10 – L’espiazione

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‘Santificato’ diventa ‘salvato’

 

Pearlman sta parlando dell’origine del sacrificio espiatorio di Cristo, e sta spiegando come esso sia stato ordinato in cielo, e allora dice: ‘That there should be a body of people sanctified by this sacrifice was decreed "before the foundation of the world." Eph. 1:4.’ (KDB, pag. 186),

La traduzione è: ‘Che ci dovesse essere un popolo santificato da questo sacrificio era stato decretato ‘prima della fondazione del mondo’ Efesini 1:4’.

Le ADI hanno messo così: ‘Fu decretato «prima della fondazione del mondo» (Efesini 1:4) che vi dovesse essere un popolo salvato per mezzo di questo sacrificio’ (DDB, pag. 150).

Quando si arriva a sostituire ‘santificato’ con ‘salvato’ vuol dire proprio essere disonesti. Ma se Pearlman qua sta parlando dell’opera di santificazione operata dal sacrificio espiatorio di Cristo, perché mai bisogna fargli dire un’altra cosa, che certamente è vera, ma non è quella di cui parla qua Pearlman?    

 

‘Divinizzare’ è diventato ‘legittimare e mitizzare’

 

Pearlman sta parlando dell’idolatria e dice: ‘Idolatry was no mere intellectual matter; the worship of Nature, which forms the basis of most heathen religions, led man to deify (make gods of) his own lusts, and moral corruption was the result’ (KDB, pag. 188).

La traduzione è: ‘L’idolatria non era una mera questione intellettuale: l’adorazione della Natura, che forma la base della maggior parte delle religioni pagane, condusse l’uomo a divinizzare le sue proprie concupiscenze (farne degli dèi), e la corruzione morale fu il risultato’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’idolatria non fu una questione puramente intellettuale, giacchè l’adorazione della natura, che è alla base della maggior parte delle religioni pagane, portò l’uomo a legittimare e mitizzare le sue concupiscenze, con il risultato di una totale corruzione morale’ (DDB, pag. 151)

Per poter tradurre così, le ADI avrebbero dovuto trovarsi davanti questa frase ‘led man to legitimate and mythicize his own lusts’. Ma per loro non cambia niente, perché pensano di avere il diritto di contorcere il pensiero altrui.

 

‘Le nazioni …’ diventa ‘la nazione …’

 

Pearlman sta parlando delle leggi che Dio diede ad Israele al monte Sinai, tra cui le leggi del sacrificio che insegnavano alla nazione di Israele la maniera giusta in cui Dio doveva essere avvicinato e adorato, e subito dopo Pearlman dice: ‘The nations had a perverted worship; God restored to Israel the pure worship’ (KDB, pag. 189).

La traduzione è: ‘Le nazioni avevano un pervertito culto; Dio ristabilì in Israele il puro culto’.

Le ADI hanno messo così: ‘La nazione osservava un culto, Dio ristabilì il vero culto’ (DDB, pag. 152).

Qui Pearlman sta dicendo che le nazioni avevano un culto pervertito, ma Dio ristabilì in mezzo alla nazione di Israele il culto puro. Ma le ADI con la loro solita arroganza gli hanno fatto dire quello che loro hanno voluto.  

 

Parte aggiunta all’efficacia del sacrificio di Cristo

 

Pearlman sta parlando dell’efficacia del sacrificio di Cristo, e dice: ‘The subject is dealt with in the letter to the Hebrews. The writer is addressing a group of Hebrew Christians, who, discouraged by persecution are tempted to return to Judaism and the sacrifices of the Temple. The realities they believe in are invisible; while the Temple with its gorgeous ritual seems so tangible and real. To turn their thoughts from such a course of action the writer makes a comparison between the Old and New Covenants, showing that the New is better than the Old, for the Old is imperfect and temporary while the New is perfect and eternal’ (KDB, pag. 190).

La traduzione è: ‘L’argomento è trattato nella lettera agli Ebrei. Lo scrittore si sta rivolgendo ad un gruppo di Ebrei Cristiani, che, scoraggiati dalla persecuzione sono tentati a ritornare al Giudaismo e ai sacrifici del Tempio. Le realtà in cui essi credono sono invisibili; mentre il Tempio con i suoi magnifici rituali sembra così tangibile e reale. Per distogliere i loro pensieri dal prendere una tale azione, lo scrittore fa un paragone tra il Vecchio Patto e il Nuovo Patto, mostrando che il Nuovo è migliore dell’Antico, perché il Vecchio è imperfetto e temporaneo, mentre il Nuovo è perfetto ed eterno’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’argomento viene trattato nella Lettera agli Ebrei. Lo scrittore si rivolge ad un gruppo di cristiani ebrei che, scoraggiati dalle persecuzioni, erano tentati di ritornare al giuda esimo ed ai sacrifici del Tempio. Era facile per gli Ebrei che si convertivano al cristianesimo cadere in questa tentazione, perché le realtà alle quali essi credevano come cristiani sono invisibili, mentre il Tempio con i suoi riti sfarzosi appariva tangibile e reale. Per distogliere da ciò i loro pensieri, lo scrittore fa un paragone fra l’Antico e il Nuovo Patto e mostra che il Nuovo Patto è migliore dell’Antico, che quest’ultimo è imperfetto e temporaneo, mentre il Nuovo è perfetto ed eterno’ (DDB, pag. 153).

Come si può vedere, le ADI hanno aggiunto le parole ‘Era facile per gli Ebrei che si convertivano al cristianesimo cadere in questa tentazione, perché …’ che Pearlman non ha detto. Giudicate voi. 

 

‘Gli Israeliti illuminati’ diventano ‘quelli dotati di maggior sapienza’

 

Pearlman sta parlando dei sacrifici dell’Antico Testamento, che quantunque imperfetti erano buoni, e dice: ‘As enlightened Israelites brought their offerings they were aware of two things: first, that repentance in itself was insufficient; a visible transaction must be gone through to indicate that his sin was put away. Heb. 9:22’ (KDB, pag. 191).

La traduzione è: ‘Come gli Israeliti illuminati portavano le loro offerte, essi erano consapevoli di due cose; primo, che il ravvedimento in sé stesso era insufficiente; si doveva passare attraverso [o seguire] una transazione visibile per indicare che il suo peccato era annullato’ Ebrei 9:22.

Le ADI hanno messo così: ‘Quando gli Israeliti, perlomeno quelli dotati di maggior sapienza, portavano la loro offerta, si rendevano conto di due cose: che il ravvedimento in sé era insufficiente, doveva essere compiuto un rito (Ebrei 9:22)’ (DDB, pag. 153).

Dunque gli Israeliti ‘illuminati’ sono diventati ‘quelli dotati di maggior sapienza’, e ‘una transazione visibile per indicare che il suo peccato era annullato’ è diventata ‘un rito’.

Lo scempio continua.

 

‘Il loro peccato’ diventa ‘il loro passato’

 

Pearlman sta parlando di una rivelazione concessa al profeta Geremia e dice: ‘That prophet had despaired of the people's ever being able to keep the covenant of the law; their sin was written with an iron pen (17:1) …’ (KDB, pag. 193).

La traduzione è: ‘Quel profeta aveva disperato che il popolo avrebbe mai potuto osservare il patto della legge; il loro peccato era scritto con uno stilo di ferro (Geremia 17:1)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questo profeta disperava che il popolo avrebbe mai potuto osservare il patto della legge: il loro passato era scritto con uno stilo di ferro (17:1)’ (DDB, pag. 155).

E meno male che il passo di Geremia 17:1 dica: “Il peccato di Giuda è scritto con uno stilo di ferro”! Credo che siano proprio queste cose che fanno capire come le ADI vogliono per forza far dire agli altri quello che vogliono loro. Il termine ‘peccato’ evidentemente non andava messo, forse per non impaurire i lettori, e allora hanno messo ‘passato’. Uno scandalo agire in questa maniera. 

 

‘Persone illustri’ diventa ‘eroi della fede’

 

Pearlman afferma: ‘5. One more question remains to be considered. It is certain that people were truly justified before the atoning work of Christ. Abraham was justified by faith (Rom. 4:23) and entered the kingdom of God (Matt. 8:11; Luke 16:22); Moses was glorified (Luke 9:30, 31); and Enoch and Elijah were translated. There were no doubt large numbers of godly Israelites who attained to the spiritual stature of these worthies’ (KDB, pag. 194).

La traduzione è: ‘5. Un’altra questione rimane da considerare. E’ certo che le persone furono veramente giustificate [o la gente fu veramente giustificata] prima dell’opera espiatoria di Cristo. Abrahamo fu giustificato per fede (Romani 4:23) ed entrò nel regno di Dio (Matteo 8:11; Luca 16:22); Mosè fu glorificato (Luca 9:30,31); ed Enoch ed Elia furono traslati. Ci fu senza dubbio un gran numero di pii Israeliti che raggiunsero la statura spirituale di queste persone illustri’.

Le ADI hanno messo così: ‘5. Resta ancora un problema da considerare. E’ certo che alcuni uomini furono giustificati prima dell’opera espiatrice di Cristo: Abrahamo fu giustificato per fede (Romani 4:23) ed entrò nel regno di Dio (Matteo 8:11; Luca 16:22); Mosè fu glorificato (Luca 9:30,31); Enoc ed Elia furono traslati. Inoltre, vi fu senza dubbio un gran numero di pii israeliti che raggiunsero la statura spirituale di questi eroi della fede’ (DDB, pag. 156).

Innanzi tutto facciamo notare che Pearlman non ha detto ‘alcuni uomini furono giustificati’ ma ‘le persone furono veramente giustificate’. Per poter tradurre così le ADI, Pearlman avrebbe dovuto scrivere ‘some men [o some people] were justified’.

E poi, ‘worthies’ non si può tradurre con ‘eroi della fede’, perché il singolare ‘worthy’ significa ‘persona illustre, celebrità, notabile’. ‘Eroi della fede’ in inglese si dice ‘heroes of the faith’ o ‘faith heroes’.  

 

Ciò che è chiaro viene offuscato

 

Pearlman dice a proposito della morte espiatoria di Cristo: ‘The writers of the Gospels describe the sufferings and death of Christ with a minuteness which has no parallel in their narratives of other events of His life, and by referring to the fulfillment of Old Testament prophecies indicate their sense of the importance of the event’ (KDB, pag. 195-196).

La traduzione è: ‘Gli scrittori dei Vangeli descrivono le sofferenze e la morte di Cristo con una minuziosità che non ha alcun parallelo nelle loro narrazioni di altri eventi della Sua vita, e riferendosi all’adempimento delle profezie dell’Antico Testamento indicano il loro senso di importanza dell’evento’.

Le ADI hanno messo così: ‘Gli scrittori dei Vangeli descrivono in modo così minuzioso le sofferenze e la morte di Cristo da lasciare meno spazio, nella loro narrazione, agli altri avvenimenti della Sua vita e, con il loro frequente riferirsi alle profezie dell’Antico Testamento, che vedevano adempiute nella morte di Gesù, dimostrano come sentissero l’importanza di questo avvenimento’ (DDB, pag. 157)

Avete notato come le ADI hanno reso più difficile da capire il pensiero di Pearlman? Nella prima parte, Pearlman mette enfasi sulla minuziosità con cui gli scrittori degli evangeli hanno descritto le sofferenze e la morte di Cristo, tanto è vero che dice che una tale minuziosità non la si riscontra nella narrazione di nessun altro evento della vita di Gesù da loro scritto; mentre come hanno messo le ADI si capisce un’altra cosa, e cioè che si sono dilungati così tanto nel descrivere le sofferenze e la morte di Cristo che poi gli è rimasto meno spazio da dedicare alla narrazione degli altri eventi della vita di Gesù. Insomma, come dire, che avevano un tot di righe da scrivere, e lo spazio usato per descrivere le sofferenze e la morte di Cristo prese così tanto, da lasciare meno spazio alla narrazione degli altri eventi.

Nella seconda parte le ADI hanno aggiunto ‘frequente’ che non esiste nell’originale, e poi hanno cambiato ‘l’adempimento delle profezie dell’antico testamento’ allungandolo e rendendolo ‘profezie dell’Antico Testamento che vedevano adempiute nella morte di Gesù’ che è un qualcosa di cui non c’era proprio la necessità.

 

 

Molto grave: fatto scomparire il destino di Cristo divinamente stabilito

 

Pearlman nel rispondere a coloro che sostengono che la morte di Cristo fu accidentale, afferma: ‘But what do the Gospels say about the matter? According to their testimony Jesus knew from the beginning that suffering and death were part of His divinely appointed destiny. In His declaration that the Son of man must suffer, that word "must" indicated Divine vocation and not unforeseen inevitable fate’ (KDB, pag. 196).

La traduzione è: ‘Ma che cosa dicono i Vangeli a tal proposito? Secondo la loro testimonianza, Gesù sapeva dall’inizio che la sofferenza e la morte facevano parte del Suo destino divinamente stabilito. Nella Sua dichiarazione che il Figliuol dell’uomo deve soffrire, quella parola ‘deve’ indicava vocazione Divina e non un imprevisto ed inevitabile fato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma che cosa dicono i Vangeli in proposito? Affermano decisamente che Gesù sapeva fin dal principio che la sofferenza e la morte facevano parte della Sua missione di salvezza per l’uomo. Nella sua dichiarazione che il Figliuolo dell’uomo deve soffrire, la parola «deve» indica la vocazione divina e non un imprevisto ed inevitabile destino’ (DDB, pag. 157).

Ora, notate attentamente l’astuzia delle ADI. Innanzi tutto mettono ‘affermano decisamente’ al posto di ‘secondo la loro testimonianza’; e poi fanno dire a Pearlman una cosa che lui non ha affatto detto, infatti hanno tolto l’espressione ‘il Suo destino divinamente stabilito’, che mostra come Pearlman credeva che le sofferenze e la morte di Cristo facevano parte del destino innanzi stabilito da Dio per Gesù Cristo, e con che cosa l’hanno sostituita? Con ‘la Sua missione di salvezza per l’uomo’! Voi vi domanderete il perché di questa omissione? Bene, perché loro non credono che esista un destino stabilito da Dio.

Ma non si sono limitati a fare questo, perché le ADI nella successiva frase hanno sostituito ‘fato’ con ‘destino’ per far credere che la morte di Cristo non era destino (e questa manomissione è stata resa possibile in virtù del fatto che in precedenza hanno fatto scomparire il destino di Cristo divinamente stabilito). Per ricapitolare, per Pearlman la morte di Cristo era parte del Suo destino stabilito da Dio, e non frutto del caso o del fato. Mentre per le ADI non era parte di un destino stabilito innanzi da Dio per Cristo, per Pearlman lo era. Pearlman non credeva invece che la morte di Cristo fosse dovuta al caso o al fato, ma le ADI hanno giocato sulla parola inglese ‘fate’ (fato) usata da Pearlman per metterci destino in quanto ‘fate’ si può anche tradurre ‘destino’ ma dipende dal contesto, ma in questo contesto non si può tradurre con ‘destino’ perché qua Pearlman mette ‘fato’ in contrapposizione al ‘destino divinamente stabilito da Dio per Gesù Cristo’. Ed il giochetto diabolico è riuscito bene alle ADI! Ma non avevano previsto che prima o poi questi diabolici giochetti Dio li smaschera, perché li detesta.

Credo che queste manomissioni confermano ulteriormente come ci siano taluni nelle ADI che amano e praticano la falsità.

 

Falsato il senso di alcune affermazioni sull’ira di Dio

 

Pearlman sta parlando della reazione di Dio al peccato, che è una reazione adirata, e dice: ‘But this Divine reaction is not automatic; it does, not always react instantly as would fire to a hand thrust into it. God's wrath is governed by personal considerations: He is not hasty to destroy the work of His hands. He pleads with man; He waits to be gracious. He delays judgment in the hope that His goodness shall lead man to repentance. Rom. 2:4; 2 Peter 3:9.’ (KDB, pag. 199).

La traduzione è: ‘Ma questa reazione Divina non è automatica; essa non reagisce sempre immediatamente come farebbe una mano gettata nel fuoco. L’ira di Dio è governata da considerazioni personali: Egli non è frettoloso a distruggere l’opera delle Sue mani. Egli implora l’uomo; Egli aspetta per essere benigno. Egli ritarda il giudizio nella speranza che la Sua bontà condurrà l’uomo al ravvedimento. Romani 2:4; 2 Peter 3:9.’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma la reazione divina non è automatica, non agisce istintivamente, come farebbe un uomo nel ritrarre prontamente la mano dal fuoco. L’ira di Dio è governata da considerazioni personali: Egli, che non ama distruggere l’opera delle Sue mani, contende con l’uomo, aspetta perché vuole usare misericordia e ritarda il giudizio, nella speranza che la Sua bontà guidi l’uomo al ravvedimento (Romani 2:4; 2 Pietro 3:9)’ (DDB, pag. 159).

Notate come le ADI hanno cambiato il senso delle parole di Pearlman, infatti Pearlman dice che questa reazione divina NON REAGISCE SEMPRE IMMEDIATAMENTE, il che significa che per Pearlman alcune volte invece essa reagisce immediatamente o subito, e questo è biblico (Cfr. Deuteronomio 7:10); mentre le ADI gli fanno dire che la reazione di Dio non agisce istintivamente. Non vi pare che sono due cose totalmente diverse? Ma non è finita qua: notate anche come Pearlman dica che Dio non è frettoloso nel distruggere l’opera delle Sue mani, mentre le ADI gli fanno dire che Dio non ama distruggere l’opera delle Sue mani! Ed infine ‘to plead with someone’, significa ‘implorare o scongiurare qualcuno’, e non ‘contendere con qualcuno’ che invece si dice ‘to contend o to strive with someone’.

Sono indignato e disgustato dinnanzi a queste manomissioni.

 

Sparita ‘la tragica realtà del peccato’

 

Pearlman afferma: ‘In the atonement God does justice to His character as a gracious God. His righteousness called for this punishment of the sinner, but His grace provided a plan for the pardon of the sinner. At the same time He does justice to His character as a righteous God. God would not do justice to Himself if He displayed compassion to sinners in a way which made light of sin, and which ignored its tragic reality. People might think that God was indifferent or indulgent toward sin’ (KDB, pag. 202).

La traduzione è: ‘Nell’espiazione Dio rende giustizia al Suo carattere di Dio benigno. La Sua giustizia richiedeva questa punizione del peccatore, ma la Sua grazia ha provveduto un piano per il perdono del peccatore. Allo stesso tempo, Egli rende giustizia al Suo carattere di Dio giusto. Dio non renderebbe giustizia a Sè stesso se Egli mostrasse compassione ai peccatori in una maniera che sottovalutasse il peccato, e che ignorasse la sua tragica realtà. Le persone potrebbero pensare che Dio è stato indifferente o indulgente verso il peccato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Con l’espiazione, Dio rende giustizia al Suo carattere di Dio benigno: la Sua giustizia richiedeva la punizione del peccatore, ma la Sua grazia provvide un piano per il perdono del peccatore. Allo stesso tempo Egli rende giustizia al Suo carattere di Dio giusto: Dio non avrebbe reso giustizia a Se stesso, se avesse mostrato compassione per i peccatori in modo da sottovalutare il peccato. Il popolo avrebbe potuto pensare che Egli fosse indifferente e indulgente verso il peccato’ (DDB, pag. 162).

Come mai è stata tolta ‘la tragica realtà del peccato’?

 

Manca uno degli effetti dell’espiazione compiuta sotto l’Antico Patto

 

Pearlman sta parlando degli effetti che aveva l’espiazione o la copertura effettuata mediante i sacrifici dell’Antico Patto, e dice: ‘The sin was blotted out (Jer. 18:23; Isa. 43:25; 44:22), removed (Isa. 6:7), covered (Psalm 32:1), cast into the depths of the sea (Micah 7:19), cast behind God's back (Isa. 38:17), pardoned (Psalm 78:38)’ (KDB, pag. 204).

La traduzione è: ‘Il peccato veniva cancellato (Geremia 18:23; Isaia 43:25; 44:22), rimosso (Isaia 6:7), coperto (Salmo 32:1), gettato in fondo al mare (Michea 7:19), gettato dietro le spalle di Dio (Isaia 38:17), perdonato (Salmo 78:38).

Le ADI hanno messo così: ‘Il peccato veniva cancellato (Geremia 18:23; Isaia 43:25; 44:22), rimosso (Isaia 6:7), coperto (Salmo 32:1), gettato dietro le spalle di Dio (Isaia 38:17); perdonato (Salmo 78:38)’ (DDB, pag. 163).

Come potete vedere, manca tra gli effetti che il peccato veniva gettato in fondo al mare.

 

Per Pearlman l’opera espiatoria di Cristo era una vera transazione, ma le ADI questo lo hanno fatto sparire

 

Pearlman afferma: ‘The fact should be emphasized that the propitiation was a real transaction, for there are some who teach that the atonement was simply a demonstration of the love of God and of Christ, intended to move the sinner to repentance. ….. The atoning work of Christ was a real transaction which removed a real obstacle between us and God, and which paid the debt we could not pay’ (KDB, pag. 206, 207).

La traduzione è: ‘Deve essere enfatizzato il fatto che la propiziazione fu una vera transazione, perché ci sono alcuni che insegnano che l’espiazione fu semplicemente una dimostrazione dell’amore di Dio e di Cristo, intesa a muovere il peccatore al ravvedimento ….. L’opera espiatoria di Cristo fu una vera transazione che rimosse un vero ostacolo tra noi e Dio, e che pagò il debito che noi non potevamo pagare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Si deve insistere sul fatto che la propiziazione fu un reale atto di riconciliazione tra l’uomo e Dio, perché ci sono alcuni che insegnano che il riscatto fu una semplice dimostrazione dell’amore di Dio e di Cristo, intesa a muovere il peccatore a ravvedimento …. L’opera espiatoria di Cristo rimosse un reale ostacolo tra noi e Dio e pagò il debito che noi non potevamo pagare’ (DDB, pag. 165).

La transazione è ‘una operazione commerciale di compravendita’, e nella teologia indica il concetto che Gesù con la sua morte ha pagato il prezzo dovuto per i nostri peccati, e con il suo sangue ci ha comprati a Dio.  

Le ADI facendola sparire hanno contorto e offuscato il discorso di Pearlman. Risultato inevitabile quando si vuole far dire agli altri quello che si vuole. La transazione, come abbiamo visto in precedenza, le ADI l’hanno fatta sparire anche in un’altra occasione sostituendola però con ‘rito’.

 

Sparito ‘L’altare rappresentava Dio; il sacerdote rappresentava il peccatore’

 

Pearlman sta parlando del fatto che i sacrifici espiatori dell’Antico Testamento erano sostitutivi, e dice: ‘The altar represented God; the priest represented the sinner’ (KDB, pag. 207), che tradotto significa: ‘L’altare rappresentava Dio; il sacerdote rappresentava il peccatore’.

Le ADI hanno tolto queste parole, che dovevano trovarsi tra ‘…. potuto fare da sé’ e ‘la vittima sostituiva l’israelita …’ (DDB, pag. 165).

 

Sparito che Gesù ‘diventò un peccatore’

 

Pearlman dice: ‘One who was sinless by nature, and who had never committed a sin in His life, became a sinner (or took the sinner's place)’ (KDB, pag. 208), che tradotto significa:’ Uno che era senza peccato per natura, e che non aveva mai commesso un peccato nella Sua vita, diventò un peccatore (o prese il posto del peccatore)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Colui che era per natura senza peccato, e che non aveva mai commesso un peccato in vita Sua, aveva preso il posto del peccatore’ (DDB, pag. 166). Come potete vedere, manca ‘diventò un peccatore’.

Capisco che questa espressione di Pearlman è antibiblica, ma l’ha scritta e quindi deve esserci in qualsiasi traduzione perché era il suo pensiero.

 

Frase cambiata

 

Pearlman, nel commentare le parole di Gesù che il Figliuolo dell’uomo è venuto per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti (Matteo 20:28), afferma: ‘The supreme object for which He came into the world was to lay down His life as a ransom price that those to whom the forfeited (spiritual) lives belonged might obtain them again. The forfeited lives of many are liberated by the surrender of Christ's life’ (KDB, pag. 209), che tradotto significa: ‘Lo scopo supremo per il quale Egli venne nel mondo fu quello di deporre la Sua vita come un prezzo di riscatto affinché coloro a cui appartenevano le vite (spirituali) perdute potessero riottenerle. Le vite perdute di molti vengono liberate dalla consegna [o cessione] della vita di Cristo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo scopo supremo per il quale Egli è venuto nel mondo è stato quello di deporre la Sua vita quale prezzo di riscatto, affinché gli uomini potessero avere vita eterna. La vita di molti, già prigioniera, viene liberata perché Cristo ha donato la Sua vita’ (DDB, pag. 167).

 

‘La morte di Cristo’ diventa ‘la grazia di Cristo’

 

Pearlman afferma: ‘Life before the death of Christ touches it is futile and vain’ (KDB, pag. 209), che tradotto significa: ‘La vita, prima che la morte di Cristo la tocchi, è futile e vana’.

Le ADI hanno messo così: ‘La vita, prima che venga toccata dalla grazia di Cristo, è futile e vana’ (DDB, pag. 167).

 

‘Fece qualcosa’ diventa ‘fece di tutto’

 

Pearlman afferma: ‘Paul does not say that God was reconciled to man, but that God did something in order to reconcile man to Himself’ (KDB, pag. 211).

La traduzione è: ‘Paolo non dice che Dio fu riconciliato all’uomo, ma che Dio fece qualcosa per riconciliare l’uomo a Sé’.

Le ADI hanno messo così: ‘Paolo non ha detto che Dio fu riconciliato all’uomo, ma che Dio ha fatto di tutto per riconciliare l’uomo a Sé’ (DDB, pag. 168).

Siamo alle solite: le ADI si sentono autorizzate a modificare le parole del loro prossimo.

 

‘L’evangelista’ diventa ‘il credente’

 

Pearlman, dopo avere detto che l’atto di riconciliazione operato da Dio è un’opera finita, afferma: ‘It remains for the evangelist to proclaim it and the individual to receive it’ (KDB, pag. 211).

La traduzione è: ‘Rimane che l’evangelista la proclami e che l’individuo la riceva’.

Le ADI hanno messo così: ‘Rimane soltanto che il credente la proclami e il peccatore la riceva’ (DDB, pag. 168).

Vale anche qui il commento precedente.

 

Frase mancante concernente la morte di Cristo

 

Pearlman sta parlando della morte patita da Cristo per i nostri peccati e del fatto che Egli ha gustato la morte per noi, e dice: ‘We may not understand the "how" of the matter, for evidently we are confronted with a Divine mystery. But we accept many facts in this universe without understanding the "how" of them. No sensible person ever deprived himself of the blessings of electricity just because he does not fully understand what electricity is and why it should act as it does’ (KDB, pag. 213).

La traduzione è: ‘Possiamo non capire il ‘come’ della questione, perché evidentemente noi ci troviamo di fronte ad un mistero Divino. Ma noi accettiamo molti fatti in questo universo senza capire il ‘come’ di essi. Nessuna persona sensata si è mai privata delle benedizioni dell’elettricità solo perché egli non comprende appieno che cosa è l’elettricità e perché dovrebbe agire come essa fa’.

Le ADI hanno messo così: ‘Possiamo non comprendere «come» tutto questo avvenga, ma nessuna persona ragionevole si è mai privata delle comodità dell’elettricità solo perché non comprende completamente ciò che essa sia e perché funzioni in quella maniera’ (DDB, pag. 170).

Manca ‘perché evidentemente noi ci troviamo di fronte ad un mistero Divino. Ma noi accettiamo molti fatti in questo universo senza capire il ‘come’ di essi’.

 

La ‘punizione’ diventa ‘condanna’, e ‘il grido di abbandono’ diventa ‘il grido pieno di dolore’

 

Pearlman sta ancora parlando della morte di Gesù, e si sofferma sulla croce dicendo: ‘Concentrated into these few hours of death on the cross was all the awful meaning of that death and the blackness of its penalty, and this explains the cry of abandonment, "My God, my God, why hast thou forsaken me?’ (KDB, pag. 214).

La traduzione è: ‘In queste poche ore della morte sulla croce fu concentrato tutto il terribile significato di quella morte e l’oscurità della sua punizione, e questo spiega il grido di abbandono: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nella croce era concentrato tutto il tremendo significato della morte e della sua tenebrosa condanna, e questo spiega il grido pieno di dolore: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (DDB, pag. 170).

‘Punizione’ è diventato dunque ‘condanna’, e ‘il grido di abbandono’ è diventato ‘il grido pieno di dolore’. Alle ADI evidentemente non stavano bene neppure queste cose dette da Pearlman. Giudicate voi.

 

Manomessa frase sulla vittoria dei Cristiani sul diavolo

 

Pearlman afferma: ‘Christians have the victory over the devil as long as they have the Victor over the devil!’ (KDB, pag. 216).

La traduzione è: I Cristiani hanno la vittoria sopra il diavolo fino a che essi hanno il Vincitore sul diavolo!’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il credente ha la vittoria sul Diavolo finchè è in comunione con Gesù, Colui che per primo ha vinto il Diavolo’ (DDB, pag. 172).

 

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