11 – La salvezza

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Parole aggiunte in merito alla fede

 

Pearlman afferma: ‘Intellectual faith means the acknowledgement that the gospel facts are true; heart faith means the willing dedication of one's life to the obligations which those facts involve’ (KDB, pag. 224).

La traduzione è: ‘La fede intellettuale significa il riconoscimento che i fatti del vangelo sono veri; la fede del cuore significa la volontaria dedicazione della propria vita agli obblighi che quei fatti comportano’.

Le ADI hanno messo così: ‘La fede intellettuale significa il riconoscimento che i fatti narrati e le dottrine esposte nell’Evangelo sono veri; la fede del cuore significa la dedizione volontaria della propria vita agli obblighi che quei fatti e quelle dottrine comportano’ (DDB, pag. 179).

Come potete vedere, ai fatti del Vangelo le ADI hanno aggiunto ‘le dottrine esposte nell’Evangelo’.

 

Parte mancante

 

Pearlman afferma: ‘Which comes first, regeneration or conversion? The operations involved in conversion are deep and mysterious, and therefore not to be analyzed with mathematical precision. Dr. Strong tells of a candidate for ordination who was asked which came first, regeneration or conversion. He replied: "Regeneration and conversion are like the cannon-ball and the hole - they both go through together." (KDB, pag. 227).

La traduzione è: ‘Che cosa viene prima, la rigenerazione o la conversione? Le operazioni coinvolte nella conversione sono profonde e misteriose, e quindi non si devono analizzare con precisione matematica. Il dottor Strong racconta di un candidato all’ordinazione a cui fu chiesto quale delle due veniva prima, la rigenerazione o la conversione. Egli rispose: ‘La rigenerazione e la conversione sono come la palla da cannone e il foro del cannone – ambedue passano attraverso assieme’.

Questa parte manca. Doveva trovarsi dopo Ezechiele 33:11, a pag. 181, immediatamente prima della sezione ‘La giustificazione’.

 

Manca ‘completa’ in merito alla nostra posizione in relazione a Dio

 

Pearlman afferma di colui che ha fede in Gesù: ‘Regardless of his sinful past and of present imperfection, he has a complete and secure position in relation to God; "justified" is God's verdict and none can gainsay it. Rom. 8:34’ (KDB, pag. 228).

La traduzione è: ‘Noncurante del suo passato peccaminoso e della sua presente imperfezione, egli ha una posizione completa e sicura in relazione a Dio: ‘giustificato’ è il verdetto di Dio e nessuno può contraddirlo. Romani 8:34’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nonostante il suo passato peccaminoso e la sua presente imperfezione, il credente ha una posizione sicura in relazione a Dio; «giustificato» è il verdetto di Dio e nessuno può contraddirlo (Romani 8:34)’ (DDB, pag. 181).

 

Frase mancante, e affermazioni falsate

 

Pearlman afferma: ‘No judge could justly justify a criminal, that is, declare him to be a good and righteous man. And if God were subject to the same limitations and justified only good people, then there would be no gospel for sinners. Paul assures us that God justifies the ungodly. "The miracle of the Gospel is that God comes to the ungodly, with a mercy which is righteous altogether, and enables them through faith, in spite of what they are, to enter into a new relationship with Himself in which goodness becomes possible to them’ (KDB, pag. 228-229).

La traduzione è: ‘Nessun giudice potrebbe giustamente giustificare un criminale, cioè, dichiarare che egli è un uomo buono e giusto. E se Dio fosse soggetto alle stesse limitazioni e giustificasse solo persone buone, allora non ci sarebbe nessun vangelo per i peccatori. Paolo ci assicura che Dio giustifica gli empi. ‘Il miracolo del Vangelo è che Dio viene agli empi con una misericordia che è interamente giusta, e li mette in grado per mezzo della fede, malgrado quello che essi sono, di entrare in una nuova relazione con Lui stesso in cui la bontà diventa possibile per loro’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non vi è giudice che possa legalmente giustificare un criminale, cioè dichiararlo uomo dabbene e giusto; Paolo ci assicura che Dio ha giustificato gli empi. «Il miracolo dell’Evangelo è che Dio va agli ingiusti con una misericordia che è allo stesso tempo giustizia e consente loro per la fede, nonostante ciò che essi sono, di entrare in una nuova relazione con Lui, una relazione resa possibile dalla Sua divina bontà’ (DDB, pag. 182).

Come potete vedere, le ADI hanno fatto sparire ‘E se Dio fosse soggetto alle stesse limitazioni e giustificasse solo persone buone, allora non ci sarebbe nessun vangelo per i peccatori’; e poi mentre Pearlman dice che Dio giustifica gli empi, le ADI gli fanno dire che Dio ha giustificato gli empi; e per finire, le ADI fanno dire a Pearlman che la nuova relazione con Dio è possibile ai peccatori grazie alla sua divina bontà, mentre Pearlman ha detto un’altra cosa, e cioè che in questa nuova relazione la bontà diventa possibile per loro praticarla.

 

E’ l’uomo che può cambiare la sua posizione e condizione, e non che può essere cambiato da Dio in posizione e condizione

 

Pearlman, nel parlare della giustificazione di cui Paolo parla ai Romani, afferma: ‘The theme of the book is contained in 1:16, 17, and may be stated as follows: the gospel is God's power for men's salvation, because it tells how sinners can be changed in position and condition so as to be right with God’ (KDB, pag. 229).

La traduzione è: ‘Il tema del libro è contenuto nel capitolo 1, ai versi 16 e 17, e può essere dichiarato come segue: il vangelo è la potenza di Dio per la salvezza degli uomini, perché esso dice come i peccatori possono essere cambiati in posizione e condizione in maniera da essere in regola con Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il tema dell’epistola è contenuto nel capitolo 1, ai versi 16 e 17 il quale può essere esposto come segue: l’Evangelo è la potenza di Dio per la salvezza degli uomini, perché ci dice come i peccatori possono cambiare la loro condizione e posizione, così da essere in regola con Dio’ (DDB, pag. 182-183).

Avete notato? E’ bastato cambiare poco per falsare il senso della frase, perché mentre Pearlman dice che i peccatori possono essere cambiati in posizione e condizione, e quindi non sono loro che hanno il potere di cambiare in posizione e condizione ma è Dio che è potente a cambiare la loro posizione e condizione, le ADI gli fanno dire una cosa opposta, e cioè che i peccatori possono cambiare la loro condizione e posizione. Quanta potenza possiede il libero arbitrio delle ADI! Se non è questa manipolazione del pensiero altrui che cosa è?

Dunque le ADI non cambiano solo le parole di predicatori calvinisti come Spurgeon, ma anche di predicatori che non sono calvinisti, basta che queste non gli sono gradite. Le ADI infatti devono sempre mettere in risalto il cosiddetto libero arbitrio dell’uomo, costi quel che costi.

 

I furbi all’opera: hanno omesso un passo

 

Pearlman sta parlando della condanna sotto cui si trovano i Gentili, e dice: ‘The steps in their downfall were plain: they once knew God (1:19, 20), but failing to worship and serve Him, their minds became darkened. 1:21, 22. Spiritual blindness led to idolatry (verse 23) and idolatry led to moral corruption. Verses 24-31’ (KDB, pag. 229).

La traduzione è: ‘I passi nella loro caduta furono chiari: essi una volta conoscevano Dio (Romani 1:19,20), ma non adorandoLo e neppure servendoLo, le loro menti diventarono oscurate. (1:21,22). La cecità spirituale condusse all’idolatria (verso 23) e l’idolatria condusse alla corruzione morale. Versi 24-31)’.

Le ADI hanno messo così: ‘I passi da loro mossi sul sentiero dello sviamento sono chiari: una volta conoscevano Dio (Romani 1:21,22), ma poi la cecità spirituale li condusse all’idolatria (verso 23) e l’idolatria alla corruzione morale (versi 24-31)’ (DDB, pag. 183).

Dunque le ADI hanno omesso il secondo passo di cui parla Pearlman, vale a dire ‘ma non adorandoLo e neppure servendoLo, le loro menti diventarono oscurate’, che è il passo che spiega la causa della cecità spirituale dei Gentili. Ma le ADI non ci hanno pensato due volte, e lo hanno tolto. Giudicate voi.

 

Stravolto il senso di una frase: continua lo scempio

 

Pearlman sta dicendo che i Giudei ai giorni di Gesù si erano fatti un’idea sbagliata dello scopo della legge di Mosè, in quanto credevano che fosse il mezzo per ottenere la salvezza spirituale, e quindi che osservando la lettera della legge essi sarebbero stati salvati. Per cui quando Cristo venne a offrire loro la salvezza dai loro peccati, essi pensavano di non avere bisogno di un tale Messia. E poi dice: ‘They thought that He would prescribe some rigid requirements whereby they might attain to eternal life. "What shall we do," they asked, "that we might work the works of God?" And they were not willing to follow the way indicated by Jesus: "This is the work of God, that ye believe." John 6:28, 29.’ (KDB, pag. 232).

La traduzione è: ‘Essi pensavano che Egli [Gesù] avrebbe prescritto dei rigidi requisiti per mezzo dei quali essi potevano conseguire la vita eterna. ‘Che dobbiamo fare?’ domandarono, ‘per operare le opere di Dio?’ E non furono disposti a seguire la via indicata da Gesù: ‘Questa è l’opera di Dio, che voi crediate’. Giovanni 6:28,29’.

Le ADI hanno messo così: ‘I Giudei pensavano di potere stabilire delle rigide regole, attraverso le quali conseguire la vita eterna. «Che dobbiam fare», chiesero, «per operare le opere di Dio?» E non furono disposti a seguire la via indicata da Gesù: «Questa è l’opera di Dio, che voi crediate» (DDB, pag. 185).

Come potete vedere, le ADI fanno dire a Pearlman che i Giudei pensavano di poter stabilire loro stessi delle rigide regole per ottenere la vita eterna, mentre Pearlman dice una cosa molto diversa, e cioè che i Giudei pensavano che Gesù avrebbe prescritto loro delle rigide regole tramite cui conseguire la vita eterna. Ditemi voi se quelli che fanno queste manomissioni non sono persone disoneste e fraudolente.

 

Fatte sparire delle cose sulla ‘grazia attuale’

 

Pearlman spiega quella che lui chiama ‘actual grace’, che tradotto significa ‘grazia attuale’, e che nel linguaggio teologico indica quella grazia concessa da Dio ai credenti per poter adempiere i comandamenti di Dio, e dice: ‘Actual grace enables men to live rightly, to resist temptation and do their duty. Thus we speak of praying for grace to perform a difficult task’ (KDB, pag. 235).

La traduzione è: ‘La grazia attuale mette in grado gli uomini di vivere giustamente, di resistere alla tentazione e di compiere il loro dovere. Perciò noi diciamo di pregare per [ottenere] la grazia per compiere un compito difficile’.

Le ADI hanno messo così: ‘Grazia positiva: mette gli uomini in condizione di resistere alla tentazione e fare il loro dovere’ (DDB, pag. 187).

Non si capisce come le ADI abbiano potuto tradurre ‘actual’ con ‘positiva’; e poi notate come si sono ‘dimenticati’ di mettere ‘di vivere giustamente’, e la frase ‘Perciò noi diciamo di pregare per [ottenere] la grazia per compiere un compito difficile’.

Ma d’altronde loro hanno un potente libero arbitrio che gli fa fare delle cose straordinariamente insensate.

 

 

La chiamata Cristiana fatta sparire

 

Pearlman afferma: ‘No less inconsistent would it be for a person to claim the righteousness of Christ and yet live in a manner unworthy of the Christian calling’ (KDB, pag. 238).

La traduzione è: ‘Non meno incoerente sarebbe per una persona sostenere [di avere] la giustizia di Cristo e poi vivere in una maniera indegna della chiamata Cristiana’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non meno incoerente è la persona che proclama di avere la giustizia di Cristo e vive in modo indegno’ (DDB, pag. 189).

Ci piacerebbe sapere come mai alle ADI non piace ‘della chiamata Cristiana’.

 

Manca un po’ di tutto

 

Pearlman, nel parlare della fede, afferma: ‘Christ's merits are communicated and a saving interest secured through a certain means. Such a means must be divinely appointed, since it is to convey what God Himself and He alone dispenses. This means is faith - the one principle which God's grace makes use of for restoring us to His image and favor. Born in sin, and heir to misery, the soul needs an utter change, both within and without, both in God's sight and in its own sight. The change in God's sight is called justification, and the inward spiritual change that follows is regeneration by the Holy Spirit. This faith is awakened in man by the influence of the Holy Spirit, generally in connection with the Word. Faith lays hold of God's promise and appropriates salvation. It leads the soul to rest on Christ as Saviour and the sacrifice for sins, imparts peace to the conscience and the consoling hope of heaven. Being living and spiritual, and filled with gratitude towards Christ, it abounds in good works of every kind’ (KDB, pag. 239).

La traduzione è: ‘I meriti di Cristo vengono comunicati e un interesse che salva viene assicurato attraverso un certo mezzo. Questo mezzo deve essere stabilito divinamente, dato che esso deve convogliare quello che Dio stesso e Lui solamente dispensa. Questo mezzo è la fede – il principio di cui la grazia di Dio fa uso per riportarci [o ristabilirci] alla Sua immagine e nel Suo favore. Nata nel peccato, ed erede della miseria, l’anima ha bisogno di un totale cambiamento, sia dentro che fuori, sia agli occhi di Dio che ai suoi propri occhi. Il cambiamento agli occhi di Dio è chiamato giustificazione, e il cambiamento spirituale interno che segue è la rigenerazione per mezzo dello Spirito Santo. Questa fede viene risvegliata nell’uomo dall’influenza dello Spirito Santo, generalmente in relazione alla Parola. La fede afferra la promessa di Dio e si appropria della salvezza. Essa conduce l’anima a riposare in Cristo come Salvatore e il sacrificio per i peccati, trasmette pace alla coscienza e la speranza consolatrice del cielo. Essendo vivente e spirituale, e piena di gratitudine verso Cristo, essa abbonda in buone opere di ogni genere’.

Le ADI hanno messo così: ‘Attraverso un certo mezzo vengono comunicati i meriti di Cristo al credente. Questo mezzo deve essere divinamente fissato, poiché deve convogliare ciò che Dio stesso, e Lui solo, dispensa. Questo mezzo è la fede, il principio del quale la grazia di Dio fa uso per ripristinare in noi la Sua immagine e ristabilirci nel Suo favore. L’anima, infatti, ha bisogno di un cambiamento completo, sia agli occhi di Dio che ai propri; il cambiamento agli occhi di Dio si chiama giustificazione, mentre il cambiamento spirituale ed interiore, che segue, è la rigenerazione per lo Spirito Santo generalmente compiuta in relazione alla Parola. La fede afferra la promessa di Dio e si appropria della salvezza; porta l’anima a riposare in Cristo, perché Lo accetta come suo Salvatore e come il sacrificio offerto per i peccati; infonde pace alla coscienza, insieme alla speranza consolatrice del cielo e, infine, essendo vivente e spirituale, abbonda in buone opere di ogni specie’ (DDB, pag. 190).

Dunque le ADI in questo paragrafo hanno tolto queste frasi:

1 - un interesse che salva viene assicurato

2 - Nata nel peccato, ed erede della miseria

3 - Questa fede viene risvegliata nell’uomo dall’influenza dello Spirito Santo (e notate come cambia il senso del discorso di Pearlman nella traduzione italiana)

4 - e piena di gratitudine verso Cristo

Dire che quello che hanno fatto le ADI è scandaloso è il minimo che si possa dire.

 

Attacco alla fede: fatta sparire l’opera della nostra fede

 

Pearlman sta parlando della fede e dice: ‘Through faith Christ dwells in the heart. Eph. 3:17. Faith works by love (the "work of faith." 1 Thess. 1:3); that is, it is an energetic principle as well as a receptive attitude. Faith is therefore a powerful motive to obedience and to every other good work’ (KDB, pag. 240).

La traduzione è: ‘Attraverso la fede Cristo dimora nel cuore. Efesini 3:17. La fede opera per mezzo dell’amore (l’ “opera della fede” 1 Tessalonicesi 1:3); cioè, essa è un principio energetico come pure un’attitudine ricettiva. La fede dunque è un potente motivo per l’ubbidienza e per ogni altra opera buona’.

Le ADI hanno messo così: ‘Per la fede, Cristo abita nel cuore (Efesini 3:17). La fede costituisce, dunque, un principio energetico ed un’attitudine ricettiva ed è un potente motivo per ubbidire a Dio e compiere ogni altra buona opera’ (DDB, pag. 191).

Notate come le ADI facendo sparire ‘La fede opera per mezzo dell’amore (l’ “opera della fede” 1 Tessalonicesi 1:3)’ e proseguendo subito dopo con ‘la fede costituisce, dunque, …’ hanno sballato il discorso di Pearlman, e lo hanno reso incomprensibile, perché la frase ‘la fede è un principio energetico …’ è strettamente collegata alla frase ‘La fede opera per mezzo dell’amore (l’ “opera della fede” 1 Tessalonicesi 1:3)’ in quanto ne spiega il significato, e non alla frase ‘Attraverso la fede Cristo dimora nel cuore. Efesini 3:17’.

Che tristezza vedere la confusione che creano le ADI lavorando in questa maniera maldestra.

 

‘Giustificata’ diventa ‘manifestata’

 

Pearlman afferma: ‘However, a living faith will produce works (James 2:26), just as a living tree will produce fruit. Faith is justified and approved by works (James 2:18) …’ (KDB, pag. 241).

La traduzione è: ‘Però una fede vivente produrrà opere (Giacomo 2:26), proprio come un albero vivente produrrà frutto. La fede viene giustificata ed approvata dalle opere (Giacomo 2:18) … ’

Le ADI hanno messo così: ‘Però una fede vivente produrrà opere degne di essa (Giacomo 2:26), come un albero vivente produce frutto. La fede è manifestata e provata dalle opere (Giacomo 2:18), …’ (DDB, pag. 191).

Notate come le ADI hanno aggiunto ‘degne di essa’, e poi hanno messo ‘manifestata’ al posto di ‘giustificata’, e ‘provata’ al posto di ‘approvata’.

 

Fatta sparire la frase ‘che vive per salvare appieno’ concernente Gesù

 

Pearlman afferma: ‘The religion of Jesus Christ "is the only religion which professes to take man's fallen nature and regenerate it by bringing into it the life of God." And it professes to do this because Christianity's Founder is a living, Divine Person, who lives to save to the uttermost’ (KDB, pag. 243).

La traduzione è: ‘La religione di Gesù Cristo ‘è la sola religione che dichiara di prendere la natura decaduta dell’uomo e rigenerarla portando in essa la vita di Dio’. Ed essa dichiara di fare ciò perché il Fondatore del Cristianesimo è una Persona Divina vivente, che vive per salvare appieno’.

Le ADI hanno messo così: ‘La religione di Gesù Cristo «è l’unica religione che affermi che la natura corrotta dell’uomo può essere rigenerata innestando in essa la vita di Dio». Essa afferma di far ciò perché il Fondatore del cristianesimo è una Persona Divina e Vivente’ (DDB, pag. 193).

Come mai è sparita la frase ‘che vive per salvare appieno’? E’ un mistero, chiamiamolo così.

 

‘L’intera natura dell’uomo’ diventa ‘la natura dell’uomo’, e scompare ‘l’eredità della Caduta’

 

Pearlman afferma: ‘Man's entire nature has been warped by sin, the heritage of the Fall, and that warp and twist is reflected in his individual conduct and his various relationships’ (KDB, pag. 245).

La traduzione è: ‘L’intera natura dell’uomo è stata deformata dal peccato, l’eredità della Caduta, e quella deformazione e alterazione è riflessa nella sua condotta individuale e nelle sue varie relazioni’.

Le ADI hanno messo così: ‘La natura dell’uomo è stata pervertita dal peccato, tale pervertimento e sviamento si riflettono sulla sua condotta individuale e sulle sue varie relazioni’ (DDB, pag. 194).

Ora, come mai sono sparite queste parole ‘intera’, e ‘l’eredità della Caduta’? Ho il presentimento – se non la certezza - che sia perché le ADI non credono nella totale depravazione dell’uomo.  

 

Scomparso ‘mangiando la Sua carne e bevendo il Suo sangue’

 

Pearlman afferma quanto segue in merito ai mezzi della rigenerazione: ‘Note especially Christ's relation to man's regeneration. He is the Giver of Life. And how does He bring life to men? By dying for them, so that they by eating His flesh and drinking His blood (believing in His atoning death) may have eternal life’ (KDB, pag. 246).

La traduzione è: ‘Notate specialmente la relazione di Cristo con la rigenerazione dell’uomo. Egli è il Datore della Vita. E come porta la vita agli uomini? Morendo per loro, affinché essi, mangiando la Sua carne e bevendo il Suo sangue (credendo nella Sua morte espiatrice), abbiano vita eterna’.

Le ADI hanno messo così: ‘C’è da notare specialmente la relazione di Cristo con la rigenerazione dell’uomo. Egli è il Datore della vita. Come dona la vita agli uomini? Morendo per loro, affinché accettando e ponendo fiducia nella Sua morte espiatrice, abbiano vita eterna’ (DDB, pag. 196).

Perché fare sparire un concetto biblico come quello espresso da Pearlman? Non è forse vero che mangiare la carne e bere il sangue di Cristo significa credere nel Suo nome? Eppure alle ADI non gli va bene neppure questo, e quindi lo hanno fatto sparire.

 

‘L’atto sovrano di Dio’ è diventato ‘atto esclusivo di Dio’

 

Nel parlare della preparazione umana alla rigenerazione, Pearlman afferma: ‘Strictly speaking, man cannot co-operate in the act of regeneration, which is the sovereign act of God; but he has part in the preparation for the new birth. What is that preparation? Repentance and faith’ (KDB, pag. 247).

La traduzione è: ‘A rigor di termini, l’uomo non può cooperare nell’atto della rigenerazione, che è l’atto sovrano di Dio, ma egli ha una parte nella preparazione per la nuova nascita. In cosa consiste questa preparazione? Nel ravvedimento e nella fede’.

Le ADI hanno messo così: ‘A rigor di termini, l’uomo non può cooperare nell’atto della rigenerazione, il quale è esclusivo di Dio; ma egli ha una sua parte nella preparazione per la nuova nascita e questa sua parte è il ravvedimento e la fede’ (DDB, pag. 196).

L’atto sovrano di Dio dunque è stato reso ‘atto esclusivo di Dio’ perché le ADI – come ho già dimostrato nel mio libro sulle manipolazioni da loro apportate ai libri di Charles Spurgeon – detestano parole come ‘sovrano’, ‘sovranità’, ‘atto sovrano’, in relazione alla salvezza o alla rigenerazione o alla giustificazione. E questo perché per loro la salvezza dipende dall’uomo o meglio dalla sua volontà e non dalla volontà di Dio, e quindi non da un atto sovrano di Dio.

 

Modificato il significato del termine legale di ‘adozione’

 

Pearlman afferma: ‘Doctrinally, adoption and regeneration should be distinguished: the first is a legal term indicating the imparting of the privilege of sonship to one that is not a member of a family; …’ (KDB, pag. 247).

La traduzione è: ‘Dottrinalmente, l’adozione e la rigenerazione dovrebbero essere distinte: la prima è un termine legale che indica il conferimento del privilegio di stato di figlio ad uno che non è membro di una famiglia; …’.

Le ADI hanno messo così: ‘Dottrinalmente, l’adozione e la rigenerazione devono essere distinte: la prima è un termine legale, che indica l’adozione di chi non è membro della famiglia; … ‘ (DDB, pag. 197).

 

Grave manomissione che concerne la santificazione

 

In merito alla santificazione, Pearlman afferma: ‘The word "holy" is used mainly in connection with worship. When applied to men or things it expresses the thought that they are used in His service and dedicated to Him, in a special sense His property. Israel is a holy nation because dedicated to the service of Jehovah; the Levites are holy because specially dedicated to the services of the tabernacle; the Sabbath and feast days are holy because they represent the dedication or consecration of time to God’ (KDB, pag. 250).

La traduzione è: ‘La parola ‘santo’ è usata principalmente in relazione al culto. Quando viene applicata agli uomini o alle cose, essa esprime il pensiero che essi vengono usati nel Suo servizio e dedicati a Lui, in un senso speciale la Sua proprietà. Israele è una nazione santa perché dedicata al servizio di Jehovah; i Leviti sono santi perché dedicati specialmente ai servizi del tabernacolo; il Sabato e i giorni di festa sono santi perché rappresentano la dedicazione o la consacrazione del tempo a Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘La parola «santo» viene usata in massima parte in relazione al culto. Quando viene applicata agli uomini o alle cose, esprime il concetto che essi sono usati al servizio di Dio e dedicati a Lui, essendo, in un modo speciale, Sua proprietà. Israele è una nazione santa perché dedicata ai servizi del Tabernacolo; il sabato e gli altri giorni festivi sono santi, perché rappresentano la dedicazione o consacrazione del tempo a Dio’ (DDB, pag. 198-199).

Avete notato fratelli? Togliendo ‘al servizio di Jehovah; i Leviti sono santi perché dedicati specialmente’ le ADI fanno dire a Pearlman che Israele è una nazione santa perché dedicata ai servizi del tabernacolo, quando non è questo quello che ha detto Pearlman, infatti per lui Israele è una nazione santa perché dedicata al servizio di Dio, mentre i Leviti sono santi perché dedicati specialmente ai servizi del tabernacolo. Veramente scandalosa anche questa manomissione.

 

Omissione concernente il significato di ‘popolo di Dio’

 

Pearlman afferma: ‘(e) Service. The covenant is a state of relationship with God and men in which He is their God and they are His people, which means His worshiping people’ (KDB, pag. 251-252).

La traduzione è: ‘(e) Servizio. Il patto è uno stato di relazione con Dio e gli uomini nel quale Egli è il loro Dio ed essi sono il Suo popolo, il che significa il Suo popolo adorante’.

Le ADI hanno messo così: ‘e. Servizio. Il patto fu l’instaurazione di una relazione tra Dio e gli uomini, nella quale Egli era il loro Dio ed essi il Suo popolo’ (DDB, pag. 200).

Come mai il verbo al presente è stato messo al passato remoto, e manca ‘il Suo popolo adorante’?

 

Grave omissione e astuta manomissione (‘intero’ diventa ‘interno’) sulla santificazione progressiva; e ‘santificazione’ diventa ‘giustificazione’

 

Pearlman, in merito alla santificazione che deve procacciare il credente e che consiste nel vivere una vita di separazione, afferma: ‘This separation is to be followed daily, the believer seeking to become more and more conformed to the image of Christ. "Sanctification is the work of God's free grace, whereby we are renewed in the whole man after the image of God, and are enabled more and more to die unto sin, and live unto righteousness. This does not mean that we grow into sanctification, but that we progress in sanctification.’ (KDB, pag. 253-254).

La traduzione è: ‘Questa separazione deve essere seguita quotidianamente, cercando il credente di diventare sempre più conforme all’immagine di Cristo. La santificazione è l’opera della grazia gratuita di Dio, per mezzo della quale noi siamo rinnovati nell’intero uomo all’immagine di Dio, e siamo messi in grado sempre di più di morire al peccato e di vivere alla giustizia. Questo non significa che noi cresciamo nella santificazione, ma che noi progrediamo nella santificazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questa separazione deve essere perseguita quotidianamente, con la continua ricerca, da parte del credente, della santificazione; la quale è «l’opera della grazia gratuita di Dio, per la quale siamo rinnovati nell’uomo interno all’immagine di Dio, e siamo resi capaci di morire al peccato e di vivere alla giustizia». Questo non significa che cresciamo nella giustificazione, ma che progrediamo in santificazione’ (DDB, pag. 202).

Avete notato? Le ADI hanno fatto sparire ‘cercando il credente di diventare sempre più conforme all’immagine di Cristo’, e poi hanno addirittura sostituito ‘intero’ con ‘interno’! Riguardo a quest’ultima manipolazione non è un caso – come non sono casuali ovviamente tutte le altre loro manipolazioni -, in quanto loro pongono sempre l’enfasi sulla santificazione INTERNA, e non parlano pressoché mai di quella ESTERNA. E dato che qui Pearlman parla di una santificazione che concerne L’INTERO UOMO, e quindi sia dell’uomo interno che di quello esterno, a loro questo non gli andava bene, e allora ecco che hanno compiuto questa astuta manomissione. L’uomo INTERO è diventato uomo INTERNO, e così la santificazione è parziale e non totale!!  

E che dire poi che le ADI hanno sostituito ‘santificazione’ con ‘giustificazione’? Semplicemente scandaloso!

 

Sparita una domanda di Pearlman

 

Pearlman, alla fine della sezione ‘la fede nell’Espiazione’, che però le ADI hanno tradotto ‘fede nel Riscatto’ (DDB, pag. 206-207), dice: ‘May it not be that the awakening to one's position in Christ constitutes what some persons have described as a "second definite work of grace"?’ (KDB, pag. 261).

La traduzione è: ‘Non può essere che il risveglio alla propria posizione in Cristo costituisca quello che alcune persone hanno descritto come una ‘seconda definita opera di grazia’?

Per capire questa domanda di Pearlman, bisogna sapere che Il Movimento Pentecostale sin dall’inizio aveva accettato la dottrina che considerava la santificazione come una ‘seconda opera di grazia’ o ‘seconda benedizione’ istantanea (la prima opera di grazia o benedizione era la conversione o nuova nascita), che si riceveva dopo la nuova nascita. Ecco cosa diceva questa dottrina: ‘La giustificazione dovrebbe essere un’opera di grazia per la quale i peccatori vengono resi giusti e liberi dalle loro abitudini di peccato quando vanno a Cristo. Ma in colui che è solamente giustificato, resta un principio corruttibile, un albero malefico, una radice d’amaritudine, che spinge continuamente a peccare; se il credente ubbidisce a questo impulso e pecca volontariamente, cessa di essere giustificato. E’ pertanto desiderabile che questa causa venga rimossa, affinché venga diminuita la possibilità di sviarsi. L’eradicazione di questa radice di peccato è la santificazione. Quindi la santificazione è la purificazione della natura da tutto il peccato in essa innato attraverso il sangue di Cristo (applicato per fede quando viene fatta una completa consacrazione); è il fuoco purificatore dello Spirito Santo che brucia tutte le scorie, quando tutto viene posto sull’altare del sacrificio. Questa, e solamente questa, è la vera santificazione: una distinta e seconda opera di grazia, susseguente alla giustificazione e senza la quale si perde quella giustificazione’. In altre parole, per i primi Pentecostali la santificazione, che purificava dal peccato innato, era una ‘seconda benedizione’, che preparava il credente al battesimo con lo Spirito Santo (che quindi era considerato la terza opera della grazia). Questo perché la maggior parte dei Pentecostali all’inizio provenivano dal movimento di santità, che si rifaceva agli insegnamenti di John Wesley (1703-1791), il fondatore del Metodismo. Per esempio, Seymour e Parham furono tra coloro che accettarono questa posizione dottrinale e la mantennero fino al termine della loro vita. Ma quando molti credenti che non avevano una base dottrinale Wesleyana, come per esempio i Battisti, accettarono il battesimo con lo Spirito Santo, allora sorse una forte disputa dottrinale. Perché questi affermavano che esistevano solo due esperienze, vale a dire la conversione o nuova nascita e il battesimo con lo Spirito Santo.

L’assertore più autorevole di questa dottrina fu W. H. Durham, che era pastore della ben nota North Avenue Mission di Chicago (che all’inizio aveva accettato pure lui la dottrina Wesleyana sulla seconda opera della grazia, ma smise di insegnarla dopo essere tornato dalla missione di Azusa Street nel 1907). La dottrina da lui insegnata a tale riguardo era che il credente era stato santificato perfettamente alla conversione, e non aveva nessun bisogno di ricercare in seguito una santificazione istantanea, e questo perché la santificazione si fondava sull’opera perfetta di Cristo al Calvario. Da qui il nome che fu dato a questa dottrina ‘L’opera finita’. Senza dubbio Durham aveva ragione a tale riguardo, perché questo insegna la Scrittura. Naturalmente questa dottrina incontrò subito l’opposizione dei Pentecostali Wesleyani, e difatti quando Durham si recò nel 1911 alla missione di Azusa Street a predicare questa dottrina, quando Seymour che era assente sentì che ‘l’eresia della opera finita’ era predicata ad Azusa Street, ritornò in fretta e chiuse le porte della Missione a Durham, il quale andò da un'altra parte a tenere le sue riunioni di risveglio. Anche Charles Parham rigettò la dottrina dell’opera finita insegnata da Durham. Di conseguenza molte Chiese Pentecostali, per intenderci quelle che venivano dal Movimento di Santità, rigettarono l’opera finita per continuare a sostenere la seconda opera di santificazione. Ma molte altre l’accettarono; la maggior parte delle denominazioni pentecostali sorte dopo il 1911 accettarono la dottrina dell’opera finita. Le Assemblee di Dio americane per esempio furono tra quelle che l’inclusero nella loro dichiarazione di fede.

Ora, è chiaro che noi non accettiamo questa ‘seconda opera di grazia’, come non l’accettano neppure le ADI, ma se Pearlman ha fatto quella domanda, nessuno è autorizzato a farla scomparire dal suo libro.

 

Sparita affermazione sull’incapacità della legge di giustificare

 

Pearlman, in merito alla seconda parte del capitolo 7 dell’epistola di Paolo ai Romani, afferma: ‘Why does Paul describe this conflict? To show that the law is just as powerless to sanctify as it is to justify’ (KDB, pag. 262).

La traduzione è: ‘Perchè Paolo descrive questo conflitto? Per mostrare che la legge è impotente a santificare proprio come lo è a giustificare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Perché Paolo descrive questo conflitto? Per mostrare che la legge non può santificare’ (DDB, pag. 208).

 

‘Natura peccaminosa’ è diventata ‘natura incline al peccato’

 

Pearlman, nel commentare le parole di Paolo “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 7:25), che l’apostolo ha scritto subito dopo queste: “Misero me uomo! chi mi trarrà da questo corpo di morte?” (Romani 7:24), afferma: ‘With this cry of triumph we enter the wonderful eighth chapter, which has as its dominant theme, deliverance from the sinful nature by the power of the Holy Spirit’ (KDB, pag. 262).

La traduzione è: ‘Con questo grido di trionfo, noi entriamo nel meraviglioso ottavo capitolo, che ha come argomento dominante la liberazione dalla natura peccaminosa per mezzo della potenza dello Spirito Santo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Con questo grido di trionfo entriamo nel meraviglioso capitolo 8, che ha come argomento dominante la liberazione dalla natura incline al peccato, per la potenza dello Spirito Santo’ (DDB, pag. 208).

‘Sinful’ significa ‘peccaminoso, colpevole, corrotto’. Non può essere quindi tradotto con ‘incline al peccato’, che invece si dice ‘prone to sin’.

La ragione di questa abile manomissione è da ricercarsi nel fatto che le ADI non credono nella completa depravazione della natura umana.

 

 

 

Parole di John Wesley scomparse

 

Pearlman, nel parlare della possibilità della perfezione, cita delle parole di John Wesley (che sosteneva la dottrina della ‘seconda opera di grazia’ o ‘dell’intera santificazione’) concernenti il tempo dell’intera santificazione, tra le quali ci sono queste: ‘Yet he still grows in grace, in the knowledge of Christ, in the love and image of God; and will do so, not only till death, but to all eternity. How are we to wait for this change?’ (KDB, pag. 265)

La traduzione è: ‘Ciò nonostante, egli [l’uomo che è morto al peccato] cresce ancora nella grazia, nella conoscenza di Cristo, nell’amore e nell’immagine di Dio; e farà così non solo fino alla morte, ma per tutta l’eternità. Come dobbiamo aspettare questo cambiamento?’

Le ADI hanno messo così: ‘Ciò nonostante, quest’uomo nuovo cresce ancora in grazia, nella conoscenza di Cristo, nell’amore ed all’immagine di Dio. Come dobbiamo attendere questo cambiamento?’ (DDB, pag. 211).

Ora, è chiaro che Wesley sbagliava nel dire che la crescita continuerà anche dopo la morte, ma nessuno è autorizzato a togliere le sue parole, perché esse facevano parte del suo pensiero, e come Pearlman le ha citate fedelmente, anche le ADI avrebbero dovuto fare lo stesso. Ma la fedeltà non è di casa presso le ADI; perché qui c’è piuttosto l’infedeltà, anche nelle cose minime.

 

Manomissione ridicola

 

Pearlman nel parlare della sicurezza della salvezza, dice: ‘Experience proves the possibility of a temporary fall from grace popularly known as backsliding’ (KDB, pag. 267).

La traduzione è: ‘L’esperienza prova la possibilità di una temporanea caduta dalla grazia, conosciuta popolarmente come sviamento’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’esperienza prova la possibilità di un temporaneo scadimento nella grazia, comunemente conosciuto come «sviamento» (DDB, pag. 212).

Ora, come potete vedere, le ADI fanno dire a Pearlman che può accadere che un Cristiano scada nella grazia, quando Pearlman ha detto un’altra cosa, e cioè che può accadere che un cristiano scada dalla grazia temporaneamente. Per lui dunque sviarsi significava ‘scadere dalla grazia temporaneamente’. Lui si esprimeva così, era il suo pensiero. Ma perché andare a modificare il suo pensiero e rendersi ridicoli? Già ridicoli, perché dovrebbero spiegarmi le ADI come si fa a scadere nella grazia. Peraltro mentre ‘scadere dalla grazia’ è una espressione biblica ‘scadere nella grazia’ non lo è. Quindi era meglio lasciare come detto da Pearlman.

 

Agostino, ‘il grande santo e teologo’ è diventato ‘il teologo’

 

Pearlman inizia a parlare del Calvinismo in questa maniera: ‘John Calvin's doctrine was not new with him; it was taught by Augustine, the great saint and theologian of the fourth century’ (KDB, pag. 268).

La traduzione è: ‘La dottrina di Giovanni Calvino non era nuova; fu insegnata da Agostino, il grande santo e teologo del quarto secolo’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina di Giovanni Calvino non era nuova; era stata propugnata da Agostino, il teologo del quarto secolo’ (DDB, pag. 213).

Dunque, il pensiero di Pearlman era che Agostino era stato un grande santo, ma le ADI hanno modificato pure questo suo pensiero, perché non gli stava bene. Questo esempio, che forse sembrerà banale ad alcuni, ritengo che sia molto importante perché mostra molto bene come le ADI hanno deciso di adattare il pensiero altrui al loro pensiero.

Voglio poi far notare che ‘it was taught by’ può tradursi solo con ‘fu insegnata da’, per cui la traduzione ‘era stata propugnata da’ non è corretta.

 

 ‘Dio chiamò Geremia al ministerio’, è diventato ‘Dio chiamò Geremia’

 

Pearlman afferma: ‘The doctrine of predestination is mentioned not for a speculative, but for a practical purpose. When God called Jeremiah to the ministry, He knew that he was going to have a very difficult task, and that he might be tempted to give up’ (KDB, pag. 270).

La traduzione è: ‘La dottrina della predestinazione non è menzionata per uno scopo speculativo, ma pratico. Quando Dio chiamò Geremia al ministerio, Egli sapeva che egli avrebbe avuto un compito molto difficile, e che avrebbe potuto essere tentato a rinunciare’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina della predestinazione, nella Bibbia, non è menzionata per uno scopo speculativo, ma per uno scopo pratico. Quando Dio chiamò Geremia, questi doveva assolvere un compito molto difficile, così difficile che il profeta poteva essere tentato di abbandonarlo’ (DDB, pag. 215).

Come si può vedere, è sparito “al ministerio”, e poi il fatto che Dio sapeva.

 

‘La vendetta di Dio’ è diventata ‘l’ira di Dio’, e il ‘ravvedimento’ è diventato ‘penitenza’ cattolicizzando così un po’ Pearlman

 

Pearlman sta parlando della possibilità per un credente di scadere dalla grazia, e prende alcuni passi dell’epistola agli Ebrei che attestano questa possibilità. In altre parole, egli sta parlando del peccato dell’apostasia. Egli dice: ‘Before their conversion they had belonged to the nation which had crucified Christ; to return to the synagogue would be to crucify to themselves the Son of God afresh and put Him to an open shame; it would be the awful sin of apostasy (Heb. 6:6); it would be like the unpardonable sin for which there is no forgiveness, because the one so hardened as to commit it cannot be "renewed unto repentance"; it would be worthy of a worse punishment than that of death (10:28); it would mean incurring the vengeance of the living God. 10:30,31’ (KDB, pag. 272).

La traduzione è: ‘Prima della loro conversione essi erano appartenuti alla nazione che aveva crocifisso Cristo; ritornare alla sinagoga avrebbe significato crocifiggere di nuovo, a loro stessi, il Figlio di Dio ed esporlo ad una aperta infamia; sarebbe stato il terribile peccato di apostasia (Ebrei 6:6); sarebbe stato come il peccato imperdonabile per il quale non c’è nessun perdono, perché colui così indurito da commettere questo peccato non può essere ‘rinnovato a ravvedimento’; esso sarebbe stato degno di una punizione peggiore di quella della morte (10:28); avrebbe significato incorrere nella vendetta dell’Iddio vivente. 10:30,31’.

Le ADI hanno messo così: ‘I cristiani a cui è indirizzata l’epistola agli Ebrei appartenevano alla nazione che aveva crocifisso Cristo; ritornare alla sinagoga avrebbe significato crocifiggere nuovamente, a loro stessi, il Figliuolo di Dio ed esporLo a vituperio: sarebbe stato il terribile peccato dell’apostasia (Ebrei 6:6), sarebbe stato come il peccato a morte per il quale non vi è perdono. Colui che fosse divenuto così indurito da commetterlo non avrebbe potuto «essere rinnovato a penitenza», ma sarebbe stato degno di una punizione peggiore della morte (10:28), sarebbe incorso nell’ira dell’Iddio vivente (10:30,31)’ (DDB, pag. 216).

Come si può vedere, innanzi tutto, ‘Prima della loro conversione essi erano appartenuti alla nazione che aveva crocifisso Cristo’ è diventato ‘‘I cristiani a cui è indirizzata l’epistola agli Ebrei appartenevano alla nazione che aveva crocifisso Cristo’, il che ha un significato diverso. Poi, la parola ‘vengeance’ che deve essere tradotta per forza con ‘vendetta’, le ADI l’hanno tradotta con ‘ira’, che invece in inglese è ‘wrath’. Una vergogna. D’altronde, per le ADI Dio non è un Dio vendicatore, Dio non è un Dio di vendette, ma un Dio d’amore. Ecco spiegata questa manipolazione.

E infine vorrei far notare che la parola inglese ‘repentance’ non si può affatto tradurre con ‘penitenza’, ma solo con ‘ravvedimento’ o ‘pentimento’. La penitenza ha a che fare con il cattolicesimo romano, e indica la confessione al prete. Infatti ci sono alcune antiche traduzioni di bibbie cattoliche, manipolate dai preti, che traducevano ‘Ravvedetevi e credete al Vangelo’, con ‘Fate penitenza e credete al Vangelo’ per avvalorare il ‘sacramento’ della confessione o penitenza. Mettendo ‘penitenza’ le ADI hanno dunque cattolicizzato un po’ Pearlman, che invece ha citato una espressione che si trova nel passo biblico di Ebrei 6:6 che dice: ‘to renew them again unto repentance’ che nelle nostre Bibbie è tradotto così: “Rinnovarli da capo a ravvedimento”.  

Per poter tradurre con ‘penitenza’, Pearlman avrebbe dovuto scrivere ‘to renew them to penance’!! Certo che questa manomissione è veramente ridicola e assurda.

 

Intaccato ‘l’equilibrio scritturale’ di Pearlman

 

Pearlman, nella sua sezione dedicata a quello che lui chiama ‘Un equilibrio scritturale’, spiega che la soluzione pratica dinnanzi al Calvinismo e all’Arminianesimo è quella di evitare gli estremi non scritturali di ambedue le posizioni. Egli infatti afferma: ‘The respective fundamental positions of both Calvinism and Arminianism are taught in the Scriptures. Calvinism exalts the grace of God as the only source of salvation - and so does the Bible; Arminianism emphasizes man's free will and responsibility - and so does the Bible. The practical solution consists in avoiding the unscriptural extremes of either view, and in refraining from setting one view in antagonism to the other. For when two scriptural doctrines are set squarely in opposition to each other the result is a reaction that leads to error. For example: overemphasis of God's sovereignty and grace in salvation may lead to careless living, for if a person is led to believe that his conduct and attitude have nothing to do with his salvation, he may become negligent. ‘On the other hand, overemphasis of man's free will and responsibility, in reaction against Calvinism, may bring people under the bondage of legalism and rob them of all assurance. Lawlessness and legalism - these are the two extremes to be avoided.’ (KDB, pag. 273-274).

La traduzione è: ‘Le rispettive fondamentali posizioni sia del Calvinismo che dell’Arminianesimo sono insegnate nelle Scritture. Il Calvinismo esalta la grazia di Dio come la sola fonte di salvezza – e così fa la Bibbia; l’Arminianesimo enfatizza la libera volontà e la responsabilità dell’uomo – e così fa la Bibbia. La soluzione pratica consiste nell’evitare gli estremi non scritturali di ambedue le opinioni, e nel trattenersi dal porre una opinione in contrapposizione all’altra. Perché quando due dottrine scritturali sono poste direttamente in opposizione l’una con l’altra il risultato è una reazione che conduce all’errore. Per esempio: troppa enfasi sulla sovranità di Dio e sulla grazia nella salvezza può portare a vivere in maniera negligente, perché se una persona viene condotta a credere che la sua condotta e la sua attitudine non hanno niente a che vedere con la sua salvezza, egli può diventare negligente. D’altro canto, troppa enfasi sulla libera volontà e responsabilità dell’uomo, in reazione al Calvinismo, può portare le persone sotto la schiavitù del legalismo e privarle di tutta la sicurezza [sulla salvezza]. Illegalità e legalismo – questi sono i due estremi che devono essere evitati’.

Le ADI hanno messo così: ‘Le rispettive posizioni dottrinali dei calvinisti e degli arminiani sono contenute nelle Scritture. Il calvinismo esalta la grazia di Dio come la sola fonte di salvezza, e così fa la Bibbia; gli arminiani insistono sulla libera volontà e responsabilità dell’uomo, e così fa la Bibbia. La soluzione esatta consiste nell’evitare gli estremismi non scritturali di entrambe queste opinioni e nell’astenersi dall’aderire all’una per reagire agli estremismi dell’altra. Perché, quando si assume una posizione di reazione nei confronti di una dottrina, si cade nell’errore opposto, da un estremo si va all’altro estremo, con conseguenze negative. Ad esempio, insistere troppo sulla sovranità e la grazia di Dio nella salvezza può portare a condurre una vita moralmente trascurata, per la semplice ragione che il credente, indotto a credere che il suo modo di vivere e di condursi non ha nulla a che vedere con la sua salvezza, non si curerà di controllarsi. D’altra parte, insistendo troppo sulla libera volontà e responsabilità dell’uomo, in reazione al calvinismo, si può arrivare alla schiavitù del legalismo. Illegalità e legalismo sono due estremi da evitare’ (DDB, pag. 217).

Vergognoso, veramente vergognoso quello che hanno fatto le ADI. Hanno abilmente manipolato questa importante parte.

Innanzi tutto notate come hanno messo ‘contenute’ al posto di ‘insegnate’.

Poi hanno messo ‘insistono’ al posto di ‘enfatizzano’ in riferimento agli arminiani, e ‘insistere troppo’ al posto di ‘troppa enfasi’.

Hanno messo ‘la soluzione esatta’ al posto di ‘la soluzione pratica’.

‘ … trattenersi dal porre una opinione in contrapposizione all’altra. Perché quando due dottrine scritturali sono poste direttamente in opposizione l’una con l’altra il risultato è una reazione che conduce all’errore’ è stato reso ‘astenersi dall’aderire all’una per reagire agli estremismi dell’altra. Perché, quando si assume una posizione di reazione nei confronti di una dottrina, si cade nell’errore opposto, da un estremo si va all’altro estremo, con conseguenze negative’, e la maniera in cui l’hanno tradotta le ADI non convince affatto perché ci sono alcune modifiche.

Hanno fatto sparire queste parole di Pearlman ‘e privarle di tutta la sicurezza [sulla salvezza]’. E perché la censura ADI le ha eliminate? Perché ritenute evidentemente pericolose.

 

Altra importante manomissione concernente ‘l’equilibrio scritturale’ di Pearlman

 

Pearlman afferma: ‘We are bound to be confronted with mystery as we set out to relate the mighty truths of God's foreknowledge and man's free-will; but as we keep to the practical exhortations of the Scripture and set ourselves to the definite duties commanded, we shall not go wrong. "The secret things belong unto the Lord our God; but those things which are revealed belong unto us." Deut. 29:29’ (KDB, pag. 274).

La traduzione è: ‘E’ certo che, come ci proponiamo di mettere in relazione le potenti verità della preconoscenza di Dio e della libera volontà dell’uomo, saremo messi a confronto con un mistero; ma dal momento che ci atteniamo alle esortazioni pratiche della Scrittura e adempiamo i definiti doveri impostici, noi non sbaglieremo. “Le cose occulte appartengono all’Eterno, al nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi” (Deuteronomio 29:29)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ci troveremmo sicuramente davanti ad un ostacolo se volessimo indagare le profonde verità della prescienza di Dio e del libero arbitrio dell’uomo; ma se ci atteniamo alle esortazioni pratiche della Bibbia ed adempiamo i chiari doveri che ci sono stati imposti, non sbaglieremo: “Le cose occulte appartengono all’Eterno, al nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi” (Deuteronomio 29:29)’ (DDB, pag. 218).

Come si può vedere, le ADI hanno falsato il senso del discorso di Pearlman, perché mentre Pearlman ha dato per scontato che noi come ci proponiamo di mettere in relazione la preconoscenza di Dio e la volontà dell’uomo saremo certamente messi a confronto con un mistero, le ADI gli fanno dire che se noi volessimo indagare (e non mettere in relazione!) la preconoscenza di Dio e la volontà dell’uomo, ci troveremmo davanti ad un ostacolo, già, un ostacolo, e non più un mistero come ha detto Pearlman. Poi si noti come le ‘potenti verità’ sono diventate ‘profonde verità’. Da queste manomissioni si evince chiaramente che le ADI sono esperte nel contorcere, oscurare e rendere confuso il pensiero degli altri. Giudicate voi.

 

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