12 – Lo Spirito Santo

BD21318_

 

 

‘Comincia’ diventa ‘contiene’ ed ‘enfasi’ diventa ‘manifestazione’: peggio di andare di notte

 

Nella sua introduzione alla dottrina sullo Spirito Santo, Pearlman afferma: ‘The doctrine of the Holy Spirit, judged by the place it occupies in the Scriptures, stands in the foremost rank of redemption truths. With the exception of 2 and 3 John, every book in the New Testament contains a reference to the Spirit's work; every Gospel begins with a promise of His outpouring. Yet it is admittedly the "neglected doctrine." Formalism and fear of fanaticism have produced a reaction against emphasis on the Spirit's work in personal experience’ (KDB, pag. 277).

La traduzione è: ‘La dottrina dello Spirito Santo, giudicando dal posto che occupa nelle Scritture, occupa il rango principale delle verità sulla redenzione. Con l’eccezione della seconda e terza epistola di Giovanni, ogni libro del Nuovo Testamento contiene un riferimento all’opera dello Spirito; ogni Vangelo comincia con una promessa del Suo spandimento. Eppure viene ammesso essere la ‘dottrina negletta’. Il formalismo e il timore del fanatismo hanno prodotto una reazione contro l’enfasi sull’opera dello Spirito nell’esperienza personale’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina dello Spirito Santo occupa il primo posto, per importanza, fra le verità che riguardano l’opera della redenzione. Ad eccezione della seconda e terza epistola di Giovanni, ogni libro del Nuovo Testamento contiene un riferimento all’opera dello Spirito ed ognuno dei quattro vangeli contiene la promessa della Sua effusione. Ciò nonostante, bisogna ammettere che questa è la «dottrina negletta». Il formalismo ed il timore del fanatismo hanno prodotto una reazione negativa verso la manifestazione dello Spirito Santo nell’esperienza personale del credente’ (DDB, pag. 221).

‘Comincia’ è diventato ‘contiene’, e ‘l’enfasi sull’opera dello Spirito’ è diventata ‘la manifestazione dello Spirito Santo’.

Queste manomissioni si commentano da sé, in quanto cambiano il senso delle parole di Pearlman.

 

La ‘Divinità’ diventa ‘Trinità’

 

Pearlman afferma: ‘The Spirit is the executive of the Godhead - working in every sphere, both physical and moral’ (KDB, pag. 281).

La traduzione è: ‘Lo Spirito è l’esecutore della Divinità – operando in ogni sfera, sia fisica che morale’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nella Trinità, lo Spirito è l’esecutore ed agisce in ogni sfera, sia fisica che morale’ (DDB, pag. 223).

 

Omissione e manomissione concernente la personalità dello Spirito Santo

 

Pearlman afferma: ‘His personality is indicated by the fact that He was manifested in the visible form of a dove (Matt. 3:16) and also by the fact that He is distinguished from His gifts. 1 Cor. 12:11’ (KDB, pag. 282).

La traduzione è: ‘La Sua personalità è indicata dal fatto che Egli fu manifestato nella forma visibile di una colomba (Matteo 3:16) ed anche dal fatto che Egli è distinto dai Suoi doni. 1 Corinzi 12:11’.

Le ADI hanno messo così: ‘Che Egli sia una persona si deduce anche dal fatto che distribuisce i Suoi doni ai credenti. (1 Corinzi 12:11)’ (DDB, pag. 223).

Siamo alle solite: le ADI hanno tolto e modificato qualche cosa.

 

 

‘Lo Spirito è perciò sia il Successore di Cristo che la Sua Presenza’ sparito

 

Pearlman afferma: ‘The word "another" distinguishes the Holy Spirit from Jesus, yet puts Him on the same plane. Jesus sends the Spirit, yet Jesus comes spiritually to the disciples through the Spirit; the Spirit is thus both Christ's Successor and also His Presence. The Holy Spirit makes possible and real the continued presence of Christ in the church’ (KDB, pag. 284).

La traduzione è: ‘La parola ‘un altro’ distingue lo Spirito Santo da Gesù, ma lo mette pure sullo stesso piano. Gesù manda lo Spirito, eppure Gesù viene spiritualmente ai discepoli attraverso lo Spirito; lo Spirito è perciò sia il Successore di Cristo che anche la Sua Presenza. Lo Spirito Santo rende possibile e reale la continua presenza di Cristo nella chiesa’.

Le ADI hanno messo così: ‘La parola «un altro» distingue lo Spirito Santo da Gesù, ma nel contempo Lo mette sullo stesso piano. Gesù manda lo Spirito, ma Egli stesso viene spiritualmente ai discepoli attraverso lo Spirito; lo Spirito Santo rende possibile la continua e reale presenza di Cristo nella Chiesa’ (DDB, pag. 225).

Come potete vedere, le ADI hanno tolto ‘lo Spirito è perciò sia il Successore di Cristo che anche la Sua Presenza’.

 

‘Guidare’ diventa addirittura ‘giudicare’ !

 

Pearlman afferma: ‘As we study the history of Israel we read of the Holy Spirit inspiring certain individuals, to rule and guide the members of that kingdom, and to supervise their progress in the life of consecration’ (KDB, pag. 291-292).

La traduzione è: ‘Mentre studiamo la storia di Israele noi leggiamo che lo Spirito Santo ispirò certi individui a governare e guidare i membri di quel regno, e a sovrintendere il loro progresso nella vita della consacrazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Studiando la storia d’Israele, leggiamo che lo Spirito Santo ispirava certi individui a governare, a giudicare i sudditi di quel regno ed a sovrintendere al loro progresso nella vita di consacrazione’ (DDB, pag. 231).

Questa è una delle più sfacciate manipolazioni fatte dalle ADI in questo libro.

 

Manomissioni concernenti l’opera dello Spirito Santo nei profeti

 

Pearlman dice: ‘When the prophet prophesied, he was sometimes in an exalted condition known as "ecstasy" - a dignified form of the old expression "under the power," that state of being in which one is lifted above ordinary consciousness and into the spiritual realm, the realm of prophecy. …. The expressions used to describe the inspiration and ecstasy of the prophets are similar to those describing the New Testament experience of being filled or baptized with the Spirit (see the Acts). It seems that in this latter experience the Spirit made so direct an impact on the human spirit that the person was lifted into a condition of ecstasy, in which condition he gave utterance to ecstatic speech. The prophets did not always prophesy in an ecstatic condition …’ (KDB, pag. 293).

La traduzione è: ‘Quando il profeta profetizzava, alcune volte egli era in una condizione di esaltazione conosciuta come ‘estasi’, una forma dignitosa della vecchia espressione ‘sotto la potenza’, quello stato in cui uno è innalzato sopra l’ordinaria coscienza e dentro il regno spirituale, il regno della profezia’ ….. Le espressioni usate per descrivere l’ispirazione e l’estasi dei profeti sono simili a quelle che descrivono l’esperienza del Nuovo Testamento dell’essere riempiti o battezzati con lo Spirito Santo (vedi gli Atti). Sembra che in questa ultima esperienza lo Spirito compiva un impatto così diretto sopra lo spirito umano che la persona veniva innalzata dentro una condizione di estasi, nella cui condizione egli proferiva uno discorso estatico. I profeti non profetizzarono sempre in una condizione estatica ….’.

Le ADI hanno messo così: ‘Quando il profeta profetizzava era, a volte, in una condizione spirituale conosciuta come ispirazione, ossia una forma più elevata della vecchia espressione «sotto la potenza»; è uno stato nel quale si è sollevati al di sopra della ordinaria coscienza, nel regno dello spirito, il regno della profezia. ….. Le espressioni usate per descrivere l’ispirazione dei profeti sono simili a quelle che descrivono, nel Nuovo Testamento, l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo (vedi gli Atti). Sembra che, in quest’ultima esperienza, lo Spirito entrasse in contatto così diretto con lo spirito umano che la persona veniva portata in condizione di proferire parole profetiche, senza perdere però coscienza di sé. 3. Non sempre i profeti profetizzavano in condizioni uguali a quelle sopra descritte …’ (DDB, pag. 232).

Dunque, alle ADI non piacciono i termini ‘estasi’, ‘estatica’, ‘estatico’. Hanno il terrore delle estasi, e delle condizioni estatiche in cui lo Spirito ancora oggi porta taluni quando si manifesta con la sua potenza. E dunque, non si sono fatti scrupoli, e le hanno eliminate.  

 

‘Il Messia’ diventa ‘il popolo di Dio’ !

 

Pearlman afferma: ‘The New Testament ushers in the Dispensation of the Spirit, fulfilling the promise that God would pour out of His Spirit on all flesh, put His Spirit within His people's hearts, and so write His laws there. This was to be done in the days of the Messiah, who was to be anointed with the Holy Spirit. Accordingly we find in the New Testament that the Holy Spirit is represented as working upon, in and through Jesus Christ’ (KDB, pag. 298).

La traduzione è: ‘Il Nuovo Testamento introduce la Dispensazione dello Spirito, adempiendo la promessa che Dio avrebbe sparso del Suo Spirito sopra ogni carne, messo il Suo Spirito nel cuore del Suo popolo, e così scrivervi le Sue leggi. Questo doveva essere fatto ai giorni del Messia, che doveva essere unto con lo Spirito Santo. Di conseguenza troviamo nel Nuovo Testamento che lo Spirito Santo è rappresentato come operante sopra, in e attraverso Gesù Cristo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il Nuovo Testamento introduce la dispensazione dello Spirito, adempiendo così la promessa che Dio avrebbe sparso il Suo Spirito sopra ogni carne, avrebbe messo il Suo Spirito nel cuore del Suo popolo e vi avrebbe scritto così la Sua legge. Il popolo di Dio doveva essere unto con lo Spirito Santo. Per questo nel Nuovo Testamento troviamo che lo Spirito è rappresentato come operante su, in e attraverso Cristo’ (DDB, pag. 236).

Come potete vedere, lo spandimento dello Spirito sopra il popolo di Dio doveva essere fatto da Dio ai giorni del Messia, che doveva essere unto con lo Spirito Santo. L’impostazione del discorso di Pearlman non permette assolutamente di tradurre come hanno fatto le ADI, perché la frase è una frase a sé, dove l’unzione con lo Spirito è per forza di cose quella che doveva ricevere il Messia, e non il popolo di Dio di cui non si fa menzione nella frase. E poi c’è la frase successiva che conferma che l’unzione con lo Spirito di cui Pearlman parla nella frase precedente è quella che doveva ricevere il Messia e non il popolo di Dio.

Che generatori di confusione sono nelle ADI!

 

Scomparsa la discesa dello Spirito Santo su Maria, e sconvolto così il discorso di Pearlman

 

Pearlman sta parlando della circostanza in cui Gesù fu unto di Spirito Santo, e fa un paragone che è il seguente: ‘As in the conception the Spirit descended upon Mary, at the baptism the Spirit descended upon her Son anointing Him to be Prophet, Priest and King’ (KDB, pag. 300).

La traduzione è: ‘Come nel concepimento lo Spirito discese su Maria, al battesimo lo Spirito discese sopra il suo Figliuolo ungendolo per essere Profeta, Sacerdote e Re’.

Le ADI hanno messo così: ‘Come nel concepimento, lo Spirito discese sul Figliuolo ungendoLo Profeta, Sacerdote e Re’ (DDB, pag. 237)

Come si può vedere, le ADI togliendo ‘lo Spirito discese su Maria’, fanno dire a Pearlman qualcosa contrario al suo pensiero, e cioè che al concepimento lo Spirito scese sul Figliuolo, e non solo questo, ma che anche in quella occasione lo Spirito lo unse Profeta, Sacerdote e Re. Ecco cosa accade quando vengono manomesse le parole degli altri, che poi si fanno dire delle cose oltre che non facenti parti del loro pensiero, anche assurde. Giudicate voi. Fratelli, credetemi, sono fortemente indignato e nauseato a causa di quest’altro scempio fatto dalle ADI!

 

‘Il dito di Dio’ diventa ‘la potenza di Dio’

 

Pearlman, nel parlare dell’opera dello Spirito nel ministerio di Gesù, afferma: ‘He knew that the Spirit of the Lord God was upon Him to fulfill the ministry predicted of the Messiah (Luke 4:18); by the finger of God He cast out demons. Luke 11:20; compare Acts 10:38’ (KDB, pag. 300).

La traduzione è: ‘Egli sapeva che lo Spirito del Signore Iddio era sopra di Lui per adempiere il predetto ministerio del Messia (Luca 4:18); Egli cacciò i demoni per il dito di Dio. Luca 11:20; cfr. Atti 10:38’.

Le ADI hanno messo così: ‘Sapeva che lo Spirito del Signore Iddio era sopra di Lui per compiere il predetto ministerio del Messia (Luca 4:18); infatti cacciava i demoni per la potenza di Dio (Luca 11:20; cfr. Atti 10:38’ (DDB, pag. 238).

Ora, ma se Pearlman dice ‘il dito di Dio’, espressione pienamente confermata dal verso di Luca 11:20, che badate bene sono parole di Cristo, perché mai bisogna cambiarle e mettere ‘la potenza di Dio’? Anche questo comunque conferma la disonestà di coloro che fanno questi lavori.

 

Manca paragrafo

 

Pearlman afferma: ‘Note the following three degrees in the impartation of the Spirit to Christ: (1) At His conception the Spirit of God was from that moment the Spirit of Jesus, the vivifying, sanctifying power by which He entered on His life as the Son of man and lived it to the end. (2) As years went by a fresh relation with the Spirit began. The Spirit of God became the Spirit of Christ in the sense of resting upon Him for His Christ-ministry. (3) After the ascension the Spirit became the Spirit of Christ in the sense of being imparted to others’ (KDB, pag. 302).

La traduzione è: ‘Notate i seguenti tre gradi nella comunicazione dello Spirito a Cristo: 1) Al Suo concepimento lo Spirito di Dio fu da quel momento lo Spirito di Gesù, la vivificante e santificante potenza per mezzo della quale Egli entrò nella Sua vita come il Figliuol dell’uomo e la visse fino alla fine. 2) Con il passare degli anni cominciò una fresca relazione con lo Spirito. Lo Spirito di Dio diventò lo Spirito di Cristo nel senso di riposare sopra di Lui per il suo ministerio di Cristo. 3) Dopo l’ascensione, lo Spirito diventò lo Spirito di Cristo nel senso di essere comunicato ad altri’.

Questa parte manca del tutto. Doveva trovarsi a pag. 239 (DDB), nella sezione ‘L’ascensione’, immediatamente prima di ‘Lo Spirito andò ad abitare in Cristo’.

 

Manipolazioni concernenti lo spandimento dello Spirito dopo l’ascensione di Cristo

 

Pearlman afferma: ‘The Spirit came to abide upon Christ not only for His own needs, but that He might bestow Him upon all believers. (See John 1:33 and note especially the word "remaining.") After the ascension the Lord Jesus exercised the great prerogative given Him as Messiah - the sending of the Spirit upon others. Acts 2:33; compare Rev. 5:6’ (KDB, pag. 302).

La traduzione è: ‘Lo Spirito venne a dimorare sopra Cristo non solo per le Sue proprie necessità, ma affinché Egli potesse metterLo sopra tutti i credenti. (Vedete Giovanni 1:33 e notate specialmente la parola ‘fermarsi’). Dopo l’ascensione, il Signore Gesù esercitò la grande prerogativa dataGli come Messia – il [o quella di] mandare lo Spirito sopra altri. Atti 2:33; cfr. Apocalisse 5:6’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo Spirito andò ad abitare in Cristo non solo per le Sue necessità, ma affinché Egli potesse mandarLo anche sui Suoi discepoli (vedi Giovanni 1:33 e nota specialmente la parola «fermarsi»). Dopo l’ascensione, il Signore Gesù esercitò la grande prerogativa dataGli come Messia, cioè offrire il dono dello Spirito ad altri (Atti 2:33; cfr. Apocalisse 5:6)’ (DDB, pag. 239).

 

‘Decretata’ diventa ‘attuata’

 

Pearlman afferma: ‘The Cross was a demonstration of the truth that the power of Satan over the lives of men was broken, and that his complete destruction was decreed. Heb. 2:14, 15; 1 John 3:8; Col. 2:15; Rom. 16:20’ (KDB, pag. 304).

La traduzione è: ‘La Croce fu una dimostrazione della verità che la potenza di Satana sopra le vite degli uomini fu spezzata, e che la sua completa distruzione fu decretata. Ebrei 2:14,15; 1 Giovanni 3:8; Colossesi 2:15; Romani 16:20’.

Le ADI hanno messo così: ‘La Croce fu una dimostrazione della verità che la potenza di Satana veniva spezzata, nella vita degli uomini, e che la sua completa distruzione (Ebrei 2:14,15; 1 Giovanni 3:8; Colossesi 2:15; Romani 16:20) veniva attuata’ (DDB, pag. 241).

Il verbo inglese ‘To decree’ significa ‘decretare, ordinare, emettere un decreto’. Ma nelle mani delle ADI cambia significato e significa ‘attuare’. D’altronde si sa che non nutrono simpatia verso questo verbo.

 

Come si fa dire a Pearlman una cosa del tutto diversa

 

Pearlman afferma: ‘Satan contended that he had a right to possess men who had sinned and that the righteous Judge must leave them in his hands’ (KDB, pag. 305).

La traduzione è: ‘Satana sosteneva che egli aveva il diritto di possedere gli uomini che avevano peccato e  che il giusto Giudice doveva lasciarli nelle sue mani’.

Le ADI hanno messo così: ‘Satana sosteneva di avere il diritto di possedere gli uomini, poiché essi avevano peccato e quindi il Giusto Giudice glieli doveva cedere’ (DDB, pag. 241).

Notate innanzi tutto che Pearlman non dice la ragione per cui Satana sosteneva di avere il diritto di possedere gli uomini, mentre le ADI glielo fanno dire; e poi notate che mentre secondo Pearlman il diavolo sosteneva che Dio glieli doveva lasciare nelle sue mani, per le ADI il diavolo sosteneva che Dio glieli doveva cedere, il che significa che gli uomini peccatori non erano nelle mani di Satana ma nelle mani di Dio, e quest’ultimo glieli doveva dare o cedere. Ma Pearlman invece ha detto che gli uomini peccatori erano nelle mani di Satana, e questi sosteneva che Dio doveva lasciarglieli nelle mani, e quindi che non glieli doveva strappare dalle sue mani. Per le ADI poter tradurre così, Pearlman avrebbe dovuto dire ‘the righteous Judge must give them to him’. Veramente sconcertante questa manomissione.

 

‘Una dottrina’ è diventata ‘teoria’

 

Pearlman afferma: ‘Any one who has witnessed the reactions of a real convert following the radical experience known as the new birth knows that regeneration is not merely a doctrine but a practical reality’ (KDB, pag. 306).

La traduzione è: ‘Chiunque è stato testimone delle reazioni di un vero convertito che seguono la radicale esperienza conosciuta come la nuova nascita, sa che la rigenerazione non è solamente una dottrina ma una realtà pratica’.

Le ADI hanno messo così: ‘Chiunque è stato testimone della trasformazione di un vero convertito, a seguito della radicale esperienza conosciuta come la nuova nascita, sa che la rigenerazione non è solamente teoria, ma una realtà pratica’ (DDB, pag. 242).

Dunque per Pearlman la rigenerazione era una dottrina oltre che una realtà pratica, mentre per le ADI è teoria oltre che una realtà pratica!

 

Gli ‘studiosi ortodossi’ diventano ‘studiosi evangelici’

 

Pearlman afferma: ‘It is believed by many orthodox scholars that God imparted to Adam, not only physical and mental life, but also the indwelling Spirit, which he lost because of sin, not only for himself but also for his descendants’ (KDB, pag. 306).

La traduzione è: ‘Molti studiosi ortodossi credono che Dio conferì ad Adamo, non solo la vita fisica e mentale, ma anche lo Spirito immanente, che egli perse a cagione del peccato, non solo per lui stesso ma anche per i suoi discendenti’.

Le ADI hanno messo così: ‘Molti studiosi evangelici credono che Dio infuse in Adamo non solo la vita fisica e mentale, ma anche la presenza dello Spirito, che Adamo poi perdette, a causa del peccato, non solo per sé ma anche per i suoi discendenti’ (DDB, pag. 243).

Il termine inglese ‘orthodox’ si può tradurre solo con ‘ortodossi’. In italiano il termine ‘ortodosso’, quando è usato come aggettivo, significa ‘[di] retta dottrina’. Quindi Pearlman si sta riferendo a molti studiosi che dottrinalmente sono sani, in quanto si attengono alla Bibbia. Studiosi evangelici invece in inglese si dice ‘evangelical scholars’.

Anche i termini inglesi i più semplici, e facilmente traducibili, vengono manomessi dalle ADI. Che scandalo!

 

Tolto ‘buona’ all’opera cominciata dallo Spirito Santo in noi

 

Pearlman afferma: ‘If the Spirit of God did one work and then departed, the convert would indeed fall back into his old ways. But the Spirit continues the good work He has begun’ (KDB, pag. 308).

La traduzione è: ‘Se lo Spirito di Dio compisse un’opera e poi si dipartisse, il convertito ricadrebbe davvero nelle sue vecchie vie [o maniere]. Ma lo Spirito continua la buona opera che Egli ha cominciato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Se lo Spirito di Dio compisse un’opera per poi allontanarsi, il convertito ricadrebbe fatalmente nelle sue vecchie abitudini; ma lo Spirito Santo continua l’opera che ha iniziato’ (DDB, pag. 244).

Mi domando quale fastidio procurava alle ADI l’aggettivo ‘buona’ associato all’opera dello Spirito in noi. Peraltro in Filippesi l’opera che Dio ha iniziato in noi è chiamata “un’opera buona” (Filippesi 1:6).

 

‘Persone battezzate in acqua da Filippo’ diventa ‘persone battezzate in Cristo’

 

Pearlman afferma: ‘…. in Acts 8:12-16 we have an instance of people baptized in water by Philip, yet receiving the Holy Spirit some days later’ (KDB, pag. 309).

La traduzione è: ‘…. In Atti 8:12-16 abbiamo un esempio di persone battezzate in acqua da Filippo, ma che ricevono lo Spirito Santo alcuni giorni più tardi’.

Le ADI hanno messo così: ‘… in Atti 8:12-16 abbiamo un esempio di persone battezzate in Cristo, che ricevettero il dono dello Spirito alcuni giorni più tardi’ (DDB, pag. 245).

 

Essere ‘battezzati con lo Spirito Santo’ diventa essere ‘battezzati nello Spirito Santo’

 

Pearlman afferma: ‘This impartation of power is also described as a filling with the Spirit. Those who were baptized with the Holy Spirit on the day of Pentecost were also filled with the Spirit’ (KDB, pag. 310).

La traduzione è: ‘Questo conferimento di potenza è anche descritto come un riempimento di Spirito. Quelli che furono battezzati con lo Spirito Santo il giorno della Pentecoste, furono anche ripieni di Spirito’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questa immissione di potenza nei credenti viene anche descritta come «essere riempiti dello Spirito». Quelli che furono battezzati nello Spirito Santo il giorno della Pentecoste, furono anche riempiti dello Spirito’ (DDB, pag. 245).

Le ADI non transigono, anche ‘con lo’ deve diventare ‘nello’. E difatti in un altro posto, Pearlman afferma: ‘This new life of the Spirit is imparted and maintained by Christ (John 1:12, 13; 4:10; 7:38), who is also the Baptizer with the Holy Spirit. Matt. 3:11’ (KDB, pag. 283), che tradotto significa: ‘Questa nuova vita dello Spirito è data e mantenuta da Cristo (Giovanni 1:12,13; 4:10; 7:38), che è anche il Battezzatore con lo Spirito Santo. Matteo 3:11’; ma loro hanno messo così: ‘Questa vita nuova dello Spirito viene donata e mantenuta da Cristo (Giovanni 1:12,13; 4:10; 7:38), che è anche il battezzatore nello Spirito Santo (Matteo 3:11)’ (DDB, pag. 224).

Le ADI hanno modificato le parole di Pearlman, perché loro considerano un errore dire ‘essere battezzati con lo Spirito’, infatti nel loro libro ‘Il Battesimo nello Spirito Santo’ dicono: ‘Battezzare con’ o ‘in’; ‘EN’, la preposizione greca usata è tradotta sia ‘in’ che ‘con’ nei lessici greci e nelle concordanze. Le versioni Diodati, e la Riveduta danno la preferenza a ‘con lo’ ma molte versioni moderne scelgono ‘in’. Un notissimo studioso evangelico di fede pentecostale il Dr. Peter Christopher Nelson affermava, che è giusto usare la definizione battesimo e battezzare nello Spirito Santo, perché fare altrimenti vorrebbe dire non sottolineare che lo Spirito Santo è l’elemento nel quale il credente è battezzato. Giovanni disse: ‘Egli (Cristo) vi battezzerà nello Spirito Santo, così è scritto in greco … come il battesimo in acqua è l’immersione del credente …. È contraddittorio dire immersione con acqua o aspersione in acqua’. I traduttori delle Scritture i quali praticavano il battesimo per aspersione tradussero ‘battezzerà con acqua’ e ‘battezzerà con lo Spirito Santo’ ma molte versioni traducono correttamente con ‘Sarete battezzati nello Spirito Santo’ (Atti 1:5)’ (Il Battesimo nello Spirito Santo, AA.VV., ADI-Media, 1987, pag. 72).

Dunque, ammesso e non concesso che le ADI abbiano ragione, è significativo che Myer Pearlman parlava di battesimo con lo Spirito Santo. Ma le ADI questo lo hanno dovuto nascondere. Potevano mettere una nota esplicativa, ma per loro questo sarebbe stato uno smacco, e allora hanno messo ‘in’ al posto di ‘con’.

Ho voluto far notare questa cosa anche per far notare ai fratelli nelle ADI che anche Pearlman usava il ‘con’ come facciamo noi.

 

Sparito accenno esplicito alla cosiddetta ‘seconda opera di grazia’

 

Pearlman afferma: ‘The Spirit regenerates human nature in the crisis of conversion, and then, as the Spirit of holiness within, produces the "fruit of the Spirit," the distinctive features of Christian character. At times, believers make a special consecration, and receive that victory over sin, and consequent accession of joy and peace, which has sometimes been called "sanctification" or a "second definite work of grace." But in addition to these operations of the Holy Spirit, …’ (KDB, pag. 311-312).

La traduzione è: ‘Lo Spirito rigenera la natura umana nella crisi della conversione, e poi, come lo Spirito di santità all’interno, produce il ‘frutto dello Spirito’, le caratteristiche distintive del carattere Cristiano. A volte, i credenti fanno una consacrazione speciale, e ricevono quella vittoria sopra il peccato, e quel conseguente aumento di gioia e pace, che alcune volte è stata chiamata ‘santificazione o una ‘seconda definita opera di grazia’. Ma oltre a queste operazioni dello Spirito Santo …’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo Spirito Santo rigenera la natura umana nella crisi della conversione; poi, come autore della santità interiore, produce il «frutto dello Spirito», ossia le caratteristiche distintive del carattere cristiano. Ma, in aggiunta a queste azioni dello Spirito Santo …’ (DDB, pag. 246).

Come si può vedere, le ADI hanno sostituito ‘lo Spirito di santità all’interno’ con ‘autore della santità interiore’; e poi hanno tolto una chiara affermazione di Pearlman in merito alla dottrina Wesleyana chiamata ‘seconda opera di grazia’, di cui ho parlato prima. Ribadisco anche qua che non accettiamo ‘la seconda opera di grazia’ insegnata da Wesley, ma non è stato giusto da parte delle ADI eliminare le suddette parole di Pearlman perché fanno parte del suo pensiero.

 

Spariti ‘gli operai unti di Spirito’

 

Pearlman afferma: ‘Now while freely admitting that Christians have been born of the Spirit, and workers anointed with the Spirit, we maintain that not all Christians have experienced the charismatic operation of the Spirit, followed by a sudden, supernatural utterance’ (KDB, pag. 313).

La traduzione è: ‘Ora, mentre ammettiamo liberamente che i Cristiani sono nati dallo Spirito, e gli operai sono stati unti di Spirito, noi sosteniamo che non tutti i Cristiani hanno sperimentato la carismatica azione dello Spirito, seguita da un improvviso e soprannaturale modo di parlare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Pertanto, mentre ammettiamo che tutti i cristiani sono stati rigenerati dallo Spirito, sosteniamo che non tutti i cristiani hanno esperimentato l’azione carismatica dello Spirito, seguita da un improvviso linguaggio soprannaturale’ (DDB, pag. 247).

Perché far sparire ‘gli operai sono stati unti di Spirito’, che fanno parte del discorso e del pensiero di Pearlman?

 

Il libero arbitrio delle ADI in azione sul parlare in lingue

 

Pearlman sta parlando dell’iniziale evidenza del battesimo con lo Spirito Santo, e cita le seguenti parole di G. B. Stevens tratte dalla sua ‘Theology of the New Testament’ in riferimento ad Atti 19:1-7): ‘Not only did they not receive the Holy Ghost when they believed, but after they had been baptized in the name of Christ it was only when Paul had laid his hands upon them that the Holy Ghost came upon them and they spoke with tongues and prophesied. Here it is obvious that the gift of the Spirit is regarded as synonymous with the ecstatic charismata (spiritual impartation) of speaking with tongues and prophesying’ (KDB, pag. 314).

La traduzione è: ‘Non solo essi non ricevettero lo Spirito Santo quando credettero, ma dopo che essi furono battezzati nel nome di Cristo fu solo quando Paolo ebbe imposto le sue mani sopra di essi che lo Spirito Santo venne sopra loro e parlarono in lingue e profetizzarono. Qui è ovvio che il dono dello Spirito è considerato come sinonimo dei carismi [doni] estatici (comunicazione spirituale) del parlare in lingue e del profetizzare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non solo quando credettero, ma neppure dopo essere stati battezzati nel nome di Gesù ricevettero lo Spirito Santo; fu solo dopo che Paolo ebbe imposte loro le mani, che lo Spirito Santo venne su loro ed essi parlarono nuove lingue e profetizzarono. Qui è ovvio che il dono dello Spirito viene visto come sinonimo del carisma estatico del parlare in lingue e profetizzare’ (DDB, pag. 248).

Vorrei che notaste questa cosa: lo stesso e identico verbo inglese ‘To speak with tongues’ che tradotto è: ‘Parlare in lingue’, nelle mani delle ADI è stato tradotto in due maniere diverse: prima in maniera arbitraria con ‘parlare nuove lingue’ (che invece in inglese si dice ‘To speak in new tongues’), e poi giustamente con ‘parlare in lingue’. Giudicate voi se di costoro c’è da fidarsi quando traducono anche le espressioni più semplici.

Facciamo poi notare che la parola greca ‘charismata’ significa ‘doni’.

 

‘Successiva’ diventa ‘subito dopo’ e altre cose

 

Pearlman, nel parlare della maniera in cui si riceve il battesimo con lo Spirito Santo, afferma: ‘The receiving of the gift of the Holy Spirit subsequent to conversion is connected with the prayers of Christian workers …. The Holy Ghost, he states, was communicated to converts by the laying on of hands and prayer and wrought signs and wonders. …. Since the baptism of power is described as a gift (Acts 10:45) the believer may plead before the throne of grace the promise of Jesus: "If ye then, being evil, know how to give good gifts unto your children: how much more shall your heavenly Father give the Holy Spirit to them that ask him?" Luke 11:13’  (KDB, pag. 317, 318).

La traduzione è: ‘La ricezione del dono dello Spirito Santo successiva alla conversione è connessa alle preghiere degli operai Cristiani …. Lo Spirito Santo, egli [Weinel, teologo tedesco] dichiara, veniva comunicato ai convertiti attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera, e [lo Spirito] operava segni e prodigi … Dato che il battesimo di potenza è descritto come un dono (Atti 10:45), il credente può implorare davanti al trono della grazia la promessa di Gesù: ‘Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!’ Luca 11:13.

Le ADI hanno messo così: ‘Il dono dello Spirito, subito dopo la conversione, è connesso alla preghiera dei ministri dell’Evangelo …..Lo Spirito Santo, egli afferma, veniva assicurato ai convertiti attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera operava segni e miracoli ….. Poiché il battesimo di potenza viene definito come un dono (Atti 10:45), il credente può chiedere davanti al trono divino l’adempimento della promessa di Gesù: ‘Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!’ (DDB, pag. 250, 251).

Notate le cose che hanno cambiato le ADI:

1 – ‘La ricezione del dono dello Spirito Santo’ è diventata ‘il dono dello Spirito’

2 – ‘Successiva alla conversione’ è diventato ‘subito dopo la conversione’, quando Pearlman non stava affatto parlando in termini di subito dopo, in quanto non ha specificato il lasso di tempo che intercorre tra la conversione e la ricezione dello Spirito, altrimenti avrebbe scritto ‘immediately after’ che significa appunto ‘subito dopo’.

3 – ‘Veniva comunicato’ è stato cambiato con ‘veniva assicurato’

4 – ‘Lo Spirito operava segni e miracoli’ è diventato ‘la preghiera operava segni e miracoli’.

5 – ‘Il trono della grazia’ è stato cambiato con ‘il trono divino’.

 

Gravissima manomissione sulla natura generale dei doni dello Spirito Santo

 

Pearlman afferma: ‘Paul speaks of the gifts of the Spirit ("spirituals" in the original Greek) in a threefold aspect. They are "charismata," or a variety of gifts bestowed by the one Spirit (1 Cor. 12:4, 7); "diakonai," or varieties of service rendered in the cause of the one Lord; and "energemata" or varieties of the power of the one God who works all in all. All these aspects are referred to as "the manifestation of the Spirit," which is given to men for the profit of all’ (KDB, pag. 320).

La traduzione è: ‘Paolo parla dei doni dello Spirito (‘Spirituali’ nel Greco originale) sotto un triplice aspetto. Essi sono ‘charismata’, o una varietà di doni accordati dall’unico Spirito (1 Corinzi 12:4,7); ‘diakonai’, o varietà di servizi resi nella causa dell’unico Signore; ed ‘energemata’ o varietà della potenza dell’unico Dio che opera tutto in tutti. Tutti questi aspetti sono riferiti come ‘la manifestazione dello Spirito’, che è data agli uomini per il profitto di tutti’.

Le ADI hanno messo così: ‘Paolo parla dei doni dello Spirito («spirituali» nel greco) sotto un triplice aspetto. Essi sono: «charismata», o varietà di doni distribuiti dallo Spirito (1 Corinzi 12:4,7); «diakoníai», o varietà di servizi resi alla causa del Signore; «manifestazioni dello Spirito», che vengono date agli uomini per il profitto di tutti.’ (DDB, pag. 253)

Avete notato cosa hanno combinato le ADI? Praticamente hanno tolto il terzo aspetto che è questo: ‘ed ‘energemata’ o varietà della potenza dell’unico Dio che opera tutto in tutti’ e lo hanno sostituito con la definizione biblica che viene usata da Pearlman per descrivere tutti i tre aspetti ma mettendola al plurale invece che al singolare. Veramente scandaloso quello che è stato fatto dalle ADI, perché fanno dire a Pearlman una cosa che lui non ha affatto detto. Come definire dunque gli artefici di quest’altra manomissione? Ditemelo voi fratelli.

 

Manomissioni sul dono di parola di sapienza

 

Pearlman afferma: ‘(a) The word of wisdom. By this expression is meant the utterance of wisdom. What kind of wisdom? This will be best determined by noting in what senses the word "wisdom" is used in the New Testament. It is applied to the art of interpreting dreams and giving sage advice (Acts 7:10); the intelligence evinced in discovering the meaning of some mysterious number or vision (Rev. 13:18; 17:9); skill in the management of affairs (Acts 6:3); a devout prudence in dealings with those outside the church (Col. 4:5); skill and discretion in imparting Christian truth (Col. 1:28); the knowledge and practice of the requisites for godly and upright living (James 1:5; 3:13, 17); the knowledge and skill in affairs requisite for the successful defense of Christ's cause (Luke 21:15); an acquaintance of Divine things and human duties joined to a power of discoursing concerning them and of interpreting and applying sacred Scripture (Matt. 13:54; Mark 6:2; Acts 6:10); the wisdom and instruction with which John the Baptist and Jesus taught men the plan of salvation (Matt. 11:19). In Paul's writings "wisdom" is applied to: a knowledge of the Divine plan previously hidden, of providing men with salvation through the atonement of Christ (1 Cor. 1:30; Col. 2:3); hence all the treasures of wisdom are said to be hidden in Christ (Col. 2:3); the wisdom of God as evinced in forming and executing His counsels. Rom. 11:33. The word of wisdom, then, would seem to signify supernatural ability to utter forth wisdom along the above mentioned lines’ (KDB, pag. 321-322).

La traduzione è: ‘(a). La parola di sapienza. Con questa espressione si intende l’esprimere sapienza. Che tipo di sapienza? Questo sarà meglio determinato notando in quali sensi la parola ‘sapienza’ è usata nel Nuovo Testamento. Essa è applicata all’arte di interpretare i sogni e dare saggi consigli (Atti 7:10); l’intelligenza mostrata nello scoprire il significato di qualche misterioso numero o di qualche misteriosa visione (Apocalisse 13:18; 17:9); abilità nell’amministrazione degli affari (Atti 6:3); una devota prudenza nell’affrontare coloro fuori dalla Chiesa (Colossesi 4:5); abilità e discrezione nel trasmettere la verità Cristiana (Colossesi 1:28); la conoscenza e pratica dei requisiti per una vita pia e giusta (Giacomo 1:5; 3:13,17); la conoscenza e abilità negli affari necessari per difendere con successo la causa di Cristo (Luca 21:15); una conoscenza delle cose Divine e dei doveri umani uniti ad un potere di parlare di essi e di interpretare ed applicare la sacra Scrittura (Matteo 13:54; Marco 6:2; Atti 6:10); la sapienza e l’istruzione con cui Giovanni il Battista e Gesù insegnarono agli uomini il piano della salvezza (Matteo 11:19). Negli scritti di Paolo ‘sapienza’ è applicata a: una conoscenza del piano Divino [che fu] nascosto in precedenza, di provvedere agli uomini salvezza attraverso l’espiazione di Cristo (1 Corinzi 1:30; Colossesi 2:3); di qui viene detto che tutti i tesori della sapienza sono nascosti in Cristo (Colossesi 2:3); la sapienza di Dio come mostrata nel formare ed eseguire i Suoi consigli. Romani 11:33. La parola di sapienza, quindi, sembrerebbe indicare la capacità soprannaturale di proferire sapienza lungo le sopracitate linee’.

Le ADI hanno messo così: ‘a. La parola di sapienza. Con questa espressione si intende il parlare di sapienza. Quale specie di sapienza? Questo si può meglio comprendere studiando in quale senso la parola «sapienza» viene usata nel Nuovo Testamento. Essa indica: l’arte di interpretare sogni e di dare saggi consigli (Atti 7:10); l’intelligenza spiegata nello scoprire il significato di qualche rivelazione o di qualche visione (Apocalisse 13:18; 17:9); capacità nell’amministrazione della comunità (Atti 6:3); una devota prudenza usata nel trattare con coloro che sono fuori della Chiesa (Colossesi 4:5); capacità e discrezione nell’insegnare la verità cristiana (Colossesi 1:28); la conoscenza e la pratica dei requisiti occorrenti per una vita pia e giusta (Giacomo 1:5; 3:13,17); la conoscenza della Scrittura necessaria a difendere con successo la causa di Cristo (Luca 21:15); una cognizione delle verità divine e dei doveri umani, unita alla potenza di interpretare ed applicare le Sacre Scritture (Matteo 13:54; Marco 6:2; Atti 6:10); la sapienza e l’ammaestramento con i quali Giovanni Battista e Gesù spiegarono agli uomini il piano della salvezza (Matteo 11:19). Negli scritti di Paolo la parola «sapienza» è applicata alla conoscenza del piano divino, prima nascosto, di provvedere agli uomini una salvezza attraverso l’espiazione di Cristo (1 Corinzi 1:30; Colossesi 2:3); quindi si dice che tutti i tesori della sapienza sono nascosti in Cristo (Colossesi 2:3) e si indica, col termine sapienza, la sapienza di Dio come è manifestata nel formare ed eseguire i Suoi consigli (Romani 11:33). Pertanto la parola di sapienza è la capacità soprannaturale di proferire sapienza nei casi sopra menzionati’ (DDB, pag. 254).

Le manomissioni sono le seguenti:

1 – ‘L’intelligenza mostrata nello scoprire il significato di qualche misterioso numero o di qualche misteriosa visione’, è diventata ‘l’intelligenza spiegata nello scoprire il significato di qualche rivelazione o di qualche visione’. Evidentemente il termine ‘misterioso numero’ dava fastidio alle ADI.

2 – L’abilità negli affari necessaria a difender con successo la causa di Cristo è scomparsa

3 – Il potere di parlare delle cose divine e dei doveri umani è scomparso

4 - ‘Sembrerebbe indicare’ è diventato in mano alle ADI ‘è’.

 

‘La fede che salva’ è diventata ‘la fede’

 

Pearlman sta parlando del dono dello Spirito Santo chiamato ‘fede’ e spiega che questa fede è distinta dalla fede che salva, e dice: ‘It is true that saving faith is described as a gift (Eph. 2:8) …’ (KDB, pag. 323).

La traduzione è: ‘E’ vero che la fede che salva è descritta come un dono (Efesini 2:8) ….’

Le ADI hanno messo così: ‘E’ vero che la fede viene definita come un dono (Efesini 2:8), ….’ (DDB, pag. 255).

Preoccupante l’omissione di ‘che salva’.

 

Manomissioni concernenti i doni di guarigioni

 

Pearlman afferma: ‘Gifts of Healing. To say that a person has the gifts (note the plural, perhaps referring to a variety of healings) means that he is used of God in supernaturally ministering health to the sick, through prayer. …. It is not to be understood that the possessor of this gift (or the person possessed by this gift) has the power to heal everyone …. (KDB, pag. pag. 323-324).

La traduzione è: ‘Doni di guarigione. Dire che una persona ha i doni (notate il plurale, forse si riferisce ad una varietà di guarigioni) significa che essa viene usata da Dio nel ministrare in maniera soprannaturale la salute agli ammalati, attraverso la preghiera. … Non si deve intendere che il possessore di questo dono (o colui che è posseduto da questo dono) abbia il potere di guarire chiunque; …..’.

Le ADI hanno messo così: ‘I Doni di guarigioni. Dire che qualcuno ha i doni di guarigione (notate il plurale, forse riferendosi alla guarigione delle varie malattie) significa che egli viene usato da Dio, il quale dona, in modo soprannaturale, salute ai malati attraverso la preghiera …  Non si deve pensare che colui che ha ricevuto questo dono abbia la potenza di guarire chiunque; ….’ (DDB, pag. 255).

Notate come ‘essa [la persona] viene usata da Dio nel ministrare in maniera soprannaturale la salute agli ammalati’, è diventato ‘egli viene usato da Dio, il quale dona, in modo soprannaturale, salute ai malati’; e poi come ‘il possessore di questo dono (o colui che è posseduto da questo dono)’ è diventato ‘colui che ha ricevuto questo dono’.

 

Gravissima omissione e manipolazione concernente la profezia: le ADI accusano Pearlman attraverso la sua stessa bocca di ‘voler cavillare’!

 

Pearlman afferma: ‘Should prophecy or interpretation be given in the first person; for example, "It is I, the Lord, who am speaking to you, My people"? The question is an important one, for the quality of certain messages has caused people to wonder as to whether the Lord Himself could have thus spoken. The answer may depend on our view of the mode of inspiration. Is it mechanical; that is, does God use the speaker as we would use a megaphone, the person being entirely passive and becoming simply a mouthpiece? Or, is the method dynamical; that is, does God supernaturally quicken the spiritual nature (note: "My spirit prayeth." 1 Cor. 14:14), enabling the person to speak the divine message in terms beyond the natural scope of the mental faculties. If and when God inspires according to the first-named method, the first person would naturally be used; according to the second method the message would be given in the third person; for example, "The Lord would have His people look up and be encouraged," etc. Many experienced workers believe that interpretations and prophetic messages should be given in the third person. See Luke 1:67-79; 1 Cor. 14:14, 15’ (KDB, pag. 325-326).

La traduzione è: ‘La profezia o l’interpretazione dovrebbe essere data in prima persona; per esempio [dicendo]: ‘Sono io, il Signore, che ti sto parlando, popolo Mio?’ La domanda è importante, perché la qualità di certi messaggi ha fatto domandare alle persone se il Signore stesso potrebbe avere parlato in questo modo. La risposta può dipendere dalla nostra opinione sulla modalità dell’ispirazione. E’ essa meccanica, cioè, Dio usa l’oratore come noi useremmo un megafono, essendo la persona interamente passiva e diventando essa semplicemente un portavoce? O, il metodo è dinamico, cioè Dio vivifica in maniera soprannaturale la natura spirituale (notate: ‘Il mio spirito prega’ 1 Corinzi 14:14), mettendo in grado la persona di proferire il messaggio divino in termini al di là della possibilità naturale delle facoltà mentali [?]. Se e quando Dio ispira in base al primo metodo menzionato, verrebbe naturalmente usata la prima persona; in base al secondo metodo, il messaggio sarebbe dato in terza persona, per esempio [dicendo]: ‘Il Signore vorrebbe che il Suo popolo guardi in alto e sia incoraggiato,’ ecc. Molti operai con esperienza credono che le interpretazioni e i messaggi profetici dovrebbero essere dati nella terza persona. Vedi Luca 1:67-79; 1 Corinzi 14:14,15).

Le ADI hanno messo così: ‘La profezia e l’interpretazione devono essere date in prima persona, come ad esempio: «Sono Io, il Signore, che ti parlo, o popolo mio»? La domanda è molto importante, perché molti dimenticano che Dio usa il credente secondo le proprie facoltà e possibilità, mai spogliandolo della propria personalità; quindi si esprime con le proprie parole ed il proprio stile. Voler cavillare su come deve essere data una profezia; in prima, in seconda o in terza persona, vuole dire, in ultima analisi, valutare con metodi umani l’intervento dello Spirito Santo. Invece, quello che vale della profezia è: l’esortazione, l’edificazione e la consolazione sempre provate alla luce del messaggio biblico’ (DDB, pag. 257).

Che dire? Ci si trova davanti ad una delle più scandalose manipolazioni presenti in questo libro. Una vergogna unica. Avete compreso cosa hanno fatto le ADI? Hanno tolto quelle che erano le convinzioni di Pearlman, sul come dovrebbe essere data la profezia, e lo hanno pure accusato di ‘voler cavillare’! Qui credo che le ADI si siano superate: qui pare che la realtà superi l’immaginazione. Ovviamente tutto ciò è dovuto al fatto che nelle ADI le profezie e le interpretazioni (ricordatevi infatti che per loro lingue più interpretazione fanno profezia, cosa che però come ho dimostrato altrove non corrisponde all’insegnamento biblico) vengono quasi sempre date usando la prima persona, e dato che Pearlman va in contrasto con le ADI, allora queste hanno manipolato il suo discorso spingendosi fino ad accusarlo di ‘voler cavillare’.

 

‘Messaggi’ diventano ‘manifestazioni’, e sparisce ‘estatica’

 

Pearlman afferma sulle lingue: ‘There seem to be two kinds of messages in tongues: first, ecstatic praise addressed to God alone (1 Cor. 14:2), and second, a definite message for the church (1 Cor. 14:5)’ (KDB, pag. 326).

La traduzione è: ‘Sembra che ci siano due specie di messaggi in lingue: il primo, lode estatica indirizzata a Dio soltanto (1 Corinzi 14:2), e secondo, un definito messaggio per la chiesa (1 Corinzi 14:5).

Le ADI hanno messo così: ‘Sembra vi siano due specie di manifestazioni in lingue: la lode indirizzata solo a Dio (1 Corinzi 14:2), un definito messaggio per la Chiesa (1 Corinzi 14:5)’ (DDB, pag. 257).

 

Manipolate parole di Donald Gee sull’interpretazione delle lingue

 

Pearlman dice: ‘Writes Donald Gee: The purpose of the gift of interpretation is to render the ecstatic and inspired utterances by the Spirit which have gone forth in a tongue unknown to the vast majority present, available to the general understanding of all, by repeating them distinctly in the ordinary language of the people assembled’ (KDB, pag. 326-327).

La traduzione è: ‘Scrive Donald Gee: Lo scopo del dono dell’interpretazione è quello di rendere le espressioni estatiche e ispirate dallo Spirito, che sono state proferite in una lingua sconosciuta alla vasta maggioranza presente, disponibili alla generale comprensione di tutti, ripetendole distintamente nella lingua ordinaria delle persone riunite’.

Le ADI hanno messo così: ‘Scrive Donald Gee: Lo scopo del dono dell’interpretazione è quello di rendere comprensibile l’espressione estatica ed ispirata dello Spirito proferita in una lingua sconosciuta ai presenti, ripetendola nella lingua comunemente parlata dal popolo’ (DDB, pag. 258).

Notate in particolare come ‘alla vasta maggioranza presente’ è diventata ‘ai presenti’, per cui a tutti i presenti.

 

‘I falsi culti’ diventano ‘false dottrine’

 

La Chiesa antica ad un certo punto cominciò un processo di centralizzazione dell’organizzazione e di formulazione di difficili credi, e viene detto: ‘While all this was necessary as a defense against false cults, it tended to check the free moving of the Spirit and make Christianity a matter of orthodoxy rather than of spiritual vitality’ (KDB, pag. 329).

La traduzione è: ‘Mentre tutto ciò fu necessario come difesa contro i falsi culti, esso tese ad impedire il libero movimento dello Spirito e a rendere il Cristianesimo una questione di ortodossia piuttosto che di vitalità spirituale’.

Le ADI hanno messo così: ‘Mentre tutto questo era necessario per difendersi dalle false dottrine, tendeva ad impedire il libero movimento dello Spirito ed a fare del cristianesimo una questione di ortodossia, piuttosto che di vitalità spirituale’ (DDB, pag. 260).

E’ evidente che nell’originale c’è un chiaro riferimento alle sètte che sorsero in quel periodo, e che minacciarono seriamente l’integrità dottrinale e morale della Chiesa, ma le ADI hanno cambiato i falsi culti in false dottrine.  

 

 

Come si addolcisce il linguaggio duro

 

Pearlman sta biasimando coloro che si oppongono al parlare in lingue i quali sostengono che i credenti farebbero meglio a cercare l’amore che costituisce il dono supremo, e dice: ‘They are guilty of confusion of thought. Love is not a gift but a fruit of the Spirit’ (KDB, pag. 333).

La traduzione è: ‘Essi sono colpevoli di confusione di pensiero. L’amore non è un dono ma un frutto dello Spirito’.

Le ADI hanno messo così: ‘Costoro fanno confusione. L’amore non è un dono, ma il frutto dello Spirito’ (DDB, pag. 263).

E’ evidente lo scopo di questa manomissione: non calcare troppo la mano contro gli antipentecostali. Un generico ‘fanno confusione’ è molto meglio di ‘sono colpevoli di confusione di pensiero’, per le ADI che non vogliono fare polemica con le altre denominazioni evangeliche! Ma questa manomissione fa capire molto bene come per le ADI, tutti devono essere adattati al modo di parlare, ragionare e pensare delle ADI: non importa se Calvinisti o Arminiani, Pentecostali o non Pentecostali.  

 

Parti mancanti sull’avvento dello Spirito

 

Pearlman afferma: ‘As the eternal Son became incarnate in a human body at His birth, so the eternal Spirit became incarnate in the church which is His body. This occurred on the day of Pentecost, "the birthday of the Spirit." What the cradle was to the incarnate Christ so the upper room was to the Spirit. Note what occurred on that memorable day’ (KDB, pag. 336).

La traduzione è: ‘Come l’eterno Figlio si incarnò in un corpo umano alla Sua nascita, così l’eterno Spirito si incarnò nella chiesa che è il Suo corpo. Questo avvenne il giorno della Pentecoste, ‘il giorno natalizio dello Spirito’. Quello che la culla fu per l’incarnato Cristo, lo fu la stanza di sopra per lo Spirito. Notate quello che ebbe luogo in quel giorno memorabile’.

Le ADI hanno messo così: ‘Come il Figliuolo eterno alla Sua nascita si incarnò in un corpo umano, così lo Spirito eterno si incarnò nella Chiesa, che è il Corpo di Cristo. Il giorno della Pentecoste, la Chiesa si manifestò al mondo. Notate ciò che avvenne in quel giorno memorabile:’ (DDB, pag. 265).

 

‘La nascita della Chiesa’ diventa ‘la manifestazione della Chiesa’

 

Pearlman sosteneva che la Chiesa fosse nata il giorno della Pentecoste, e difatti nella sezione ‘L’avvento dello Spirito Santo’ intitola la parte ‘a’ con queste parole ‘The birth of the Church’ (KDB, pag. 336) che tradotto è: ‘La nascita della chiesa’. Le ADI hanno messo invece ‘La manifestazione della Chiesa’ (DDB, pag. 265), che invece in inglese si dice ‘the manifestation of the Church’.

Ora, io dico, è chiaro che uno può dissentire da Pearlman, come faccio io che non credo che la Chiesa sia nata il giorno della Pentecoste, ma non può modificare il pensiero di Pearlman.

Ma le ADI questo non lo capiscono assolutamente, perché si sentono autorizzati a modificare il pensiero altrui quando questo non collima con il loro.

 

Parte mancante sulla nascita della Chiesa

 

Pearlman nel parlare della nascita della Chiesa, che come abbiamo visto secondo lui ebbe luogo il giorno della Pentecoste, afferma: ‘It was the first-born of the multiplied thousands of churches that have since been established during the last nineteen centuries’ (KDB, pag. 337).

La traduzione è: ‘Fu la primogenita delle moltiplicate migliaia di chiese che sono state da allora fondate durante gli ultimi diciannove secoli’.

Le ADI non hanno messo questa affermazione, che si doveva trovare a pag. 266, subito dopo: ‘…. per lo Spirito Santo cinquanta giorni dopo la risurrezione di Cristo’.

 

Ancora manipolazioni

 

Pearlman afferma: ‘(c) The Completion of Christ's Work. The Exodus was not complete until fifty days later when at Sinai Israel was organized as the people of God. In like manner the benefit of the atonement was not completed, in the fullest sense, until the day of Pentecost, when the outpouring of the Spirit was a sign that Christ's sacrifice was accepted in heaven, and that the time had therefore come to proclaim His finished work’ (KDB, pag. 338).

La traduzione è: ‘(c) Il Completamento dell’Opera di Cristo. L’Esodo non fu completo fino a quando Israele, cinquanta giorni dopo, al Sinai non fu organizzato come il popolo di Dio. In maniera simile, il beneficio dell’espiazione non fu completato, nel senso più pieno, fino al giorno della Pentecoste, quando lo spandimento dello Spirito fu un segno che il sacrificio di Cristo era stato accettato in cielo, e che quindi era giunto il tempo di proclamare la Sua opera finita’.

Le ADI hanno messo così: ‘c. Il completamento dell’opera di Cristo. L’Esodo fu completato dopo cinquanta giorni da quando, al Sinai, Israele fu organizzato come il popolo di Dio. Così il beneficio dell’espiazione fu completato nel giorno della Pentecoste, quando l’effusione dello Spirito rivelò che il sacrificio di Cristo era stato accettato in cielo e che, quindi, era venuto il tempo di proclamare l’opera compiuta dal Redentore’ (DDB, pag. 266-267).

Le ADI hanno distorto il significato delle parole di Pearlman, perché egli qua si è concentrato sul completamento dell’opera di Cristo, e termina dicendo che è il tempo di proclamare la Sua opera finita, mentre le ADI mettendo ‘l’opera compiuta dal Redentore’ non rendono affatto l’idea di quello che ha detto Pearlman perché lui ha usato il termine ‘finished’ che si traduce con ‘finito’ o ‘concluso’.

 

‘Cominciò a declinare’ diventa ‘cominciò ad essere trascurata’, e ‘clericalismo’ diventa ‘formalismo’

 

Pearlman nel parlare del ministerio dello Spirito nella Chiesa, afferma: ‘She continued to reject set forms of worship until, towards the close of the century, the influence of the Spirit began to wane and ecclesiasticism took the place of the Spirit's control’ (KDB, pag. 339).

La traduzione è: ‘Essa [la Chiesa] continuò a rigettare prestabilite forme di culto fino a che, verso la fine del secolo [primo], l’influenza dello Spirito cominciò a declinare e il clericalismo prese il posto del controllo dello Spirito’.

Le ADI hanno messo così: ‘Essa continuò a respingere ogni forma prestabilita di culto fino a che, verso la fine del primo secolo, l’influenza dello Spirito cominciò ad essere trascurata ed il formalismo prese il posto del controllo dello Spirito’ (DDB, pag. 267-268).

Devo ripetermi: questo non è tradurre ma manipolare.

 

Continuano le manipolazioni

 

Pearlman afferma a proposito del canto: ‘(d) Singing. As a result of being filled with the Spirit believers will be found "speaking to yourselves in psalms and hymns and spiritual songs, singing and making melody in your heart to the Lord." Eph. 5:18, 19. "Speaking to yourselves" implies congregational singing. "Psalms" may refer to the Old Testament Psalms, which were sung or chanted; "spiritual songs" denotes spontaneous outbursts of melody and praise directly inspired by the Holy Spirit’ (KDB, pag. 340).

La traduzione è: ‘(d). Canto. Come risultato dell’essere ripieni di Spirito, i credenti saranno trovati “parlandovi con salmi ed inni e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore” (Efesini 5:18,19). “Parlandovi” implica il canto congregazionale. ‘Salmi’ può riferirsi ai Salmi dell’Antico Testamento, che venivano cantati o salmodiati; ‘canzoni spirituali’ denotano spontanee esplosioni di melodia e lode direttamente ispirate dallo Spirito Santo’.

Le ADI hanno messo così: ‘d. Canto. Essendo ripieni dello Spirito, «parlandovi con salmi ed inni, e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore» (Efesini 5:18,19). «Parlandovi» implica la partecipazione attiva al culto; «Salmi» si riferisce ai Salmi dell’Antico Testamento che venivano cantati; «Inni», quelli scritti di autori cristiani; «canzoni spirituali» o canti, sono il prorompere spontaneo di melodie e di lodi ispirate direttamente dallo Spirito Santo’ (DDB, pag. 269).

Notate come le ADI hanno aggiunto alle parole di Pearlman «Inni», quelli scritti di autori cristiani’, e come ‘il canto congregazionale’ è diventato ‘la partecipazione attiva al culto’, e poi come mentre Pearlman dice che la parola ‘Salmi’ può riferirsi ai Salmi dell’Antico Testamento, le ADI gli fanno dire invece che essa si riferisce.

 

 

La furbizia sempre in azione

 

Pearlman, nel parlare di quella che lui chiama ‘l’ascensione dello Spirito Santo’ che avverrà quando la Chiesa sarà rapita (prima della grande tribolazione) in quanto essa è il Corpo in cui lo Spirito dimora, afferma: ‘Some have concluded that the Spirit will no longer be in the world after the taking away of the church. This cannot be, for the Holy Spirit, as Deity, is omnipresent’ (KDB, pag. 341) .

La traduzione è: ‘Alcuni hanno concluso che lo Spirito non sarà più nel mondo dopo che la Chiesa sarà tolta via. Questo non può essere, perché lo Spirito Santo, come Deità, è onnipresente’.

Le ADI hanno messo così: ‘Tuttavia, ciò non vuol dire che lo Spirito non sarà più nel mondo, dopo che la Chiesa sarà stata rapita, perché lo Spirito Santo, come Deità, è onnipresente’ (DDB, pag. 270).

Perché togliere un’espressione così semplice come ‘Alcuni hanno concluso che’ e metterci al suo posto ‘Tuttavia, ciò non vuol dire che’? Per non andare direttamente contro coloro che dicono che lo Spirito, una volta rapita la Chiesa, non sarà più nel mondo. Comunque qui c’è pure l’errore del ‘rapimento segreto’ che sia Pearlman che le ADI sostengono.

 

 

Indietro