4 – Le Scritture

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Modifica e aggiunta concernenti l’ispirazione

 

Pearlman afferma: ‘By revelation we mean that act of God by which He discloses what man could not find out for himself; by inspiration we mean that the writer is preserved from error in recording that revelation’ (KDB, pag. 24).

La traduzione è: ‘Per rivelazione intendiamo quell’atto di Dio tramite il quale Egli svela quello che l’uomo non potrebbe scoprire da se stesso; per ispirazione intendiamo che lo scrittore viene preservato dall’errore nel riportare quella rivelazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Per rivelazione intendiamo l’atto di Dio con il quale Egli svela ciò che l’uomo non avrebbe potuto scoprire da sé; per ispirazione intendiamo che lo scrittore è spinto a trascrivere le rivelazioni e preservato dall’errore nel farlo’ (DDB, pag. 15).

 

‘L’abrogazione delle vecchie leggi’ è diventata ‘la legge è stata adempiuta’

 

Pearlman afferma: ‘Everywhere the New Testament claims to give a fuller and clearer revelation of God than that given in the Old Testament, and authoritatively declares the abrogation of the old laws’ (KDB, pag. 25).

La traduzione è: ‘Dappertutto il Nuovo Testamento asserisce di dare una rivelazione di Dio più piena e chiara di quella data nel Vecchio Testamento, ed autorevolmente dichiara l’abrogazione delle vecchie leggi’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ovunque il Nuovo Testamento asserisce di dare una rivelazione di Dio più completa e più chiara di quella dell’Antico Testamento ed autorevolmente dichiara che la Legge è stata adempiuta’ (DDB, pag. 16).

Il termine inglese ‘abrogation’ significa ‘abrogazione, revoca, annullamento’. Non si può quindi tradurre con ‘la Legge è stata adempiuta’ che peraltro in inglese si dice ‘the Law was fulfilled’.

Se Pearlman avesse detto ‘… the fulfillment of the Law’ (l’adempimento della Legge), allora non ci sarebbe stato niente da dire su come hanno tradotto le ADI, ma lui ha detto ‘… the abrogation of the old laws’.

 

Sparita l’integrità degli scrittori dei libri della Bibbia e altre cose

 

Pearlman afferma: ‘The Scriptures claim to be inspired, and an examination of them reveals the fact that their character supports their claim. The Bible comes into court with a good record. As to authorship, it was written by men whose honesty and integrity cannot be questioned; as to contents, it contains the most sublime revelation of God that the world knows; as to influence, it has brought saving light to nations and individuals, and it possesses a never-failing power to lead men to God and to transfigure their characters; as to authority, it meets the need of a final court of appeal in religion, so that false cults find it necessary to quote its words in order to make an impression on the public’ (KDB, pag. 26).

La traduzione è: ‘Le Scritture asseriscono di essere ispirate, ed un esame di esse rivela il fatto che il loro carattere supporta la loro asserzione. La Bibbia viene in tribunale con una buona fedina. Quanto alla paternità, essa fu scritta da uomini la cui onestà e integrità non possono essere messe in dubbio; quanto al contenuto, essa contiene la più sublime rivelazione di Dio che il mondo conosca; quanto all’influenza, essa ha portato luce che salva a nazioni e individui, e possiede una potenza di condurre gli uomini a Dio e trasfigurare il loro carattere che non viene mai meno; quanto all’autorità, essa supplisce al bisogno di una finale corte di appello in fatto di religione, cosicché i falsi culti sentono la necessità di citare le sue parole per fare impressione sul pubblico’.

Le ADI hanno messo così: ‘Le Scritture asseriscono di essere ispirate e un esame di esse convalida la loro asserzione. Quanto ai suoi autori, la Bibbia fu scritta da uomini la cui onestà non può essere messa in dubbio; quanto al contenuto, contiene la più sublime rivelazione di Dio che il mondo conosca; quanto all’influenza, ha recato luce a nazioni e ad individui e possiede una potenza che non viene mai meno, per condurre gli uomini a Dio e trasformare il loro carattere. Quanto all’autorità, veste, in fatto di religione, una funzione simile a quella di una corte d’appello, tanto che le false sette sentono la necessità di citare le sue parole per fare impressione sul pubblico’ (DDB, pag. 16-17).

Vorrei far notare, che le ADI hanno fatto sparire la frase ‘La Bibbia viene in tribunale con una buona fedina’; poi hanno tolto di mezzo l’integrità degli scrittori dei libri della Bibbia, lasciando solo la loro onestà; poi, hanno fatto sparire ‘che salva’ in relazione alla luce che la Bibbia porta alle nazioni e agli individui; hanno omesso ‘finale’ in relazione alla corte d’appello; ed infine al posto di ‘falsi culti’ hanno messo ‘false sette’ che non ha alcun senso, perché una falsa setta non è una setta, mentre Pearlman parla di falsi culti e cioè si riferisce a culti tipo quello Cattolico Romano, e così via. Ma siccome le ADI hanno voluto per forza di cose togliere il termine ‘culti’ allora ecco che hanno fatto dire a Pearlman una cosa assurda. Perché se esistono false sette, allora esiste anche una vera setta; e quale sarebbe questa vera setta? Mentre affermare che esistono falsi culti ha senso perché sappiamo che esiste un vero culto, e d’altronde la parola inglese ‘cults’ si deve tradurre con ‘culti’.

 

Manomessa affermazione chiara sull’ispirazione delle Scritture

 

Nel paragrafo sulle Scritture intitolato ‘si avverte che sono ispirate’, Pearlman racconta la storia di un professore di un college che chiese ad una credente ‘ma voi non credete in quel libro, vero?’, al che lei rispose ‘sì che ci credo, ho avuto occasione di conoscerne personalmente l’Autore’, e poi Pearlman dice: ‘She had stated a most weighty reason for believing the Bible to be the Word of God, namely, its appeal to our personal consciousness, speaking a tone which makes us feel that it comes from God’ (KDB, pag. 27).

La traduzione è: ‘Ella aveva dichiarato una ragione molto importante per credere che la Bibbia sia la Parola di Dio, cioè, il suo appello alla nostra personale coscienza, che parla con un tono che ci fa sentire che essa viene da Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ella diede una ragione molto importante alla sua fede nella Bibbia come Parola di Dio, si richiamò all’appello che la Bibbia fa al nostro cuore e alla nostra volontà, parlandoci con tono autorevole’ (DDB, pag. 18).

Perché togliere ‘alla nostra personale coscienza’ e mettere ‘al nostro cuore e alla nostra volontà’? E perché togliere ‘che ci fa sentire che essa viene da Dio’ e mettere ‘autorevole’? Io veramente sono indignato nel vedere che un concetto così chiaramente espresso da Pearlman sia stato offuscato.

 

 

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