messo così: ‘Chi deve essere ammesso o escluso dalla tavola del Signore? Paolo si occupa della questione in 1 Corinzi 11:20-34: «Chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore» (DDB, pag. 284).

Avete notato? Le ADI hanno fatto sparire ‘la dignità sacramentale’, e poi le parole tra parentesi messe da Pearlman che spiegano di cosa si rendono colpevoli coloro che si accostano indegnamente alla Cena del Signore, cioè di una offesa o di un peccato contro il corpo ed il sangue del Signore.

Evidentemente le ADI non volevano spaventare i lettori!

 

Mancano alcune cose importanti concernenti lo svolgimento del culto pubblico

 

Pearlman cita alcune parole di Robert Hastings Nichols sul culto pubblico, che includono queste: ‘Prayers were offered and testimony and instruction given’ (KDB, pag 360), che tradotte significano: ‘Venivano offerte delle preghiere, e venivano dati testimonianza e ammaestramento’. Le ADI hanno messo così: ‘Venivano elevate preghiere e dati ammaestramenti’ (DDB, pag. 285). Quindi le ADI hanno fatto sparire la testimonianza.

Poi Pearlman dice delle parole sue sul culto pubblico, tra cui ci sono queste: ‘At any time this simple service might be broken into and superseded by the manifestation of the Spirit in the form of prophecy, tongues and interpretations or some inspired insight into the Scriptures’ (KDB, pag. 360), che tradotte significano: ‘In qualsiasi momento, questo semplice culto poteva essere interferito e sostituito dalla manifestazione dello Spirito nella forma di profezia, lingue e interpretazioni o di qualche ispirata intuizione delle Scritture’. Ma le ADI hanno messo così: ‘Questo semplice culto era caratterizzato dalla manifestazione dello Spirito Santo, che interveniva dando profezia, lingue ed interpretazioni o qualche ispirata interpretazione delle Scritture’ (DDB, pag. 285). La ragione di questa manomissione è evidente, alle ADI non gli piacevano le parole di Pearlman su cosa poteva accadere in qualsiasi momento durante il culto pubblico.

 

Cose modificate e mancanti sul governo della Chiesa

 

Pearlman afferma: ‘It is clear that the Lord Jesus purposed that there should be a society of His followers to give mankind His gospel and to represent Him in the world. But He fashioned no organization or plan of government, gave no detailed rule of faith and practice. He did, however, ordain the two simple rites of baptism and communion. Yet He did not ignore organization, for His promise of the coming Comforter implied that the apostles should be led into all truth concerning these matters.

What He did for the church was something higher than organization - He imparted to it His very life, making it a living organism. As a living body adapts itself to its environment so the living body of Christ was left free to select its own forms of organization according to its needs and circumstances. Of course the church was not free to follow any development contrary either to the teachings of Christ or apostolic doctrine. Any development contrary to Scriptural principles is a corruption.

During the days following Pentecost the believers had practically no organization and for a time worshiped privately in their homes and kept the prayer times of the temple. Acts 2:46. This was supplemented by apostolic teaching and fellowship. As the church grew in numbers, organization developed from the following sources: first, church officers were added to meet arising emergencies, as for example in Acts 6:1-5; second, the possession of spiritual gifts singled out certain individuals for the work of the ministry.

The first churches were democratic in government - a circumstance natural in a community where the gift of the Spirit was available to all and where any and all could be divinely endowed with gifts for a special ministry. It is true that the apostles and elders presided at business meetings and at the appointing of officers; but these things were done in cooperation with the congregation. Acts 6:3-6; 15:22; 1 Cor. 16:3; 2 Cor. 8:19; Phil. 2:25’ (KDB, pag. 361-362).

La traduzione è: ‘E’ chiaro che il Signore Gesù si propose che ci dovesse essere una società di Suoi seguaci per dare all’umanità il Suo vangelo e rappresentarLo nel mondo. Ma egli non formò nessuna organizzazione o piano di governo, non diede nessuna dettagliata regola di fede e di pratica. Egli però ordinò i due semplici riti del battesimo e della comunione. Ciò nonostante, egli non ignorò l’organizzazione, perché la Sua promessa della venuta del Consolatore implicava che gli apostoli sarebbero stati guidati in tutta la verità concernente queste questioni.

Ciò che Egli fece per la chiesa fu qualcosa di più alto dell’organizzazione – Egli conferì ad essa la Sua stessa vita, rendendola un organismo vivente. Come un corpo vivente si adatta al suo ambiente, così il corpo vivente di Cristo fu lasciato libero di selezionare le sue proprie forme di organizzazione secondo il suo bisogno e le circostanze. Certamente la Chiesa non era libera di seguire qualsiasi sviluppo contrario sia agli insegnamenti di Cristo che alla dottrina apostolica. Ogni sviluppo contrario ai principi Scritturali è corruzione.

Durante i giorni che seguirono la Pentecoste i credenti non avevano praticamente nessuna organizzazione e per un tempo adorarono privatamente nelle loro case e osservarono i tempi [o le ore] di preghiera del tempio. Atti 2:46. Questo fu integrato dall’insegnamento  e dalla comunione degli apostoli. Come la Chiesa crebbe in numero, l’organizzazione si sviluppò dalle seguenti sorgenti: primo, i funzionari [o dirigenti] di chiesa furono aggiunti per supplire alle nascenti emergenze, come per esempio in Atti 6:1-5; secondo, il possesso di doni spirituali selezionava certi individui per l’opera del ministerio.

Le prime chiese erano democratiche nel governo – una circostanza naturale in una comunità dove il dono dello Spirito era disponibile a tutti e dove chiunque e tutti potevano essere divinamente dotati di doni per un ministerio particolare. E’ vero che gli apostoli e gli anziani presiedevano le riunioni di affari e alla costituzione dei dirigenti; ma queste cose erano fatte in cooperazione con la congregazione. Atti 6:3-6; 15:22; 1 Corinzi 16:3; 2 Corinzi 8:19; Filippesi 2:25’.

Le ADI hanno messo così: ‘E’ chiaro che il Signor Gesù aveva stabilito che vi fosse una società di Suo seguaci, per dare il Suo Vangelo all’umanità e per rappresentarlo nel mondo. Egli non pianificò un’organizzazione o un piano di governo, né diede regole dettagliate di fede e di pratica; ordinò i due semplici riti del Battesimo e della Santa Cena.

Ciò che il Redentore fece per la Chiesa fu qualcosa di più elevato dell’organizzazione: Egli comunicò alla Chiesa la Sua stessa vita, facendone un’organismo vivente. Il Consolatore che avrebbe mandato ai Suoi, dopo la Sua ascesa al cielo, li avrebbe guidati nell’organizzarsi.

Naturalmente la Chiesa non era libera di seguire gli sviluppi contrari all’insegnamento di Cristo ed alla dottrina degli apostoli; ogni sviluppo contrario ai principi scritturali è una corruzione.

Nei giorni che seguirono la Pentecoste, i credenti non avevano praticamente nessuna organizzazione e, per un certo tempo, tennero i culti nelle loro case osservando le ore di preghiera del Tempio (Atti 2:46). Tutto questo veniva completato dall’insegnamento e dalla comunione degli apostoli. Man mano che la Chiesa cresceva numericamente, si sviluppava l’organizzazione, la quale ebbe origine da due germi; primo, le situazioni d’emergenza che si presentavano e che rendevano necessario creare nuovi responsabili e nuovi collaboratori (abbiamo un esempio in Atti 6:1-5); secondo, l’evidenza di particolari caratteristiche spirituali, che indicavano certi individui come adatti all’opera del ministerio.

Le prime Chiese ebbero un governo democratico, un fatto naturale, questo, in una comunità dove i doni dello Spirito erano a disposizione di tutti e dove chiunque poteva essere divinamente rivestito di doni per uno speciale ministerio. E’ vero che gli apostoli e gli anziani presiedevano alle riunioni «di affari» e all’elezione dei dirigenti della Chiesa; ma queste cose erano fatte in collaborazione con la congregazione (Atti 6:3-6; 15:22; 1 Corinzi 16:3; 2 Corinzi 8:19; Filippesi 2:25)’ (DDB, pag. 286).

Notate le seguenti infedeltà:

1 - Gesù non formò nessuna organizzazione è diventato che Gesù non pianificò nessuna organizzazione

2 – ‘Egli’ è diventato ‘il Redentore’.

3 - Manca questa affermazione: ‘Come un corpo vivente si adatta al suo ambiente, così il corpo vivente di Cristo fu lasciato libero di selezionare le sue proprie forme di organizzazione secondo il suo bisogno e le circostanze’.

4 - ‘Il possesso di doni spirituali’ che selezionava certuni per l’opera del ministerio, è diventato ‘l’evidenza di particolari caratteristiche spirituali, che indicavano certi individui come adatti all’opera del ministerio’.

5 - ‘Il dono dello Spirito’ è stato fatto diventare ‘i doni dello Spirito’  

6 - La costituzione dei dirigenti della Chiesa è diventata l’elezione

Che dire? Veramente sconcertante.

 

Gravissima manipolazione sul ministerio generale e profetico della Chiesa

 

Pearlman afferma: ‘Two kinds of ministry are recognized in the New Testament: (1) The general and prophetic ministry - general because exercised in relation to the churches in general rather than to one church in particular, and prophetic in that it was created by the possession of spiritual gifts. (2) The local and practical ministry - local because confined to one church, and practical because dealing with the administration of the church’ (KDB, pag. 363).

La traduzione è: ‘Nel Nuovo Testamento sono riconosciuti due tipi di ministerio: (1) Il ministerio generale e profetico – generale perché esercitato in relazione alle chiese in generale piuttosto che ad una chiesa in particolare, e profetico in quanto esso era creato dal possesso di doni spirituali. (2) Il ministerio locale e pratico – locale perché confinato ad una chiesa, e pratico perché si occupava dell’amministrazione della Chiesa’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nel Nuovo Testamento vengono riconosciute due specie di ministeri: 1. Il ministerio generale e profetico; generale perché esercitato in relazione alle Chiese in generale piuttosto che ad una Chiesa in particolare, profetico perché caratterizzato dall’annuncio della Parola. 2. Il ministerio locale e pratico; locale perché limitato ad una Chiesa, pratico perché si occupava dell’amministrazione della Chiesa’ (DDB, pag. 287).

Notate come le ADI hanno fatto sparire che il ministerio generale e profetico era profetico ‘in quanto esso era creato dal possesso di doni spirituali’, ed hanno sostituito questa dichiarazione con ‘perché caratterizzato dall’annuncio della Parola’, che ha un significato molto diverso.

Molto grave dunque questa manomissione.

 

‘Potere amministrativo’ diventa ‘prestigio amministrativo’

 

Pearlman afferma sugli apostoli: ‘1. Apostles. These were men who received their commission from the living Christ Himself (Matt. 10:5; Gal. 1:1), who had seen Christ after His resurrection (Acts 1:22; 1 Cor. 9:1), enjoyed a special inspiration (Gal. 1:11, 12; 1 Thess. 2:13), exercised administrative power over the churches (1 Cor. 5:3-6; 2 Cor. 10:8; John 20:22, 23)’ (KDB, pag. 363).

La traduzione è: ‘1. Apostoli. Questi erano uomini che ricevettero la loro commissione dallo stesso Cristo vivente (Matteo 10:5; Galati 1:1), che avevano visto Cristo dopo la Sua resurrezione (Atti 1:22; 1 Corinzi 9:1), godevano di una ispirazione speciale (Galati 1:11,12; 1 Tessalonicesi 2:13), esercitavano un potere amministrativo sopra le chiese (1 Corinzi 5:3-6; 2 Corinzi 10:8; Giovanni 20:22,23).

Le ADI hanno messo così: ‘Gli Apostoli. Furono quegli uomini che ricevettero il loro incarico dallo stesso Cristo vivente (Matteo 10:5; Galati 1:1); che avevano visto Cristo dopo la Sua risurrezione (Atti 1:22; 1  Corinzi 9:1); che godevano una speciale ispirazione (Galati 1:11,12; 1 Tessalonicesi 2:13); che esercitavano un prestigio amministrativo sopra le Chiese (1 Corinzi 5:3-6; 2 Corinzi 10:8; Giovanni 20:22,23) …. ‘ (DDB, pag. 287-288).

Si noti come il ‘potere amministrativo’ che gli apostoli esercitavano sopra le chiese, è stato fatto diventare ‘un prestigio amministrativo’. Certo che le ADI sono specializzate nel deformare i pensieri e le convinzioni degli altri.

 

Sparita importante parte sul ministerio locale e pratico

 

Pearlman afferma alla fine della sua spiegazione sui presbiteri o anziani: ‘During the first century every Christian community was governed by a group of elders or bishops, so that there was no one officer doing for the church what a modern pastor does. At the beginning of the third century one man was placed at the head of each community with the title of pastor or bishop’ (KDB, pag. 364-365).

La traduzione è: ‘Durante il primo secolo ogni comunità Cristiana era governata da un gruppo di anziani o vescovi, cosicché non c’era nessun dirigente che faceva per la Chiesa quello che fa un pastore moderno. All’inizio del terzo secolo un uomo fu posto a capo di ogni comunità con il titolo di pastore o vescovo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Durante il primo secolo, ogni comunità cristiana era governata da un gruppo di anziani o vescovi; non vi era una persona che faceva per la Chiesa ciò che fa il pastore moderno’ (DDB, pag. 288).

Le ADI hanno fatto dunque sparire: ‘All’inizio del terzo secolo un uomo fu posto a capo di ogni comunità con il titolo di pastore o vescovo’.

 

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