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Per le ADI è lecito andare alla messa funebre per i propri familiari o parenti cattolici romani |
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Le ADI permettono a quei loro membri a cui
muore un coniuge o un genitore o un parente cattolico romano di partecipare al
rito funebre cattolico romano, che prevede quanto segue: ‘Il giorno del
funerale viene eseguita la Messa da Requiem: il corpo è trasportato dal luogo
della veglia alla chiesa e le campane suonano con una tonalità molto grave e
profonda per radunare la comunità al triste evento. Il corpo viene posto con
la testa verso l'altare, la bara è ricoperta di fiori e contornata da ceri.
Il sacerdote, vestito di nero e con una sciarpa viola, spolverizza la bara
con acqua santa, chiede che sia dato il riposo eterno al defunto e che sia
assolto da ogni peccato. Si prega affinché venga accolto nel regno di Dio e
si raccomanda la sua anima ai santi del Paradiso. La Messa funebre comprende
preghiere, letture delle Scritture, una omelia, l'eucaristia, canti per la
resurrezione del corpo di fronte al Salvatore. Al termine della funzione, il
sacerdote passa due volte intorno alla salma con acqua santa ed incenso’. Ora, ai credenti nelle ADI non viene detto
assolutamente nulla di contrario alla loro partecipazione alla messa funebre,
anzi c'è il beneplacito dei pastori. Dirò di più, i pastori ADI esortano
vivamente i credenti a partecipare alla messa funebre affermando che ciò va
fatto per dare una buona testimonianza! Che direbbero infatti i Cattolici
romani nel caso dei membri delle ADI si rifiutassero di partecipare alla
messa funebre celebrata a pro di un coniuge o un loro genitore o zio o nonno
Cattolico romano? Certamente essi direbbero che i membri delle ADI non sono
dei buoni Cristiani!! Io dico dunque ai pastori ADI:
‘Ravvedetevi. Ma sapete cosa è la messa? Sapete che la messa pretende di
essere la ripetizione del sacrificio espiatorio di Cristo? Sapete che viene
celebrata sia per i vivi che per i morti, per i loro peccati? Ma vi rendete
conto che permettere a dei credenti di presenziare a questa funzione
religiosa è molto grave, perché si permette loro di partecipare ad una opera
infruttuosa delle tenebre? Ma non sapete voi che la Scrittura afferma: “Non
siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel
Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce
consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa
sia accetto al Signore. poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si
fanno da costoro in occulto” (Efesini 5:7-12)? Vedete, la buona testimonianza
un figliuolo di Dio la dà proprio astenendosi dal fare quello che voi gli
suggerite di fare, cioè non partecipando in nessuna maniera alla messa! Ed
invece, voi che avete fatto? Avete messo sottosopra il consiglio di Dio!! Ma allora ditemi un po’ questo: ‘Ma allora
se un credente ha una madre che è una strega facente parte di una setta
satanista o è una che professa la religione induista e questa muore, egli che
deve fare?’ Seguendo il vostro modo di ragionare, egli dovrebbe partecipare
alla funzione religiosa satanista o induista! E per quale ragione? Sempre
naturalmente per dare una buona testimonianza!!’ Ma vi rendete conto che
principio diabolico avete introdotto nella Chiesa dell’Iddio vivente? Se
infatti la cosa è valida nel caso muoia un proprio parente cattolico romano,
perché mai non dovrebbe essere altrettanto valido nel caso il parente che
muore è un satanista o un induista? A voi pastori ADI vi ricordo che 50 anni fa
nelle ADI i credenti che avevano dei parenti cattolici romani, quando questi
morivano non ci pensavano neppure ad andare alla messa funebre, perché questo
avrebbe significato compromettere la loro buona testimonianza nel paese! Mi
ha raccontato una sorella che a quel tempo viveva a Collesano (PA), che nei
luoghi di culto della Chiesa Cattolica Romana i credenti non mettevano piede
per nessun motivo, neppure quando moriva un loro parente! Era del tutto
normale agire così, e i Cattolici Romani non domandavano loro neppure la ragione
per cui non ci andavano, perché sapevano che gli ‘Evangelisti’ quelle cose
non le facevano. Ed ella mi ha pure detto che quando in quel paese si
tenevano delle processioni i credenti per andare al locale di culto facevano
un giro più lungo proprio per evitare di assistere a quelle cose o di farsi
vedere dai cattolici romani nel mezzo di quelle processioni!! Adesso invece
voi li invogliate a recarsi nei luoghi di culto della chiesa cattolica
romana, che sono alberghi di demoni e templi di idoli!! In verità non avete
sapienza; e che sapienza potete avere voi che avete rigettato la Parola di
Dio? Ah, lo so, voi ricorrete alla Parola di Dio
per giustificare questa vostra posizione, infatti dite: ‘Ma è scritto che
l’idolo è nulla nel mondo (cfr. 1 Corinzi 8:4)!’ Strano, per davvero quello
che dite, ma allora come mai per gli stessi pastori ADI 50 anni fa recarsi ad
una messa funebre significava dare una cattiva testimonianza perché si
partecipava ad una opera infruttuosa delle tenebre? E poi, se è vero che l’idolo è nulla è
altresì vero che i sacrifici che vengono offerti agli idoli sono offerti ai
demoni (cfr. 1 Corinzi 10:20). Come è altresì vero che se un credente che ha
conoscenza si reca in un tempio di idoli, il credente che non ha conoscenza
vedendolo sarà incoraggiato a recarvisi e quindi gli sarà di intoppo, secondo
che è scritto: “Se alcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un
tempio d’idoli, la sua coscienza, s’egli è debole, non sarà ella incoraggiata
a mangiar delle carni sacrificate agl’idoli? E così, per la tua conoscenza,
perisce il debole, il fratello per il quale Cristo è morto. Ora, peccando in
tal modo contro i fratelli, e ferendo la loro coscienza che è debole, voi
peccate contro Cristo” (1 Corinzi 8:10-12). In questo caso, se un Cristiano va alla
messa funebre, sarà di intoppo sia a quei credenti deboli, che magari ancora
non sanno qual è la differenza che c’è tra la messa cattolica romana e la
cena del Signore che celebriamo noi, e sia ai Cattolici Romani perché con il
suo esempio mostrerà loro che non c’è nessun male nella messa, e quindi in
ambedue i casi incoraggerà il suo prossimo a partecipare ad una funzione
religiosa che è un oltraggio al sacrificio di Cristo. La Scrittura dice
chiaramente: “Non siate d’intoppo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa
di Dio” (1 Corinzi 10:32). Dunque, pastori ADI abbandonate questa vostra
posizione che è d’intoppo sia a credenti che increduli. E poi dico, ma come fate ad avere questa
attitudine quando sul vostro Manuale dal titolo Culti e Sette a proposito
della messa si legge: ‘… la messa lascia pochissimo spazio alla Parola di
Dio, quasi nessuno spazio …. Appare evidente, a chi ha letto i Vangeli, come
né la forma, né gli scopi della messa siano in armonia con il messaggio
biblico e con lo spirito dell’Evangelo’ (pag. 88). Appare evidente dunque, a
chi legge queste vostre parole, che siete doppi nel parlare, perché da un
lato riprovate la messa e poi incoraggiate i vostri membri ad andarci in
talune occasioni!! Ma c’è qualcosa d’altro da dire, e cioè che
nelle ADI se un credente va alla messa funebre o anche alla messa di un
matrimonio di un suo parente cattolico romano, nessuno – compreso il pastore
- si permette di fiatare, mentre se si reca dietro invito al culto (non sto
parlando né di culto per il funerale di qualcuno e neppure del culto dove
qualcuno si sposa, ma semplicemente di una riunione di culto) presso il
locale di culto di una chiesa pentecostale non ADI (preciso, una Chiesa
magari che è molto simile a livello dottrinale a quelle delle ADI) allora
subito si levano delle voci contrarie, con il pastore in testa. Come? Dai
Cattolici Romani egli può andare, ad assistere ad una funzione che pretende
di essere la ripetizione del sacrificio di Cristo (espiatorio per i peccati
dei vivi e dei morti), dove viene perpetuato il culto dei morti, dove ci sono
idoli di ogni genere, mentre da altri evangelici pentecostali no!! Ecco cosa
si è costretti a vedere nelle ADI! E’ una vergogna tutto ciò, uno scandalo. Giacinto Butindaro |
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